Multa per chi fumerà in auto. Nuovi limiti sulle sigarette

9 ottobre 2015


Multa per chi fumerà in auto. Nuovi limiti sulle sigarette

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 ottobre 2015



Il recepimento della direttiva europea porterà il divieto di fumare sigarette se in auto c’è un minore o una donna incinta.

Niente più sigarette accese in auto se, dentro l’abitacolo, vi sarà anche una donna in gravidanza o un minore di 18 anni; il divieto di fumare si estenderà anche alle zone adiacenti agli ospedali e policlinici. Non potranno essere più venduti pacchetti da 10 sigarette (le confezioni saranno di almeno 20 sigarette) o quelle elettroniche con nicotina a chi non ha superato la maggiore età. Saranno vietate anche le sigarette aromatizzate con sapori di vario genere, perché aumentano il desiderio di tabacco. A cambiare saranno altresì i pacchetti di sigarette, che conterranno immagini shock per disincentivare la dipendenza da tabacco: le foto ritrarranno malati oncologici e figureranno in entrambi i lati dei pacchetti. In più verrà riportato un numero verde dell’Osservatorio presso l’Iss: 800554088.

Per chi violerà le nuove norme (consumatori o produttori) arriveranno multe particolarmente salate (fino a 5mila euro).

Sono queste le misure contenute in uno schema di Decreto legislativo di 31 articoli appena approvato dai Ministeri della Salute, Mef, Agricoltura e Mise e che lunedì sbarcherà in Consiglio dei Ministri per il nulla osta: il tutto in attuazione della direttiva Ue sulle limitazioni al fumo di sigarette [1].
Sarà una vera e propria guerra al fumo, ma anche – e soprattutto – ai produttori, in difesa del diritto alla salute. I dati delle morti da tabacco sono sconcertanti: solo nell’UE si contano 700mila decessi l’anno per malattie legate al fumo, che costano al servizio sanitario nazionale (e quindi, a tutti i contribuenti, anche a quelli che non fumano) la bellezza di 25 miliardi (e altri 8,3 come perdita di produttività). Con l’approvazione delle nuove misure si conta di abbassare la dipendenza da nicotina del 5%, con un risparmio di circa 506 mln di euro per l’assistenza sanitaria.

Sarà prevista poi la tracciabilità delle vendite di sigarette per rafforzare la lotta al contrabbando (con maggiori ricavi per il fisco). A tal fine ogni pacchetto sarà contrassegnato da un “identificativo univoco” per monitorare l’intera catena di distribuzione e di vendita dei prodotti da fumo.

note

[1] Direttiva UE n. 2014/40.

 

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1 Commento

  1. Ma non sarebbe più efficace non vendere più le sigarette? Paura del contrabbando? Paura di non avere più un introito come Stato? Mah!

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