Diritto e Fisco | Articoli

Illegittimo il fermo amministrativo non motivato

7 Marzo 2012 | Autore:
Illegittimo il fermo amministrativo non motivato

Il fermo amministrativo non motivato è illegittimo e, come tale, annullabile.

La Commissione Tributaria di Bari ha di recente stabilito che i fermi amministrativi privi di motivazione sono illegittimi [1].

Infatti il fermo amministrativo (così come il preavviso di fermo) e l’ipoteca fiscale sono provvedimenti amministrativi e, come tali, devono sempre contenere  una motivazione esaustiva, pena l’annullabilità[2].

La motivazione consiste nell’indicazione dei presupposti di fatto e delle ragioni giuridiche che sono alla base del provvedimento emesso.

Il fermo amministrativo è uno strumento di garanzia di crediti pubblici (per es. tasse o sanzioni) attraverso il quale l’Amministrazione si tutela dal rischio che, a causa del ritardo nel pagamento da parte del contribuente, la riscossione futura non sia possibile perché questi ha nel frattempo occultato o disperso il proprio patrimonio.

Infatti il fermo si appone su un bene del debitore, con la conseguenza che questi non potrà disporne fino a quando non avrà pagato il debito.

La motivazione del fermo deve quindi specificare le ragioni della necessità dell’Amministrazione di salvaguardare il proprio credito [3].

La motivazione è requisito essenziale di legittimità di un provvedimento amministrativo per due motivi:

a) innanzitutto, essa garantisce il diritto di difesa del destinatario che, potendo conoscere i motivi che hanno portato all’emissione di un provvedimento nei suoi confronti, può contestarli con ricorso al giudice competente.

b) dall’altro lato la motivazione consente alla stessa Amministrazione di controllare il proprio operato e valutarne la correttezza e legittimità.


note

[1] Sent. n. 276/2011.

[2] Artt. 3 e 21 octies  L. 241/1990.

[3] Il fermo amministrativo è un provvedimento cautelare e come tale, per essere legittimo, deve avere i requisiti del  fumus boni iuris (letteralmente: ”parvenza del buon diritto” e cioè probabilità di esistenza del diritto di credito) e periculum in mora (pericolo nel ritardo).


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