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Donare la casa al figlio per salvarla dai creditori

11 ottobre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 ottobre 2015



Vorrei donare la casa a mio figlio perché ho accumulato diversi debiti con alcuni creditori tra cui Equitalia e le banche anche se però, ancora, nessuno di questi ha agito: è un valido sistema?

La donazione, così come ogni altro atto di disposizione dei propri beni, può essere sempre oggetto di azione revocatoria entro i cinque anni successivi all’atto stesso che, come noto, deve avvenire davanti al notaio: in pratica, il creditore che si senta leso da tale depauperamento del patrimonio del debitore, non potendo contare su altri beni da aggredire, può agire in causa e rendere inefficace, nei propri confronti, la donazione (il che significa che la donazione resta invece valida per tutti gli altri creditori che non hanno agito). L’effetto sarà come se tale immobile non fosse mai uscito dal patrimonio del donante (il padre) e, quindi, potrà essere oggetto di pignoramento e vendita all’asta attraverso l’esecuzione forzata.

Per poter ottenere la revocatoria della donazione, il creditore deve dimostrare l’intento fraudolento del debitore: un elemento facilmente raggiungibile, solo provando che quest’ultimo non possiede altri beni pignorabili su cui il creditore potrebbe agire per soddisfarsi. Quindi, tanto per fare un esempio, se il padre dona al figlio il suo unico immobile, il creditore di una consistente somma di denaro non avrà altri beni da aggredire e, quindi, avrà la strada spianata alla revocatoria.

Inoltre, possono procedere a revocatoria tutti i creditori già esistenti all’atto della donazione: non rileva il fatto che questi non abbiano ancora agito in via esecutiva o non si siano ancora procurati un titolo esecutivo (come un decreto ingiuntivo, una sentenza di condanna, ecc.). A contare è solo la data di insorgenza del debito come, per esempio, la firma su un contratto di mutuo, il mancato pagamento – alla scadenza fissata dalla legge – delle imposte (a prescindere dalla notifica della cartella di Equitalia), ecc.

Non solo. Con una riforma approvata la scorsa estate, il creditore può pignorare il bene immobile del debitore, quando questi lo abbia donato o immesso in un fondo patrimoniale, senza neanche più bisogno di revocatoria, a condizione che iscriva il pignoramento, nei pubblici registri, entro un anno dalla donazione o costituzione del fondo. Quindi, se decorre tale anno dall’atto pubblico e nessun creditore iscrive il pignoramento, il debitore resterà per altri 4 anni soggetto all’eventualità di una possibile azione revocatoria. Decorso anche tale periodo, la donazione sarà divenuta definitiva e non potrà più essere messa in discussione: con la conseguenza che il bene non potrà essere più aggredibile.

Attenzione, se il figlio è minorenne, per poter procedere alla donazione è necessaria l’autorizzazione del giudice tutelare.

Ovviamente, se la banca o Equitalia hanno iscritto ipoteca sull’abitazione, la donazione non la cancella: il bene viene donato con tutta l’ipoteca e, quindi, i relativi creditori potranno ugualmente pignorarla nonostante sia passata di proprietà.

Quanto ai debiti fiscali, l’atto del debitore che si spogli di tutti i suoi beni, rendendo così impossibile o più difficile la riscossione esattoriale, è considerato reato (cosiddetta sottrazione fraudolenta al pagamento imposte). Pertanto, c’è sempre il rischio, in questi casi, di un procedimento penale, sempre nei relativi termini di prescrizione.

L’alternativa alla donazione è la vendita: anch’essa è revocabile nei cinque anni dall’atto, ma in questo caso l’onere della prova per il creditore è più difficoltoso, dovendo dimostrare, non solo l’intento fraudolento del debitore (come nella donazione), ma anche la consapevolezza di tale intento da parte del terzo acquirente (cosa particolarmente difficile se non si tratta di persona di famiglia).

Inoltre per la vendita non vale la regola (anch’essa illustrata nel caso della donazione) della pignorabilità del bene, senza bisogno di revocatoria, nell’anno successivo al rogito se, in tale periodo, il creditore abbia trascritto il pignoramento nei pubblici registri.

La vendita, però, presenta tre svantaggi che ci sembrano particolarmente rilevanti: da un lato, le norme fiscali e sull’antiriciclaggio richiedono un trasferimento effettivo e tracciabile del denaro (sarà quindi necessaria una movimentazioni dai rispettivi conti correnti); inoltre il peso fiscale per tale atto è sicuramente più rilevante rispetto alla donazione o alla costituzione del fondo patrimoniale; non in ultimo, il bene diventa di effettiva proprietà di un terzo soggetto “non controllabile”.

note

Autore immagine: 123rf com

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4 Commenti

  1. Greco quando scrive è un fenomeno di chiarezza…….dono che hanno in pochi e che va pari passo con umiltà ed empatia.

  2. In italia solo i nullatenenti hanno l’immunità pecuniaria-debitoria anzi direi amministrativa. Nel mondo l’hanno invece soltanto i capi di stato di paesi sotto dittatura. Nel primo caso è un immunità di fatto, nel secondo un immunità di diritto, a livello pratico cambia poco.

  3. Salve nel 2001 ho stipulato un contratto di compravendita x comprare una casa fine schiera,con pagamenti a scadenza,l’ultimo pagamento di una cifra minima non e stata versata in quanto x andare a fare l’atto notarile sono state rilevate irregolarià.mancava l’uso cappione,che nel terreno vi erano 30 eredi.lavori non eseguiti come da contratto e non era a fine schiera ma aveva costruito un altro complesso affianco appropriandosi del terreno ,da far presente io avevo comprato a corpo non a metro. il costruttore non voleva che la rimanenza dei soldi e fare un atto ugualmente. inizio una causa civile che andava in conclusione nel 2015 con una condanna provvisoria dal parte del giudice.Non convinto richiedeva tutti i documenti in visione ,e risultava che il progetto dell’immobile non era conforme allo stato che si trova e in piu’ vi sono 2 ipoteche .adesso il giudice a chiesto una c.t.u.,in caso di condanna x un atto forzato l’ipoteca de Equitalia viene eliminata ho lo condanna a una cifra in base all’entità che deve pagare.

  4. Buongiorno ho un contenzioso che sta volgendo a mio favore da parte del tribunale, improvvisamente mi accorgo che il mio futuro creditore ha donato 18 immobili ai suoi figli posso impugnare la donazione ed entro quanto tempo.

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