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Lo sai che? Tirocinio 2016, quando è retribuito?

Lo sai che? Pubblicato il 11 ottobre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 ottobre 2015

Tirocinio formativo e d’orientamento, tirocinio curricolare ed extracurricolare, tirocinio disabili e di reinserimento nel mercato del lavoro, pratica professionale.

Vorrei assumere tirocinanti in azienda: devono essere retribuiti?

Il tirocinio, conosciuto anche come stage, non è un rapporto di lavoro, ma un periodo di formazione, orientamento o riqualificazione che si svolge all’interno di un’azienda o di uno studio professionale.

La recente legge di riforma che ha stabilito linee guida sui tirocini [1] ha stabilito che ai tirocinanti spetti un’indennità minima di 300 Euro, escluse alcune tipologie di rapporto, come i tirocini per chi percepisce ammortizzatori sociali e la pratica professionale. Dato, poi, che la normativa di dettaglio di stage e tirocini è demandata alle singole Regioni, il rimborso minimo può variare a seconda della Regione di appartenenza; inoltre, quando il tirocinio è organizzato nell’ambito di un bando pubblico, l’indennità può essere posta direttamente a carico dell’Ente organizzatore del progetto, esonerando da spese l’azienda ospitante.

È il caso, ad esempio, dei Tirocini Garanzia Giovani e del bando Flexicurity, che prevedono voucher ai partecipanti erogati grazie a fondi pubblici.

Ad ogni modo, non esiste un’unica forma di rapporto, ma vi sono più tipologie di tirocinio, con regole differenti: vediamole insieme.

Tirocinio formativo e di orientamento extracurricolare

Si tratta di un contratto finalizzato alla formazione ed all’orientamento professionale, solitamente destinato a neodiplomati e neolaureati, della durata massima di 6 mesi. Nel dettaglio, per attivare il tirocinio è necessaria una convenzione tra l’ente che promuove lo stage ed il soggetto che ospita il tirocinante (impresa, ente, associazione o studio professionale): viene redatto un progetto formativo specifico, che deve essere rispettato da azienda e stagista, e viene assegnato a quest’ultimo un tutor interno all’ente ospitante, nonché un referente nell’ente promotore. Il tirocinante ha diritto al rimborso spese minimo.

Vi sono, poi, altre regole ben precise da seguire:

-il tirocinio non può essere utilizzato per le mansioni che non necessitano di una formazione preliminare;

– i tirocinanti non possono sostituire dipendenti assenti per malattia, maternità o ferie, né gli stagionali nei periodi di maggiore produttività;

– non possono esser presenti più di uno stagista, per le aziende sino a 5 dipendenti, più di 2, tra.6 e 20 dipendenti, o più del 10% dei lavoratori, oltre i 20 dipendenti.

Tirocini curriculari

Si tratta di contratti finalizzati all’apprendimento ed alla formazione degli studenti, durante un percorso di studi. Per questo motivo, possono essere sottoscritti solo da studenti delle scuole superiori, dell’Università, o di scuole o corsi di specializzazione convenzionati con enti pubblici.

Questo tipo di stage non dà solitamente diritto a rimborsi spese (salvo contratti di miglior favore), ma attribuisce dei crediti formativi allo studente: per questo, è fondamentale una convenzione tra il soggetto ospitante e l’Ente promotore che riconosce i crediti formativi , che deve essere un’Università o un altro istituto.

Tirocini di reinserimento o inserimento lavorativo

Si tratta di stage rivolti a disoccupati o inoccupati, compresi i lavoratori in mobilità o cassaintegrazione: la finalità del contratto, che non può durare più di 12 mesi, è evitare l’espulsione dei soggetti dal mercato del lavoro, formandoli o riqualificandoli. La disciplina dei contratti varia da Regione a Regione. Spesso sono previsti fondi pubblici per erogare un’indennità ai tirocinanti: i bandi sono pubblicati a livello locale, anche se facenti parte di un unico progetto nazionale.

Tirocini per particolari categorie disagiate

Si tratta di stage promossi a favore di soggetti particolarmente svantaggiati, come tossicodipendenti, alcolisti, soggetti con problemi psichiatrici e condannati a misure alternative di detenzione: i tirocini sono finalizzati al recupero psicologico di queste persone ed al loro reinserimento nella società e nel mercato lavorativo. Lo stage non può durare oltre 12 mesi. Anche in questi casi sono spesso previsti degli avvisi pubblici per accedere all’erogazione dell’indennità da parte di enti pubblici.

Tirocini per extracomunitari

Questi stage, spesso finanziati da Enti pubblici nell’ambito di particolari progetti legati ai decreti flussi, sono promossi a favore degli immigrati e finalizzati alla loro integrazione ed inserimento nella società.

Tirocini per disabili

I tirocini di formazione e orientamento in favore di disabili sono distinti in tre categorie: convenzione di inserimento lavorativo, convenzione di integrazione lavorativa e convenzione di programma. Possono avere una durata massima di 24 mesi. Nella tipologia più utilizzata, il soggetto ospitante prepara i tirocinanti al lavoro, in vista dell’assunzione presso un’azienda.

Tirocini professionali

La pratica professionale è disciplinata dalla normativa di settore relativa ai diversi ordini professionali. I rimborsi spese sono a discrezione dello studio ospitante e non obbligatori.

note

[1] L. 148/2011.

Autore immagine: 123rf com


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