Tech “Svuota cestino” dal PC aziendale: è furto e danneggiamento

Tech Pubblicato il 7 marzo 2012

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Reato per il dipendente che cancella i file dal pc aziendale causando un pregiudizio economico all’azienda.

Il dipendente che cancella i file da un pc aziendale commette il reato di danneggiamento di sistemi informatici [1] ed è tenuto a risarcire i danni al datore di lavoro.

Come noto, per cancellare un file vi sono tre progressivi livelli. Un primo, attraverso lo spostamento nel “cestino” (che in realtà non è che una directory dedicata dell’hard disk, suscettibile di “ripensamento”); una seconda attraverso la cancellazione del contenuto del cestino; la terza, che richiede procedure più complesse, attraverso l’intervento di tecnici specializzati che azzerano completamente la memoria del disco.

In realtà, solo la terza di tali attività comporta la definitiva scomparsa dei file dal computer, perché negli altri due casi, come detto, il documento elettronico può essere sempre ripescato.

Tuttavia, secondo la Cassazione [2] già solo lo svuotamento del cestino è suscettibile di causare un pregiudizio economico all’azienda, non fosse altro per il fatto di dover chiamare le ditte specializzate per il recupero dei dati dispersi. Del resto, è nel gergo informatico definire come “cancellazione in via definitiva” l’operazione di svuotamento del cestino. Per cui, anche se tale procedura non può dirsi realmente definitiva, essa implica la responsabilità del dipendente e il conseguente obbligo risarcitorio.

 

 

note

[1] Art. 635 bis c.p.

[2] Cass. sent. n. 8555 del 5 marzo 2012.


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