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Lo sai che? Cassa forense: quando si prescrivono i contributi?

Lo sai che? Pubblicato il 12 ottobre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 ottobre 2015

I contributi previdenziali gestiti dalla Cassa Forense sono soggetti al termine di prescrizione quinquennale decorrente dalla data di invio della dichiarazione.

 

I contributi previdenziali, nonché i relativi interessi e sanzioni, dovuti dagli iscritti alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense si prescrivono in 5 anni. Il termine di prescrizione quinquennale previsto per tutti i contributi di previdenza e assistenza sociale obbligatoria [1] si estende infatti anche alle gestioni previdenziali dei liberi professionisti [2].

Ciò vuol dire che la Cassa Forense non può più richiedere i contributi una volta decorsi 5 anni; lo stesso vale per gli accessori e le sanzioni per omissioni o ritardi contributivi. L’eventuale pagamento di contributi prescritti è indebito e dà diritto alla restituzione.

L’intervenuta prescrizione comporta anche un’altra conseguenza: sono invalidi e inefficaci gli anni di iscrizione a cui i contributi prescritti si riferiscono, i quali non potranno dunque essere utilizzati a fini previdenziali.

Si tratta a questo punto di verificare da quale data decorre la prescrizione. Secondo la Cassazione [3], in tema di previdenza obbligatoria gestita dalla Cassa Forense, il termine quinquennale di prescrizione inizia a decorrere dalla data di inoltro della dichiarazione del volume di affari poiché è a partire da tale momento che la Cassa è messa nella condizione di riscuotere i contributi in base all’aliquota calcolata e quindi di esercitare il proprio diritto di credito.

Per quanto riguarda le sanzioni amministrative per omesso o ritardato invio della dichiarazione, il termine di prescrizione quinquennale decorre dal primo giorno successivo a quello previsto per l’invio della dichiarazione.

Il termine di prescrizione può essere interrotto a seguito di atti di intimazione al pagamento e messa in mora inviati da parte della Cassa all’iscritto. In questo caso, dalla data di ricezione dell’atto, inizia a decorrere un nuovo termine di prescrizione quinquennale.

È ciò che avviene, per esempio, nel caso delle cartelle esattoriali aventi ad oggetto contributi della Cassa Forense; anch’esse, come quelle aventi ad oggetto i contributi INPS (ai quali sono equiparati quelli gestiti da enti previdenziali privati), si prescrivono in 5 anni dalla notifica, sempre che nel frattempo non siano intervenuti atti interruttivi della prescrizione.

note

[1] Art. 3, L. 335/95.

[2] Cass. sent. n. 2662/2006.

[3] Cass. sent. n. 24414/2008.

Autore immagine: 123rf com


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