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Effetto Brexit: influenzati i mutui alle famiglie?

29 Giugno 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 29 Giugno 2016



Come la BREXIT influenza la vita quotidiana: i cambiamenti per i mutui e i prestiti alle famiglie. 

Chi ha sino ad oggi pensato che la Brexit sia una questione che non riguarda il nostro quotidiano si sbagliava.
Chi sta pensando di comprare una casa, ad esempio o sta rimborsando un mutuo o sta per stipularne uno nuovo potrebbe essere colpito direttamente da fenomeno. Vediamone i motivi.

Brexit e mercato immobiliare: quali influenze

Per comprendere le influenze della Brexit sul mercato immobiliare si deve innanzi tutto tenere presente che il 40%-45% del mercato immobiliare si basa sull’erogazione dei mutui. Di conseguenza la propensione delle banche ad erogarle influenza il mercato, così come lo influenza anche la visione ottimistica sul futuro da parte dei potenziali acquirenti.

Questi due fattori sono ampiamente influenzabili dal fenomeno Brexit.

L’uscita del Regno Unito dall’UE, difatti, genera incertezza sul futuro dell’economia (non si dimentichi che la crisi del 2008 è stata generata da una crisi del settore bancario) e questo potrebbe portare nel loro piccolo gli acquirenti ad attendere un po’ nell’acquisto e le banche ad essere più prudenti nel cedere credito.

La Brexit frena la domanda del mercato immobiliare

La Brexit si inserisce in un momento in cui il mercato immobiliare sembrava sperimentare una lenta risalita. Il primo semestre ha fatto rilevare un aumento del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A tale crescita è corrisposto un aumento del +50% nella domanda di mutui. Mutuisupermarket, uno dei principali metamotori di ricerca online per il confronto dei mutui, fa rilevare come i dati fossero in lieve discesa già all’inizio del 2016 (la crescita stava già sperimentando insomma una contrazione) “I dati pre-Brexit già evidenziavano una perdita di smalto della crescita: nei primi 5 mesi del 2016 il tasso di crescita della domanda di nuovi mutui si è contratto da +50 a +20%, ed è quindi probabile che questo possa ripercuotersi sulle compravendite immobiliare nei prossimi trimestri, il cui tasso di crescita potrebbe quindi scendere rispetto al +20% registrato nel primo trimestre”. In questo contesto, la maggiore incertezza che genera la Brexit sul mercato non offre un panorama roseo: “La Brexit è un ulteriore elemento di incertezza in un contesto già fragile – confermano da Nomina al Sole 24 Ore -. L’idea che l’immobiliare possa rappresentare un settore rifugio al riparo dalle turbolenze è superata dalle interdipendenze tra mercati e dal peso delle componenti finanziarie nelle dinamiche di investimento”.

La Brexit frena la disponibilità delle banche ad erogare il mutuo

La propensione delle banche ad erogare mutui che negli ultimi mesi era stata spinta dalle manovre della BCE resta ancora un’incognita. In questo contesto la perdita di valore dei titoli bancari ha aumentato fortemente la vulnerabilità del settore che in questi casi tende tipicamente a richiudersi riducendo le esposizioni.

A ciò si aggiunga che il settore bancario- proprio per effetto dell’intervento della BCE nel mercato dei Bond – rischia di essere tra i più colpiti dalle condizioni di incertezza dei mercati finanziari, perchè gli investitori più speculativi non potendo attaccare i titoli di Stato – che dalla BCE sono appunto protetti grazie alle manovre di Draghi – si lanciano contro il settore bancario.

Si tratta insomma di una crisi potenzialmente molto pericolosa per il settore, ma della quale non si ha esperienza precedente, dunque la diffidenza degli istituti almeno nel breve periodo potrebbe essere rilevante.

Brexit e Mutui: occhio ai tassi di interesse

Chi stipula un mutuo deve stare attento – oggi più che mai – ai tassi di interesse praticati.

È verosimile che nel breve periodo la BCE sia costretta a mantenere basso il tasso di interesse interbancario, che è l’elemento sul quale i mutui vengono “disegnati”. Verosimilmente, al netto di un possibile rallentamento delle erogazioni, determinata da una diffidenza degli istituti per la prima fase di questa crisi “sconosciuta” sino ad oggi – tale ulteriore abbassamento dei tassi (o in alternativa il mantenimento dei tassi agli attuali minimi storici) potrebbe essere vantaggioso per chi vuole acquistare casa. In questo momento i tassi variabili potrebbero essere una scelta conveniente, soprattutto per i mutui di durata medio bassa (sino a 10-15 anni).

Ciò a cui bisognerà stare attenti però è lo spread. Non è detto che gli istituti decidano di “fare cartello” mantenendo il tasso cumulativo praticato all’acquirente a livelli più alti compensando con lo spread l’abbassamento dei tassi.

Per saperne di più consulta anche la nostra guida Come scegliere il mutuo: guida per i non addetti ai lavori.


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