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Pagamenti in contanti, prelievi, versamenti: divieti al denaro cash

30 dicembre 2015


Pagamenti in contanti, prelievi, versamenti: divieti al denaro cash

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 dicembre 2015



Tracciabilità: quando è possibile usare il denaro contante anche oltre tremila euro.

La legge di Stabilità 2015 ha alzato, a partire dal 1° gennaio 2016, la soglia del divieto all’uso di denaro contante, a 2.999,99 euro: da tremila euro in su, infatti, è vietato pagare con il cash, ma bisogna utilizzare strumenti tracciabili come l’assegno non trasferibile, la carta di credito o il bonifico bancario.

In questo articolo cercheremo di chiarire quali sono i casi in cui la legge consente l’utilizzo del denaro contante oltre il fatidico tetto, con l’avvertimento che, per chi non rispetta tali regole, scattano due sanzioni: una pari a un minimo di 3mila euro e una seconda che va dall’1 al 40% dell’importi trasferiti oltre la soglia.

PRELIEVI ALLO SPORTELLO E AL BANCOMAT

Il correntista è libero di prelevare qualsiasi somma dallo sportello della propria banca o della posta, anche per svariate migliaia di euro. Nessun ostacolo gli può essere frapposto dal dipendente; se il bancomat prevede un limite di prelievo giornaliero è solo per finalità di sicurezza del correntista, per evitare impieghi fraudolenti della carta in caso di smarrimento o furto.

La legge, infatti, vieta il pagamento in contanti tra soggetti diversi, mentre, nel caso di prelievi e versamenti, il denaro resta sempre di proprietà della stessa persona (a cambiare è solo il luogo del deposito).

Altrettanto dicasi per i versamenti: nessun problema vi può essere, almeno con riferimento alle norme sulla tracciabilità dei pagamenti, nel mettere in banca un cospicuo gruzzoletto.

Alcun problema può derivare, poi, con il fisco se non sei un imprenditore. Infatti, di recente, la Corte Costituzionale ha eliminato la norma secondo cui prelievi e versamenti in banca da parte dei professionisti o degli autonomi devono essere sempre giustificati, altrimenti si presumono costituire reddito non dichiarato.

Dunque, l’Agenzia delle Entrate non può chiederti le motivazioni di tale movimentazione bancaria. In ogni caso, quando si tratta di importi elevati, è sempre meglio, per propria sicurezza, conservare le prove dell’impiego di tale denaro.

Tutto ciò che può fare l’addetto allo sportello della banca o della posta, qualora nutra il sospetto che dietro l’operazione di prelievo o versamento si nasconda un’attività di riciclaggio di denaro sporco, è comunicarlo ai vertici del proprio istituto che, a loro volta, valuteranno se effettuare una segnalazione alla UIF (unità di informazione finanziaria). Non si tratta di una denuncia, ma di una semplice informativa, che non implica alcun procedimento, specie se il correntista è a posto con la coscienza. Quest’obbligo scaturisce dalla normativa sull’antiriciclaggio, che è cosa diversa rispetto a quella sulla tracciabilità dei pagamenti.

Casi particolari:

Sei andato in banca per un prelievo di duemila euro e lo sportellista ti ha negato tale importo, dicendo che è superiore alla soglia di legge?

Hai diritto a ottenere il tuo denaro. Nessun ostacolo ti può essere frapposto.

Nel momento di effettuare un consistente prelievo di somme di denaro dallo sportello, l’impiegato ti ha consigliato di non effettuarlo perché, altrimenti, potrà scattare una segnalazione per l’antiriciclaggio?

È possibile che, dopo un consistente prelievo o versamento, possa scattare una segnalazione alla UIF, anche se il correntista mantiene il diritto a compiere ugualmente l’operazione.

ASSEGNI CIRCOLARI

Se hai un assegno circolare di diverse migliaia di euro, sei libero di incassarlo in banca e, anziché chiederne l’accredito sul conto, puoi farti consegnare la somma di denaro in contanti. All’unica condizione, però, che il titolo sia non trasferibile.

BOLLETTINI POSTALI

È sempre possibile pagare in contanti un bollettino postale, anche per importi superiori a 999,99 euro, in quanto il bollettino stesso è uno strumento di pagamento tracciabile e, dunque, non viola la normativa.

PAGAMENTO DI TASSE

L’obbligo di usare mezzi di pagamento tracciabili riguarda anche i casi in cui la controparte è una pubblica amministrazione o il fisco. Così, tutte le volte in cui, per esempio, si deve pagare il bollo auto (per lo stesso soggetto) o le imposte sulla casa, o i contributi previdenziali, o magari una cartella esattoriale di Equitalia è necessario utilizzare strumenti tracciabili.

AL SUPERMERCATO O AL DISCOUNT

Se vai a comprare il videoregistratore o la televisione nuova, o hai il carrello della spesa così pieno da arrivare a tremila euro devi pagare con carta di credito o con assegno non trasferibile: infatti, anche in questi casi non ti è consentito pagare con contante.

PAGAMENTI A RATE

I pagamenti effettuati in più rate seguono regole particolari. In generale, per stabilire se sia possibile o meno pagare in contanti bisogna tenere in considerazione l’importo complessivo. Per cui un acconto di 300 euro sul prezzo per un capo di abbigliamento che costa tremila euro, va pagato con strumenti tracciabili. Un anticipo di 600 euro dato a un avvocato o a un dentista su una prestazione che ne vale 3.500 va pagato con assegno, bonifico o carta di credito.

Esistono però dei casi in cui è possibile pagare anche con denaro contante. Ciò ricorre qualora:

– il pagamento a rate sia previsto dalla stessa natura della prestazione: si pensi al caso di una ditta edile per dei lavori di ristrutturazione, che viene pagata a stati di avanzamento dell’opera;

– il pagamento a rate sia stato stabilito già nel contratto tra le parti: si pensi al conferimento di un incarico a un avvocato, in cui si stabilisce che il cliente pagherà un acconto di 500 euro per le spese iniziali; ulteriori 500 euro al momento di deposito dell’atto processuale e altre 2.500 euro al momento in cui verrà emessa la sentenza.

In questi casi, comunque, è necessario che chi paga si faccia rilasciare una ricevuta in cui viene chiarito il carattere di acconto e specificato che si tratta di un pagamento a rate.

L’AFFITTO

Se l’inquilino paga in un’unica soluzione più canoni che superano la soglia, deve usare strumenti tracciabili qualora il padrone di casa emetta un’unica ricevuta. Diversamente, se ne emette tante per quante sono le mensilità si può pagare anche con denaro contante.

ARRETRATI

Il pagamento in un’unica soluzione di arretrati derivanti da più prestazioni (si pensi a diverse forniture di fiori per occasioni differenti, a più mesi della palestra, ecc.) può avvenire anche con denaro contante a condizione che il venditore emetta tante ricevute per quante sono le rate non pagate.

FATTURE

Qualora il cliente paghi nella stessa data più fatture del medesimo fornitore, se l’importo di ciascuna di esse non raggiunge tremila euro, può utilizzare il denaro contante.

AL MATRIMONIO

Gli sposi che vogliano pagare il gestore della sala ricevimenti con il denaro contante ricevuto dagli invitati, come dono di nozze, non possono farlo se l’importo raggiunge 3000 euro. Dovranno allora versare i soldi in conto e poi effettuare il bonifico al gestore.

PAGAMENTO DIVISO TRA PIÙ PERSONE

Quando il medesimo prezzo viene diviso tra più persone e da queste pagato per quota individuale, se ciascuna quota è inferiore a tremila euro si può usare il contante. Tuttavia chi incassa il denaro è costretto a effettuare una ricevuta per quante sono le teste che pagano, non potendo invece limitarsi a farne una unica.

Si pensi al caso di una cena di oltre tremila euro divisa tra 20 amici.

DONAZIONI TRA PARENTI E FAMILIARI

Quello che spesso si ignora è che il limite al trasferimento del denaro in contanti riguarda anche il caso di regali: così, per esempio, se il padre vuol donare al figlio tremila euro per comprare il motorino o per pagare il viaggio vacanza, non può consegnargli il denaro contante, ma dovrà alternativamente:

– pagare direttamente il venditore;

– oppure versare l’importo sul conto del figlio.

note

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Salve. Vorrei sapere se illimite dei 1000€ si applica anche al versamento in conto corrente di denaro in altra valuta. Ho capito che se verso 7000 euro sul mio conto corrente non ho nessun problema. Ma se questi 7000 sono in dollari, c’è differenza?
    Grazie per il chiarimento!

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