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Permessi e congedi retribuiti, nessun obbligo di trovare un sostituto


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 ottobre 2015



Nessuna limitazione alla fruizione di permessi e congedi per il comparto scuola, alla condizione di trovare sostituti.

 

Finalmente gli insegnanti potranno tirare un sospiro di sollievo, riguardo al godimento di permessi e congedi durante l’anno: è stato difatti recentemente chiarito che non è necessario, per assentarsi per motivi personali o di famiglia, dover prima trovare un sostituto. Adempimento non certamente semplice, che rendeva di fatto impossibile, per i dipendenti del CCNL scuola, fruire dei permessi per motivi familiari o personali. Ma da che cosa sono nate tali problematiche, che non sarebbero mai dovute sussistere?

Permessi retribuiti per motivi familiari

I permessi per motivi personali o di famiglia devono essere concessi ai docenti a tempo indeterminato, secondo quanto prevede il Ccnl Scuola [1], senza necessità di attendere alcuna autorizzazione da parte del Dirigente scolastico (il Preside): l’obbligatoria autocertificazione dei motivi da allegare, in effetti, non dà all’amministrazione il potere di entrare nel merito sulla concedibilità o meno delle assenze retribuite. È quanto hanno stabilito i tribunali di tutta Italia, in decine e decine di ricorsi effettuati dai dipendenti che non vedevano riconosciuto il loro diritto a fruire dei permessi.

Ferie durante l’anno scolastico

Per gli stessi motivi personali e familiari, il CCNL Scuola[2] concede anche 6 giorni di ferie nell’anno scolastico: per fruire delle ferie durante l’anno scolastico, è però necessario che il dipendente reperisca un sostituto, per non comportare aggravio di spese sull’Amministrazione. Sempre riguardo alle ferie, la Legge di Stabilità 2013[3] ha stabilito il divieto di monetizzazione delle ferie per i docenti a tempo determinato (in pratica, coloro che lavorano da settembre a giugno), ribadendo che non sia obbligatorio, per loro, fruire delle ferie durante l’anno scolastico, ma solo in luglio ed agosto. La norma, dunque, non riguarda i docenti a tempo indeterminato ed i supplenti. Ma, allora, da dove nascono i problemi?

Diniego dei permessi per motivi personali o di famiglia

Com’è ovvio, i docenti, per evitare di cimentarsi nell’ardua impresa di trovare un sostituto, chiedono permessi per motivi di famiglia o personali, e non ferie.

I problemi nascono dal fatto che i dirigenti scolastici negano la fruizione dei permessi, quando sono superiori ai 3 giorni, a causa di un’errata interpretazione delle modifiche fatte al Ccnl Scuola dalla Legge di Stabilità 2013: in pratica, “costringono” gli insegnanti a prendere ferie ( e a trovare chi li sostituisca), quando gli stessi potrebbero benissimo utilizzare i permessi.

La tesi dei vari dirigenti scolastici, in base a quanto osservato, è ovviamente priva di fondamento, perché le modifiche apportate all’istituto delle ferie non rilevano, potendo i docenti liberamente godere dei permessi retribuiti. Pertanto, qualsiasi limite alla fruizione dei permessi è da ritenersi illegittimo.

note

[1] CCNL Scuola Art.15 Co.2.

[2] CCNL Scuola Art.13 Co.9.

[3] L.228/2012.

Autore immagine: 123rf com

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