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Lo sai che? Film porno in pausa pranzo: lecito il licenziamento?

Lo sai che? Pubblicato il 15 ottobre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 15 ottobre 2015

No al licenziamento dell’operaio che vede i film porno sul posto di lavoro.

Pausa mensa: c’è chi si riposa schiacciando un pisolino, chi passeggiando o chiacchierando con gli amici e anche chi, invece, guarda film porno, nonostante sia formalmente sul luogo di lavoro. Secondo la Cassazione, tale comportamento, per quanto deprecabile, non può essere causa di licenziamento. La sentenza giunge ieri [1] e sembra più un caso da “gossip giuridico” se non fosse che la Corte ne trae spunto per chiarire quando è possibile comminare sanzioni disciplinari al dipendente anche fuori gli orari strettamente lavorativi.

 

La vicenda

Un uomo, durante il turno di lavoro, veniva notato dal personale addetto alla tutela del patrimonio aziendale in compagnia di alcuni colleghi di lavoro. In seguito a una serie di controlli, riferisce sempre la sentenza, nell’armadietto dell’operaio era stato ritrovato un pc con tre dvd a carattere pornografico. Da qui la decisione dell’azienda di espellere dal lavoro il dipendente. Il suo comportamento è stato censurato perché avrebbe leso il rapporto di fiducia con il datore di lavoro “svolgendo attività estranea alla prestazione lavorativa consistenti nella visione di filmati a carattere pornografico”.

Licenziamento per giusta causa

Secondo i Supremi Giudici, il comportamento del dipendente durante la pausa mensa non può essere sindacato dall’azienda, sempre che non si concretizzi in un oggettivo danno per il patrimonio aziendale. Posto, infatti, che non costituisce illecito vedere film a luci rosse, tutt’al più la condotta del dipendente potrebbe essere sanzionata laddove questi impieghi l’orario lavorativo – e non invece le pause necessarie per il ristoro psico-fisico – per attività che nulla hanno a che vedere con la prestazione oggetto del contratto.

Insomma, il monito della Cassazione è chiaro: anche se la pausa pranzo viene consumata in azienda, servendosi del servizio mensa, il datore di lavoro non può entrare nella privacy del dipendente e stabilire cosa questi possa fare e cosa no in tale frazione. Il lavoratore, infatti, è tenuto a garantire all’azienda la propria integrale disponibilità solo durante le ore di lavoro e non negli altri momenti della giornata, seppur fisicamente sul luogo di lavoro.

note

[1] Cass. sent. n. 20728/15 del 14.10.2015.

Autore immagine: 123rf com


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