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Rinnovabili: al via i nuovi incentivi

5 Agosto 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 5 Agosto 2016



Il decreto 23 giugno 2016 rende operativi gli incentivi alle rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico. Nove miliardi di euro in 20 anni per le rinnovabili.
Finalmente al via i nuovi incentivi per le energie rinnovabili. Con il decreto del 23 giugno 2016 si pone fine alle attese dei molti. Il Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, ha firmato in occasione della presentazione a Palazzo Chigi del pacchetto #energienove: un pacchetto da 9 miliardi di euro in 20 anni per le rinnovabili.  Non sono mancae critiche da parte delle imprese di settore, tra i quali il presidente dell’ANEV, impresa specializzata nel campo eolico e il presidente del Anie Rinnovabili. Il decreto infatti avrebbe dovuto decorrere dallo scorso 1°gennaio e ciò, da quanto si legge nei commenti dei presidenti, ha bloccato non pochi investimenti futuri nel paese in campo di tecnologie “verdi”.

Quali tipologie di impianti sono favorite dal nuovo decreto?

Il decreto tende ad incentivare principalmente gli impianti eolici, idroelettrici, geotermici, a biomassa e biogas, ma anche quelli solari termodinamici.

Previsti incentivi anche per impianti nuovi

Il DM prevede anche 435 milioni di euro all’anno per impianti nuovi, integralmente ricostruiti, riattivati, oggetto di interventi di potenziamento o di rifacimento ed entrati in esercizio dal 1° gennaio 2013.

A quanto ammontano gli incentivi rinnovabili?

Il budget previsto ammonta a 435 milioni di euro, ma il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), Spa controllata dal Ministero delle Finanze e deputata all’erogazione degli incentivi, non erogherà altri incentivi per quest’anno una volta raggiunta la quota dei 5.8 miliardi di euro.

Alle tecnologie più rodate e già ampiamente operative, come l’energia eolica, viene assegnata circa la metà delle risorse disponibili.
La restante parte della cifra verrà invece distribuita tra le tecnologie ad alto potenziale che abbiano forti prospettive di sviluppo e penetrazione tanto sul mercato italiano quanto, soprattutto, sui mercati esteri. C’è spazio anche per le fonti biologiche. il cui utilizzo è connesso alle potenzialità dell’economia circolare.
Ma è il settore delle biomasse che riceve una forta spinta dal pacchetto, con 105 milioni di euro specificamente dedicati alla valorizzazione delle energia derivante da scarti e residui di agricoltura.
Il settore con uno stanziamento di incentivi maggiori sarà quello delle biomasse, con 105 milioni di euro per la valorizzazione energetica di scarti e dei residui dell’agricoltura.

Come accedere agli incentivi?

Gli impianti più piccoli accederanno direttamente al bonus, semplicemente facendone richiesta al Gestore Servizi energetici.

Di contro, gli impianti di media potenza dovranno fare richiesta al GSE per iscriversi in un registro ed entrare in una graduatoria di base: si guarderà alla posizione utile dell’impianto,  cioè il loro rientrare nel contingente massimo incentivabile in relazione a quella fonte di energia.

Gli impianti più grandi, vale a dire sopra i 5 Mw, parteciperanno ad un asta competitiva al ribasso.

La scadenza per i bandi su registro e aste è fissata al 20 agosto, mentre è già operativa la procedura per l’accesso diretto. Si può presentare richiesta (in via telematica) fino al 31 dicembre 2017 o, in ogni caso, entro 30 giorni dalla data dell’eventuale raggiungimento del tetto di 5,8 miliardi di euro annui.

Incentivi: chi può partecipare ai bandi?

In linea con quanto richiesto dalla Commissione europea, il provvedimento ha aperto l’asta anche alla partecipazione di impianti ubicati in Stati UE o Extra UE che siano confinanti con l’Italia e con i quali l’Unione ha stipulato accordi di libero scambio.

L’ incentivo è poi ridotto per gli impianti cui è riconosciuto un contributo in conto capitale.

Gli impianti idroelettrici che producono energia in base a una concessione di derivazione, per ricevere l’incentivo dovranno avere l’attestazione dell’Autorità competente che la concessione non pregiudica gli obiettivi di qualità delle acque [1].

Per quanto riguarda poi gli impianti geotermici pilota, questi accedono all’incentivo premium, non alla tariffa onnicomprensiva.

note

[1] Ai sensi del Dlgs 152/2006.


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