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Il nuovo “fallimento delle famiglie e dei consumatori”: novità per tutti

13 marzo 2012 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 marzo 2012



È appena entrato in vigore il nuovo “fallimento della persona fisica” che già sono ai voti alcune sostanziali modifiche volte a potenziarne l’applicazione.

Per recuperare le disposizioni del decreto legge 212/2012, mai convertito, il Governo ha pronte alcune correzioni alla legge attualmente in vigore [1], correzioni volte ad ampliare l’applicazione del fallimento anche al consumatore [2], alle persone fisiche e aumentarne le potenzialità.

Ricordo che la cosiddetta “procedura da crisi da sovraindebitamento” si applica a tutti i soggetti non sottoposti alla legge fallimentare (non solo, quindi, ai piccoli imprenditori, artigiani, enti, condomini, associazioni, ma anche alle persone fisiche e ai consumatori tutti).

Con la presentazione di un programma da sottoporre al Tribunale, elaborato con l’assistenza di un organismo di composizione della crisi aziendale (o, in mancanza, da un professionista abilitato), l’interessato può chiedere alternativamente:

– la liquidazione del patrimonio: in questo caso, l’indebitato cede tutti i propri beni, che vengono venuti da un professionista nominato dal tribunale, il quale poi procede a distribuire il relativo ricavato ai creditori;

– la proposta di un programma di pagamento, che preveda la proposta di un pagamento a saldo e stralcio, con una percentuale prestabilita e uguale per tutti i creditori (è ammesso, nel nuovo testo, anche un pagamento non integrale dei creditori privilegiati).

Il giudice fissa un’udienza alla quale i creditori dovranno manifestare il loro consenso all’approvazione dell’offerta del debitore. Il voto potrà essere fatto pervenire anche attraverso fax o corrispondenza.

Per i crediti tributari e previdenziali non è possibile il saldo e stralcio, ma solo la dilazione nel pagamento.

Il quorum necessario per approvare il programma viene portato al 60% dei crediti chirografari (attualmente è il 70%). I creditori privilegiati non possono votare, a meno che si spoglino del loro privilegio.

Una volta che i creditori abbiano votato sulla proposta, il giudice la omologa.

Con l’omologa, la proposta diventa vincolante anche nei confronti dei creditori che non vi abbiano aderito.

L’effetto più interessante e vantaggioso del “fallimento” del consumatore è il congelamento, nei successivi tre anni (attualmente è solo un anno), di tutte le azioni esecutive (pignoramenti, vendite immobiliari, ecc.) promosse dai creditori nei confronti dell’indebitato. Il quale, così, avrà un periodo di “respiro” per recuperare la liquidità e procedere a ripianare i propri debiti, secondo quanto stabilito nel programma.

L’ultima novità delle modifiche in corso di approvazione è la previsione della esdebitazione: ossia la liberazione del debitore, a seguito della procedura sopra indicata, dai debiti residui nei confronti dei creditori anteriori al decreto di apertura della procedura.

In altre parole, una volta eseguito il programma o la liquidazione dei beni, tutti i debiti eventualmente residui vengono “azzerati”.

 

 

note

[1] L. n. 3/2012.

[2] Nel significato attribuitogli dal Codice del Consumo.

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