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Disoccupazione Naspi, cosa fare se l’Inps non paga?

17 Ottobre 2015 | Autore:
Disoccupazione Naspi, cosa fare se l’Inps non paga?

Nuova disoccupazione Naspi non liquidata: sollecito Inps, modulo Naspi-Com SR 161, presentazione, adempimenti.

L’Inps ha accolto la mia domanda di disoccupazione Naspi, ma è trascorso oltre un mese e non mi è stato liquidato nulla. Come sollecito il pagamento?

Il mancato pagamento dell’indennità di disoccupazione è un problema che sta riguardando, purtroppo, migliaia di italiani.

La nuova indennità di disoccupazione, cioè la Naspi, è difatti operativa ormai da maggio 2015, ma le procedure per liquidare il trattamento sono state attivate, presso le sedi Inps, soltanto nello scorso luglio: un disguido che ha causato tre mesi di ritardo nel pagamento delle indennità. Ancora oggi, difatti, l’Inps non si è rimesso in pari con i pagamenti, e vi sono disoccupati che aspettano da mesi di essere saldati.

In diverse ipotesi, come quella prospettata dalla lettrice, però, esiste già un provvedimento dell’Ente di accoglimento della domanda Naspi, ma, di fatto, l’assegno non viene liquidato, nemmeno dopo mesi. Come sollecitarlo?

Segnalazione Contact Center Inps

La prima cosa da fare è chiamare il Contact Center dell’Inps (803.164), munendosi del proprio codice fiscale, codice Pin e protocollo della domanda Naspi inviata. Se, alla verifica dell’operatore, non sono riscontrati problemi nell’accoglimento dell’istanza, provvederà a segnalare l’accaduto ed a mandare un sollecito alla sede Inps competente alla liquidazione della disoccupazione.

Segnalazione alla sede Inps

Se dopo 2 settimane dalla segnalazione non accade niente, il consiglio è quello di recarsi presso la propria sede Inps territoriale, munirsi di pazienza e di libri o giornali da leggere durante l’interminabile fila, e comunicarere l’accaduto allo sportello; l’impiegato segnalerà “ai piani alti” la situazione, e per lo meno scoprirete cos’è accaduto all’assegno di disoccupazione.

Blocco Naspi per nuova assunzione

In molti casi il blocco è dovuto al verificarsi di una situazione che influisce sulla percezione della disoccupazione, come una nuova assunzione. Le nuove assunzioni non devono più essere comunicate dal lavoratore, come ha confermato una recente circolare Inps[1]per tutti quei casi in cui sia obbligatoria la comunicazione Unilav preventiva da parte del datore di lavoro: il modello Co Unilav Assunzione, difatti, perviene all’Inps in tempo reale, e consente all’Ente di bloccare la Naspi.

Non in tutti i casi, però, la Naspi deve essere sospesa, ma solo nei rapporti a tempo determinato inferiori ai 6 mesi, se si prevede la percezione di un reddito imponibile annuo superiore a 8.145 Euro dal nuovo lavoro; in caso d’importo inferiore, sia che il nuovo impiego sia a tempo determinato, sia che si tratti di tempo indeterminato, la Naspi continuerà ad essere percepita, ma ridotta di un importo pari all’80% della retribuzione. La Naspi si perde, invece, per nuovo lavoro della durata superiore ai 6 mesi, con retribuzione di oltre 8.145 Euro annui.

Ci si chiederà come possa riuscire l’Inps a conoscere l’importo della nuova retribuzione: in pratica, l’Ente legge quanto comunicato nella Co Unilav di assunzione. Se l’importo indicato dall’azienda è zero, in quanto non prevedibile, la Naspi è sospesa in automatico.

Se quanto indicato nell’Unilav è difforme dal vero, l’unico rimedio per ottenere di nuovo gli assegni sarà compilare il modello Naspi-Com SR161, indicando, nelle note, che non sono presenti eventi che comportino la decadenza, la sospensione o la riduzione dell’indennità.

Naspi-Com

Il modello Naspi-Com serve anche per comunicare l’inizio di una nuova attività di lavoro autonomo (se il guadagno presunto supera i 4800 Euro annui si decadrà dall’indennità e dallo stato di disoccupazione) e per tutti i casi in cui il datore di lavoro non è tenuto ad effettuare la comunicazione preventiva di assunzione (agenzie di somministrazione, datori di lavoro stranieri).

La comunicazione può essere inoltrata direttamente tramite web, per chi dispone del Pin dell’Inps, nella sezione “Servizi al cittadino”, “Domande di prestazione a sostegno del reddito”, oppure tramite patronato.

Blocco dell’ultimo mese di disoccupazione

Chi ha già fruito dell’Aspi o della Mini aspi, la precedente indennità di disoccupazione, ricorderà senz’altro il blocco, dal sesto mese di fruizione in poi, operato dall’Inps di “default”: era necessario inviare la comunicazione Aspi-Com per confermare il diritto a fruire degli ultimi mesi di disoccupazione(anche se nessuna legge lo prevedeva). Succederà anche per la Naspi? Ancora non è dato saperlo, poiché siamo agli inizi. Certamente, se dovesse accadere, si potrà rimediare al blocco tramite il modello Naspi-Com.


note

[1] Inps Circ. 57/2014.

Autore immagine: 123rf com


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51 Commenti

  1. Ha da dicembre che non prendo la disoccupazione e ancora oggi non capisco quale sia il motivo domani andrò a l”INPS per chiedere le spiegazioni il perché non mi mandano la disoccupazione

    1. NOI ITALIANI DOBBIAMO FARE L IMMIGRADI SOLO COSI CI AIUTERANNO L ITALIANI ORMAI SERVONO SOLO A PAGARE LE TASSE E NOI DOBBIAMO DARLI SUBITO ENTRO E NON OLTRE O CI SEQUESTRA PURE LE MUTANTE LORO INVECE POSSO FARE COME VOGLIONO NON VOGLIO ESSERE RAZZISTA MA NON CE LA FACCIAMO PIU SIAMO STANCHI ALTRO CHE SARDINE A FARE SCIO PER IL PD ANDIAMO TUTTI INSIEME CONTRO LO TUTTO LO STATO

      1. Ai ragione oltre che affamarci ci vogliono anche umiliare .facciamogljela provare a loro questa frustrazione

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