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Lavoro accessorio: limiti e compatibilità con i sussidi al reddito

16 Ottobre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 Ottobre 2015



Tutti i chiarimenti dell’INPS sulla compatibilità e cumulabilità del lavoro accessorio con le prestazioni a sostegno del reddito, l’indennità di mobilità, la NASPI, la disoccupazione agricola e la cassa integrazione guadagni straordinaria.

 

Il lavoro accessorio è compatibile con le prestazioni a sostegno del reddito, l’indennità di mobilità, la NASPI, la disoccupazione agricola e la Cassa Integrazione Guadagni. E’ quanto si legge in una recente circolare INPS [1] che chiarisce i limiti di compatibilità e cumulabilità tra il lavoro accessorio, recentemente riformato [2], e i sussidi al reddito.

Per lavoro accessorio si intende l’insieme delle prestazioni lavorative svolte al di fuori di una categoria contrattuale tipica del lavoro autonomo o subordinato e caratterizzate da un limite economico annuale e dal pagamento attraverso voucher.

Il limite economico dei compensi per lavoro accessorio è di 7.000 euro complessivi nel corso di un anno civile, annualmente rivalutati sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.

Se il lavoro accessorio viene prestato a favore di più soggetti diversi, non deve essere superato il limite economico annuale di 2.000 euro per singolo committente.

 

Lavoro accessorio e prestazioni a sostegno del reddito

L’INPS ha chiarito che chi percepisce ammortizzatori sociali può effettuare prestazioni di lavoro accessorio in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali, nel limite complessivo di 3.000 euro di corrispettivo per anno civile, rivalutati sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.

A breve l’INPS specificherà le modalità operative per la determinazione della contribuzione figurativa nel caso di cumulabilità con le prestazioni a sostegno del reddito.

 

Lavoro accessorio e indennità di mobilità

Dal 1 gennaio 2015, l’indennità di mobilità è interamente cumulabile con i compensi derivanti dallo svolgimento di lavoro accessorio nel limite complessivo di 3.000 euro per anno civile, rivalutati annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.

Per i compensi che superano tale limite, fino a quello massimo di 7.000 euro per anno civile, il reddito derivante dallo svolgimento del lavoro accessorio sarà compatibile e cumulabile con l’indennità di mobilità nei limiti previsti dalla legge [3].

Il beneficiario dell’indennità di mobilità è tenuto a comunicare all’INPS, entro cinque giorni dall’inizio dell’attività di lavoro accessorio o, se questa era preesistente, dalla data di presentazione della domanda di indennità di mobilità, il reddito presunto derivante dalla predetta attività nell’anno solare, a far data dall’inizio della prestazione di lavoro accessorio.

 

Lavoro accessorio e NASPI

L’indennità NASPI è interamente cumulabile con i compensi derivanti dallo svolgimento di lavoro accessorio nel limite complessivo di 3.000 euro per anno civile.

Per i compensi che superano tale limite e fino a 7.000 euro per anno civile, la prestazione NASPI sarà ridotta di un importo pari all’80% del compenso rapportato al periodo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno.

Il beneficiario dell’indennità NASPI è tenuto a comunicare all’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività di lavoro accessorio o, se questa era preesistente, dalla data di presentazione della domanda di NASPI, il compenso derivante dalla predetta attività.

 

Lavoro accessorio e disoccupazione agricola

Anche la disoccupazione agricola è compatibile con lo svolgimento di attività di lavoro occasionale accessorio, nel limite complessivo annuale di 3.000 euro netti di compenso, rivalutati sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.

Dato che l’indennità di disoccupazione agricola viene richiesta ed erogata nell’anno successivo a quello in cui si è verificato lo stato di disoccupazione, la cumulabilità deve essere valutata con riferimento all’eventuale attività di lavoro accessorio svolta nell’anno di competenza della prestazione.

 

Lavoro accessorio e Cassa Integrazione Guadagni

Anche le integrazioni salariali sono interamente cumulabili con i compensi derivanti dallo svolgimento di lavoro accessorio nel limite complessivo di euro 3.000 per anno civile, rivalutabile annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.

I compensi per lavoro accessorio che superano il limite dei 3.000 euro non sono integralmente cumulabili: ad essi dovrà essere applicata la disciplina ordinaria sulla compatibilità ed eventuale cumulabilità parziale della retribuzione.

L’obbligo di comunicazione preventiva all’INPS non è previsto per chi svolge prestazioni di lavoro accessorio che rientrano nel limite di 3.000 euro annui.

La comunicazione è invece obbligatoria, a pena di decadenza dalle integrazioni salariali, prima che il compenso determini il superamento del limite dei 3.000 euro, anche se derivante da più contratti di lavoro accessorio stipulati nel corso dell’anno.

note

[1] Circolare INPS n. 170 del 13.10.15.

[2] D. Lgs. n. 81/2015.

[3] Art. 9, c. 9, L. n. 223/1991.

Autore immagine: 123rf com


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