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TFR non pagato: domanda al Fondo di garanzia INPS

16 ottobre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 ottobre 2015



Il diritto al TFR si prescrive in 5 anni ma le domande giudiziali e le procedure di fallimento o concordato interrompono la prescrizione: ecco tutti i termini per la richiesta di intervento al Fondo di garanzia.

Quando il datore di lavoro è insolvente, il dipendente può recuperare il TFR e le ultime tre mensilità di retribuzione accedendo al Fondo di garanzia INPS.

Il Fondo di garanzia si sostituisce al datore nella corresponsione di tali somme quando questi versa in accertato stato di insolvenza, cioè quando egli non può adempiere le proprie obbligazioni (tra cui, appunto, il pagamento del TFR e delle mensilità ai dipendenti) per mancanza di mezzi di pagamento e impossibilità di procurarseli tramite ricorso al credito.

L’accertato stato di insolvenza è dimostrato da: fallimento, amministrazione straordinaria, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo o esecuzione individuale (pignoramento) non andata a buon fine.

Quando la richiesta di intervento del fondo viene effettuata al di fuori di una procedura concorsuale (cioè fallimento, liquidazione coatta amministrazione straordinaria o concordato preventivo), il credito del lavoratore deve essere stato accertato in giudizio (con sentenza o decreto ingiuntivo).

Dunque, anche se il datore di lavoro non ha i presupposti per essere dichiarato fallito, il dipendente può comunque accedere al fondo di garanzia INPS se ha un credito accertato dal giudice.

Per recuperare i crediti da lavoro tramite l’accesso al Fondo di garanzia occorre rispettare determinati termini di prescrizione.

Innanzitutto si ricordi che il diritto al TFR si prescrive in cinque anni decorrenti dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

Quando il diritto è riconosciuto da sentenza di condanna passata in giudicato, la prescrizione è di dieci anni decorrenti dalla data della sentenza.

A tal proposito si precisa che la prescrizione è interrotta da qualsiasi atto scritto con il quale il lavoratore costituisce in mora il proprio datore di lavoro.

Inoltre, la proposizione di una domanda giudiziale interrompe la prescrizione fino al passaggio in giudicato della sentenza. La domanda di insinuazione allo stato passivo fallimentare e quella di amministrazione straordinaria sono equiparate ad una domanda giudiziale quindi interrompono anch’esse la prescrizione.

Nel caso della liquidazione coatta amministrativa, se l’ammissione non avviene a seguito di istanza del lavoratore, l’effetto interruttivo decorre dalla data di ricezione della raccomandata con cui il liquidatore comunica l’importo del credito risultante dalle scritture contabili.

Nel concordato preventivo, invece, non si ha alcun effetto interruttivo permanente della prescrizione; dunque il Fondo può intervenire solo se tra la data di cessazione del rapporto di lavoro e la data di presentazione della domanda non siano trascorsi più di cinque anni, fatti salvi eventuali atti interruttivi della prescrizione.

La legge [1] non ha previsto un particolare termine entro il quale il lavoratore deve presentare domanda di liquidazione del TFR a carico del Fondo di garanzia, quindi si intendono applicati i termini di prescrizione quinquennale sopra indicati.

La domanda di intervento del Fondo di garanzia può essere presentata [2]:

– in caso di fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria, dal 15° giorno successivo al deposito dello stato passivo reso esecutivo;

– qualora siano state proposte impugnazioni o opposizioni riguardanti il credito del lavoratore, dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza che decide su di esse;

– in caso di concordato preventivo, dal giorno successivo alla pubblicazione del decreto di omologa o del decreto che decide su eventuali opposizioni o impugnazioni;

– in caso di insinuazione tardiva nel fallimento, dal giorno successivo al decreto di ammissione al passivo o dopo la sentenza che decide dell’eventuale contestazione;

– in caso di esecuzione individuale, dalla data successiva a quella del verbale di pignoramento negativo, o, in caso di pignoramento in tutto o in parte positivo, dal giorno successivo alla data del provvedimento di assegnazione all’interessato del ricavato dell’esecuzione.

note

[1] L. n. 297/82.

[2] Circolare INPS n. 74/2008.

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. Ultime tre mensilità garantite dal fondo di garanzia.e’vero che esiste per queste tre mensilità un tetto lordo totale di 2500euro?ai quali poi bisognerà togliere il 23%di irpef.praticamente mi è stato detto che l ipns mi rimborsera a fro te delle mie 3 mensilità non retribuitemi pee un totale di 4600circa mi verranno corrisposti circa1900euro!vi risulta?saluti

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