Codice antimafia Agg. il 17 Ottobre 2015

Art. 3 codice antimafia: Avviso orale

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Codice antimafia Agg. il 17 Ottobre 2015



1. Il questore nella cui provincia la persona dimora può avvisare oralmente i soggetti di cui all’articolo 1 che esistono indizi a loro carico, indicando i motivi che li giustificano.

2. Il questore invita la persona a tenere una condotta conforme alla legge e redige il processo verbale dell’avviso al solo fine di dare allo stesso data certa.

3. La persona alla quale e’ stato fatto l’avviso può in qualsiasi momento chiederne la revoca al questore che provvede nei sessanta giorni successivi. Decorso detto termine senza che il questore abbia provveduto, la richiesta si intende accettata. Entro sessanta giorni dalla comunicazione del provvedimento di rigetto e’ ammesso ricorso gerarchico al prefetto.

4. Con l’avviso orale il questore, quando ricorrono le condizioni di cui al comma 3, può imporre alle persone che risultino definitivamente condannate per delitti non colposi il divieto di possedere o utilizzare, in tutto o in parte, qualsiasi apparato di comunicazione radiotrasmittente, radar e visori notturni, indumenti e accessori per la protezione balistica individuale, mezzi di trasporto blindati o modificati al fine di aumentarne la potenza o la capacita’ offensiva, ovvero comunque predisposti al fine di sottrarsi ai controlli di polizia, armi a modesta capacita’ offensiva, riproduzioni di armi di qualsiasi tipo, compresi i giocattoli riproducenti armi, altre armi o strumenti, in libera vendita, in grado di nebulizzare liquidi o miscele irritanti non idonei ad arrecare offesa alle persone, prodotti pirotecnici di qualsiasi tipo, nonché sostanze infiammabili e altri mezzi comunque idonei a provocare lo sprigionarsi delle fiamme, nonche’ programmi informatici ed altri strumenti di cifratura o crittazione di conversazioni e messaggi.

5. Il questore può, altresì, imporre il divieto di cui al comma 4 ai soggetti sottoposti alla misura della sorveglianza speciale, quando la persona risulti definitivamente condannata per delitto non colposo.

6. Il divieto di cui ai commi 4 e 5 e’ opponibile davanti al tribunale in composizione monocratica.

Commento

 

 

 

 

Giurisprudenza annotata

Avviso orale in genere

La differenza fra l'avviso orale e le misure di prevenzione propriamente intese consiste essenzialmente in ciò: che le misure di sicurezza impongono al soggetto vincoli di fare e di non fare che ne limitano in qualche modo la libertà personale e in particolare lo privano della facoltà di tenere comportamenti che altrimenti sarebbero leciti; al contrario il semplice avviso orale - ossia quello non accompagnato dalle eventuali prescrizioni che possono esservi annesse ai sensi dell'art. 3, comma 4, d.lgs. n. 159/2011 (Codice antimafia) - non comporta alcun vincolo consistendo soltanto nella intimazione di tenere "una condotta conforme alla legge". Nulla di più o di meno di ciò che è richiesto alla generalità dei cittadini.

Cons. Stato Sez. III, 14-02-2014, n. 722

 

Il giudizio sulla pericolosità sociale del soggetto avvisato non richiede la sussistenza di prove compiute sulla commissione di reati, essendo sufficienti anche mere supposizioni sulla base di circostanze fattuali tali da indurre l'Autorità di polizia a ritenere sussistenti le condizioni di pericolosità sociale che possono dar luogo all'applicazione giudiziale delle misure di prevenzione.

T.A.R. Piemonte Torino Sez. I, 15-05-2015, n. 796

 

La misura dell’avviso orale di cui all’art. 3 d.lgs. n. 159/2011 (Codice antimafia) consiste nel mero avvertimento della sussistenza di sospetti a carico di una persona, per la quale si profilano elementi di fatto che ne facciano ritenere l'appartenenza a una delle categorie previste dall'art. 1 del medesimo decreto, e non ha altro effetto se non quello di consentire, entro i successivi tre anni, la formulazione della proposta all'Autorità giudiziaria circa l'applicazione di misure di prevenzione.

T.A.R. Puglia Lecce Sez. I, 09-04-2015, n. 1122

 

È legittimo procedere all'avviso orale anche in assenza di addebiti specifici purché emerga una situazione nel suo complesso rivelatrice di personalità incline a comportamenti antisociali che ne fanno ragionevolmente ascrivere l’appartenenza ad una delle categorie di cui all'art. 1 del d.lgs. n. 159/2011 (Codice antimafia).

T.A.R. Piemonte Torino Sez. I, 15-05-2015, n. 796

 



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