Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Art. 2813 codice civile: Pericolo di danno alle cose ipotecate

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Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



Qualora il debitore o un terzo compia atti da cui possa derivare il perimento o il deterioramento dei beni ipotecati (1), il creditore può domandare all’autorità giudiziaria che ordini la cessazione di tali atti o disponga le cautele necessarie per evitare il pregiudizio della sua garanzia (2).

Commento

Perimento o deterioramento: distruzione o alterazione del bene tali da impedire o limitare la sua utilizzabilità.

 

(1) La tutela preventiva, qui predisposta al fine di evitare che il bene ipotecato subisca pregiudizi, può essere attivata dal creditore anche a fronte di situazioni naturali (es.: un’inondazione) rispetto alle quali il debitore o il terzo non si attivino prontamente per eliminare od attenuare il pericolo che ne possa derivare al bene ipotecato.

 

(2) Il ricorso all’autorità giudiziaria è consentito al creditore pur quando il bene ipotecato possa subire una semplice diminuzione del suo valore di mercato non tale tuttavia da renderlo insufficiente a garantire il creditore.

 

La norma fornisce uno strumento di tutela contro eventuali atti di disposizione materiale del bene ipotecato.

La tutela è di carattere preventivo: si tratta di una vera e propria azione inibitoria, tendente cioè ad inibire (vietare) al debitore o ad un terzo azioni dannose sulla cosa ipotecata e ad approntare le cautele necessarie ad eliminare il pregiudizio.

 



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