Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 101 codice della strada: Produzione, distribuzione, restituzione e ritiro delle targhe

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1. La produzione e la distribuzione delle targhe dei veicoli a motore o da essi rimorchiati sono riservate allo Stato. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti con proprio decreto, sentito il Ministro dell’economia e dell’economia e delle finanze, stabilisce il prezzo di vendita delle targhe comprensivo del costo di produzione e di una quota di maggiorazione da destinare esclusivamente alle attività previste dall’art. 208, comma 2. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell’economia e dell’economia e delle finanze, assegna annualmente i proventi derivanti dalla quota di maggiorazione al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nella misura del 20 per cento e al Dipartimento per i trasporti terrestri nella misura dell’80 per cento. Il Ministro dell’economia e dell’economia e delle finanze è autorizzato ad adottare, con propri decreti, le necessarie variazioni di bilancio.
2. Le targhe sono consegnate agli intestatari dall’ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri all’atto dell’immatricolazione dei veicoli.
3. Le targhe del veicolo e il relativo documento di circolazione devono essere restituiti all’ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri in caso che l’interessato non ottenga l’iscrizione al P.R.A. entro tre giorni dal rilascio del documento stesso.
4. Nel caso di mancato adempimento degli obblighi di cui al comma 3, l’ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri, provvede, tramite gli organi di polizia, al ritiro delle targhe e della carta di circolazione.
5. Chiunque abusivamente produce o distribuisce targhe per autoveicoli, motoveicoli e rimorchi è soggetto, se il fatto non costituisce reato, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 422 ad euro 1.697.
6. La violazione di cui al comma 5 importa la sanzione amministrativa accessoria della confisca delle targhe, secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.

COMMENTO

L’art. 101 del codice della strada indica quali sono i soggetti incaricati di produrre e distribuire le targhe, di cui tutti i veicoli devono essere muniti, e le sanzioni previste per chi produce o distribuisce abusivamente le targhe dei veicoli. La norma, inoltre, stabilisce gli obblighi che l’intestatario del veicolo deve rispettare se, dopo l’immatricolazione, non si ottiene l’iscrizione al Pubblico Registro Automobilistico.

Chi è il soggetto incaricato di produrre e distribuire le targhe?

La produzione e la distribuzione delle targhe sono compiti che spettano esclusivamente allo Stato, perché è importante che con quella specifica targa circoli solo e soltanto il veicolo di cui sei proprietario, anche al fine di tutelarti da possibili utilizzi impropri della tua targa da parte di terzi. In particolare, la produzione delle targhe è affidata all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato; la distribuzione, invece, è affidata all’ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri. A seconda dei diversi tipi di veicolo, inoltre, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti si occupa di stabilire il prezzo delle targhe, calcolato sommando i costi sostenuti per la loro produzione e una cifra aggiuntiva destinata a finanziare i progetti sulla sicurezza stradale promossi dallo Stato.

Quali sono le sanzioni per chi produce e distribuisce abusivamente le targhe?

L’art. 101 del codice della strada prevede l’applicazione di sanzioni amministrative sia pecuniarie sia accessorie per chi produce e distribuisce le targhe dei veicoli in maniera abusiva. Infatti, chi viene sorpreso a produrre e distribuire targhe abusivamente dovrà pagare una multa di importo compreso tra i 422 euro e i 1.697 euro e gli sarà applicata, inoltre, la sanzione accessoria della confisca delle targhe. Lo stesso articolo, tuttavia, specifica che l’applicazione delle sanzioni previste dal codice della strada potrà avvenire solo se il fatto non costituisca reato, come tale sanzionato penalmente. In particolare, il fatto di fabbricare le targhe dei veicoli senza rispettare le modalità stabilite dalla legge potrebbe integrare il reato di falso materiale in certificazione amministrativa.

Che cosa bisogna fare quando non si ottiene l’iscrizione al Pubblico Registro Automobilistico dopo l’immatricolazione del veicolo?

L’art. 101 del codice della strada dispone che, se entro tre giorni da quando ti viene rilasciata la Carta di Circolazione non ottieni l’iscrizione al Pubblico Registro Automobilistico, dovrai restituire le targhe e la stessa Carta di Circolazione; altrimenti, infatti, l’ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri, provvederà, tramite gli organi di polizia, al ritiro delle targhe e della carta di circolazione.  

Ad esempio, quando acquisti un’automobile nuova capiterà che il concessionario, rivolgendosi ad un’agenzia per il disbrigo pratiche auto, si occuperà di chiedere l’immatricolazione della tua auto presso l’ufficio provinciale di Motorizzazione Civile e l’iscrizione del veicolo al Pubblico Registro Automobilistico. Dopo aver presentato tutti i documenti da allegare alla domanda  (il tuo documento d’identità, il tuo codice fiscale e la dichiarazione di conformità del veicolo) e aver pagato tutti gli importi previsti, verrà rilasciata la Carta di Circolazione e verranno materialmente consegnate le targhe che dovranno essere apposte al veicolo. L’iscrizione al Pubblico Registro Automobilistico dovrà avvenire entro tre giorni dal rilascio della Carta di Circolazione; se, tuttavia, l’iscrizione non avviene, perché, per esempio, vengono riscontrate delle difformità rispetto a quanto dichiarato, le targhe e il documento di circolazione dovranno essere restituiti all’ufficio provinciale di Motorizzazione Civile  che, altrimenti, provvederà a ritirarle tramite gli organi di polizia.

Fino al 30 giugno 2018, la restituzione delle targhe era prevista quando l’iscrizione al Pubblico Registro Automobilistico non avveniva entro sessanta giorni dal rilascio della Carta di Circolazione. La modifica è stata dettata in vista della futura introduzione del documento unico di circolazione, che riporterà i dati contenuti sulla Carta di Circolazione e i dati relativi all’intestatario che si trovano sul Certificato di Proprietà. Con l’introduzione del documento unico di circolazione, il Pubblico Registro Automobilistico non rilascerà più il Certificato di Proprietà ma si occuperà solo di controllare la situazione giuridica e patrimoniale del veicolo ed è per questo che è stato previsto il termine breve di tre giorni per il perfezionamento dell’iscrizione al Pubblico Registro Automobilistico.

GIURISPRUDENZA

La Suprema Corte ha chiarito che le targhe dei veicoli rappresentano certificazioni amministrative perché esse attestano quanto risulta dal Pubblico Registro Automobilistico e cioè l’avvenuta immatricolazione del veicolo. Alla luce di ciò, dunque, la fabbricazione abusiva di targhe, invece di integrare l’illecito amministrativo previsto dall’ art. 101 del codice della strada, qualora ne ricorrano i presupposti, potrebbe integrare il reato di falso materiale in certificazione amministrativa.

Cass. sent. n. 36388/2013



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