Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 12 codice della strada: Espletamento dei servizi di polizia stradale

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



Art. 12. Espletamento dei servizi di polizia stradale.

1. L’espletamento dei servizi di polizia stradale previsti dal presente codice spetta:

a) in via principale alla specialità Polizia Stradale della Polizia di Stato;

b) alla Polizia di Stato;

c) all’Arma dei carabinieri;

d) al Corpo della guardia di finanza;

d-bis) ai Corpi e ai servizi di polizia provinciale, nell’ambito del territorio di competenza;

e) ai Corpi e ai servizi di polizia municipale, nell’ambito del territorio di competenza;

f) ai funzionari del Ministero dell’interno addetti al servizio di polizia stradale;

f-bis) al Corpo di polizia penitenziaria e al Corpo forestale dello Stato, in relazione ai compiti di istituto.

2. L’espletamento dei servizi di cui all’art. 11, comma 1, lettere a) e b), spetta anche ai rimanenti ufficiali e agenti di polizia giudiziaria indicati nell’art. 57, commi 1 e 2, del codice di procedura penale.

3. La prevenzione e l’accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale e la tutela e il controllo sull’uso delle strade possono, inoltre, essere effettuati, previo superamento di un esame di qualificazione secondo quanto stabilito dal regolamento di esecuzione:

a) dal personale dell’Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale, dell’Amministrazione centrale e periferica del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, del Dipartimento per i trasporti terrestri appartenente al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e dal personale dell’A.N.A.S.;

b) dal personale degli uffici competenti in materia di viabilità delle regioni, delle province e dei comuni, limitatamente alle violazioni commesse sulle strade di proprietà degli enti da cui dipendono;

c) dai dipendenti dello Stato, delle province e dei comuni aventi la qualifica o le funzioni di cantoniere, limitatamente alle violazioni commesse sulle strade o sui tratti di strade affidate alla loro sorveglianza;

d) dal personale dell’ Ente Ferrovie dello Stato e delle ferrovie e tranvie in concessione, che espletano mansioni ispettive o di vigilanza, nell’esercizio delle proprie funzioni e limitatamente alle violazioni commesse nell’ambito dei passaggi a livello dell’amministrazione di appartenenza;

e) dal personale delle circoscrizioni aeroportuali dipendenti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nell’ambito delle aree di cui all’art. 6, comma 7;

f) dai militari del Corpo delle capitanerie di porto, dipendenti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nell’ambito delle aree di cui all’art. 6, comma 7.

3-bis. I servizi di scorta per la sicurezza della circolazione, nonché i conseguenti servizi diretti a regolare il traffico, di cui all’articolo 11, comma 1, lettere c) e d), possono inoltre essere effettuati da personale abilitato a svolgere scorte tecniche ai veicoli eccezionali e ai trasporti in condizione di eccezionalità, limitatamente ai percorsi autorizzati con il rispetto delle prescrizioni imposte dagli enti proprietari delle strade nei provvedimenti di autorizzazione o di quelle richieste dagli altri organi di polizia stradale di cui al comma 1.

4. La scorta e l’attuazione dei servizi diretti ad assicurare la marcia delle colonne militari spetta, inoltre, agli ufficiali, sottufficiali e militari di truppa delle Forze armate, appositamente qualificati con specifico attestato rilasciato dall’autorità militare competente.

5. I soggetti indicati nel presente articolo, eccetto quelli di cui al comma 3-bis, quando non siano in uniforme, per espletare i propri compiti di polizia stradale devono fare uso di apposito segnale distintivo, conforme al modello stabilito nel regolamento.

Commento:

L’articolo individua i corpi a cui spetta l’esecuzione dei servizi di polizia stradale previsti dal Codice della Strada. L’ordine con cui il legislatore ha scelto di elencare questi soggetti è quello di gerarchia e vale a definire l’importanza degli stessi per l’espletamento delle funzioni affidate dal Codice.

Si tratta di:

– Polizia Stradale;
– Polizia di Stato;
– Arma dei carabinieri;
– Corpo della guardia di finanza;
– Corpi e servizi di polizia provinciale (nell’ambito del territorio di competenza);
– Corpi e servizi di polizia municipale (nell’ambito del territorio di competenza);
– funzionari del Ministero dell’interno addetti al servizio di polizia stradale;
– Corpo di polizia penitenziaria e Corpo forestale dello Stato, ormai individuati come Carabinieri forestali (nell’ambito delle funzioni di competenza);

– ufficiali e agenti di polizia giudiziaria.

Ove abbiano seguito e superato un apposito corso di formazione, possono svolgere funzioni di polizia stradale anche:

– il personale dell’Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale, dell’Amministrazione centrale e periferica del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, del Dipartimento per i trasporti terrestri appartenente al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e dal personale dell’A.N.A.S.;
– il personale degli uffici competenti in materia di viabilità delle regioni, delle province e dei comuni (limitatamente alle violazioni commesse sulle strade di competenza);
– i dipendenti dello Stato, delle province e dei comuni aventi la qualifica o le funzioni di cantoniere (limitatamente alle violazioni commesse sulle strade di competenza);
– il personale dell’ Ente Ferrovie dello Stato e delle ferrovie e tranvie in concessione, che espletano mansioni ispettive o di vigilanza ( ma solo nell’esercizio delle proprie funzioni e limitatamente alle violazioni commesse nell’ambito dei passaggi a livello);
– il personale delle circoscrizioni aeroportuali dipendenti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (limitatamente alle aree di competenza);
– i militari del Corpo delle capitanerie di porto (limitatamente alle funzioni di competenza).

Tutti questi soggetti, quando svolgono funzioni e servizi di polizia stradale devono essere riconoscibili, ovvero essere facilmente individuati tramite appositi segnali distintivi.

Alle categorie appena menzionate si devono aggiungere, poi, i cosiddetti “ausiliari del traffico”. Questi non sono previsti dal Codice, ma sono stati istituiti con una legge [1] che ha dato ai Comuni il potere di conferire funzioni di polizia stradale ad altri soggetti non individuati dal Codice della Strada.

In particolare, sul punto, la Giurisprudenza si è occupata della sosta fuori dai parcheggi contrassegnati da strisce blu. Questi possono essere gestiti da società concessionarie che si avvalgono di personale di controllo addetto anche ad elevare multe per il mancato rispetto della regolamentazione dei parcheggi. Si pensi al caso in cui un automobilista non paghi il parcheggio. Ebbene la Cassazione stabilisce che le violazioni in materia di sosta che non riguardano le aree contrassegnate con le strisce blu o da segnaletica orizzontale e che non comportano pregiudizio alla funzionalità delle aree riservate, non possono essere rilevate dal personale dipendente delle società concessionarie delle aree di parcheggio a pagamento, anche quando queste sono commesse nell’area oggetto di concessione. [2]

Anche una Circolare del Ministero dell’Interno – Dipartimento Della Pubblica Sicurezza – [3] si è occupata degli ausiliari del traffico e ha stabilito che la nomina di tali soggetti ha la finalità di affiancare gli organi di polizia nell’attività di contrasto di comportamenti irregolari ripetitivi e diffusi, come la sosta vietata o la circolazione sulle corsie riservate.

La ragione di fondo che sorregge la scelta di dare la possibilità a tali soggetti di affiancare la forza pubblica è quella di consentire il più razionale impiego del personale che espleta funzioni di polizia stradale nell’attività di prevenzione e repressione dei comportamenti più pericolosi.

Tuttavia questi soggetti, come stabilito anche dalla Cassazione, non possono accertare violazioni a norme di comportamento commesse sulle zone della strada riservate che siano diverse da quelle relative alla sosta o all’abusiva circolazione sulle stesse.

La valenza sanzionatoria attribuita all’attività svolta dagli ausiliari del traffico impone che all’accertamento compiuto da questi consegua sempre la redazione di un verbale, permettendo così la relativa contestazione.

Se si procede a contestazione immediata della violazione, ai fini della più completa individuazione del mezzo e del conducente, tutti gli accertatori possono chiedere l’esibizione dei documenti relativi al veicolo o al conducente che ha commesso la violazione.

Gli accertatori possono inoltre disporre l’applicazione delle misure accessorie legate alle violazioni contestate, e in particolare alla rimozione e al blocco del veicolo.

L’esigenza di immediata riconoscibilità per l’utenza stradale degli accertatori delle violazioni relative alla sosta o alle corsie riservate rende necessario che questi siano dotati d una tessera di riconoscimento e uno specifico abbigliamento distintivo, anche rifrangente. Comunque questi segni distintivi non devono ingenerare confusione e non devono contenere simboli o scritte simili a quelli previsti per gli indumenti dei soggetti primariamente preposti al servizio stradale.

E’ parimenti escluso, infine, l’utilizzo, sui veicoli degli ausiliari, del dispositivo a luce lampeggiante blu, che è riservato ai soli organi di polizia.

[1] Legge n. 127 del 15/05/1997 (Misure urgenti per lo snellimento dell’attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo).

[2] Cassazione Sezioni Unite, sentenza n. 5621 del 2009.

[3] Circolare n. 300/A/26467/110/26 del 25 /09/1997.



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