Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 123 codice della strada: Autoscuole

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1. Le scuole per l’educazione stradale, l’istruzione e la formazione dei conducenti sono denominate autoscuole.

2. Le autoscuole sono soggette a vigilanza amministrativa e tecnica da parte delle province, alle quali compete inoltre l’applicazione delle sanzioni di cui al comma 11-bis.

3. I compiti delle province in materia di dichiarazioni di inizio attività e di vigilanza amministrativa sulle autoscuole sono svolti sulla base di apposite direttive emanate dal Ministro dei trasporti e della navigazione, nel rispetto dei principi legislativi ed in modo uniforme per la vigilanza tecnica sull’insegnamento.

4. Le persone fisiche o giuridiche, le società, gli enti possono presentare l’apposita dichiarazione di inizio attività. Il titolare deve avere la proprietà e gestione diretta, personale, esclusiva e permanente dell’esercizio, nonché la gestione diretta dei beni patrimoniali, rispondendo del suo regolare funzionamento nei confronti del concedente; nel caso di apertura di ulteriori sedi per l’esercizio dell’attività di autoscuola, per ciascuna deve essere dimostrato il possesso di tutti i requisiti prescritti, ad eccezione della capacità finanziaria che deve essere dimostrata per una sola sede, e deve essere preposto un responsabile didattico, in organico quale dipendente o collaboratore familiare ovvero anche, nel caso di società di persone o di capitali, quale rispettivamente socio o amministratore, che sia in possesso dei requisiti di cui al comma 5, ad eccezione della capacità finanziaria.

5. La dichiarazione può essere presentata da chi abbia compiuto gli anni ventuno, risulti di buona condotta e sia in possesso di adeguata capacità finanziaria, di diploma di istruzione di secondo grado e di abilitazione quale insegnante di teoria e istruttore di guida con almeno un’esperienza biennale, maturata negli ultimi cinque anni. Per le persone giuridiche i requisiti richiesti dal presente comma, ad eccezione della capacità finanziaria che deve essere posseduta dalla persona giuridica, sono richiesti al legale rappresentante.

6. La dichiarazione non può essere presentata dai delinquenti abituali, professionali o per tendenza e da coloro che sono sottoposti a misure amministrative di sicurezza personali o alle misure di prevenzione previste dall’art. 120, comma 1.

7. L’autoscuola deve svolgere l’attività di formazione dei conducenti per il conseguimento di patente di qualsiasi categoria, possedere un’adeguata attrezzatura tecnica e didattica e disporre di insegnanti ed istruttori riconosciuti idonei dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che rilascia specifico attestato di qualifica professionale. Qualora più scuole autorizzate si consorzino e costituiscano un centro di istruzione automobilistica, riconosciuto dall’ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri secondo criteri uniformi fissati con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, le medesime autoscuole possono demandare, integralmente o parzialmente, al centro di istruzione automobilistica la formazione dei conducenti per il conseguimento delle patenti di categoria A, BS, BE, C, D, CE e DE e dei documenti di abilitazione e di qualificazione professionale. In caso di applicazione del periodo precedente, le dotazioni complessive, in personale e in attrezzature, delle singole autoscuole consorziate possono essere adeguatamente ridotte.

7-bis. In ogni caso l’attività non può essere iniziata prima della verifica del possesso dei requisiti prescritti. La verifica di cui al presente comma e’ ripetuta successivamente ad intervalli di tempo non superiori a tre anni.

8. L’attività dell’autoscuola è sospesa per un periodo da uno a tre mesi quando:

a) l’attività dell’autoscuola non si svolga regolarmente;

b) il titolare non provveda alla sostituzione degli insegnanti o degli istruttori che non siano più ritenuti idonei dal competente ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C.;

c) il titolare non ottemperi alle disposizioni date dall’ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C. ai fini del regolare funzionamento dell’autoscuola.

9. L’esercizio dell’autoscuola è revocato quando:

a) siano venuti meno la capacità finanziaria e i requisiti morali del titolare;

b) venga meno l’attrezzatura tecnica e didattica dell’autoscuola;

c) siano stati adottati più di due provvedimenti di sospensione in un quinquennio.

9-bis. In caso di revoca per sopravvenuta carenza dei requisiti morali del titolare, a quest’ultimo è parimenti revocata l’idoneità tecnica. L’interessato potrà conseguire una nuova idoneità trascorsi cinque anni dalla revoca o a seguito di intervenuta riabilitazione.

10. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti stabilisce, con propri decreti: i requisiti minimi di capacita’ finanziaria; i requisiti di idoneita’, i corsi di formazione iniziale e periodica, con i relativi programmi, degli insegnanti e degli istruttori delle autoscuole per conducenti; le modalita’ di svolgimento delle verifiche di cui al comma 7-bis; i criteri per l’accreditamento da parte delle regioni e delle province autonome dei soggetti di cui al comma 10-bis, lettera b); le prescrizioni sui locali e sull’arredamento didattico, anche al fine di consentire l’eventuale svolgimento degli esami, nonche’ la durata dei corsi; i programmi di esame per l’accertamento della idoneita’ tecnica degli insegnanti e degli istruttori, cui si accede dopo la citata formazione iniziale; i programmi di esame per il conseguimento della patente di guida.

10-bis. I corsi di formazione degli insegnanti e degli istruttori delle autoscuole, di cui al comma 10, sono organizzati:

a) dalle autoscuole che svolgono l’attivita’ di formazione dei conducenti per il conseguimento di qualsiasi categoria di patente ovvero dai centri di istruzione automobilistica riconosciuti per la formazione integrale;

b) da soggetti accreditati dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano, sulla base della disciplina quadro di settore definita con l’intesa stipulata in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano il 20 marzo 2008, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2009, nonche’ dei criteri specifici dettati con il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di cui al comma 10.

11. Chiunque gestisce un’autoscuola senza la dichiarazione di inizio attività o i requisiti prescritti è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 10.793 a euro 16.189. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria dell’immediata chiusura dell’autoscuola e di cessazione della relativa attività, ordinata dal competente ufficio secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.

11-bis. L’istruzione o la formazione dei conducenti impartita in forma professionale o, comunque, a fine di lucro al di fuori di quanto disciplinato dal presente articolo costituisce esercizio abusivo dell’attività di autoscuola. Chiunque esercita o concorre ad esercitare abusivamente l’attività di autoscuola è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 10.240 a euro 15.360. Si applica inoltre il disposto del comma 9-bis del presente articolo.

11-ter. Lo svolgimento dei corsi di formazione di insegnanti e di istruttori di cui al comma 10 e’ sospeso dalla regione territorialmente competente o dalle province autonome di Trento e di Bolzano, in relazione alla sede del soggetto che svolge i corsi:

a) per un periodo da uno a tre mesi, quando il corso non si tiene regolarmente;

b) per un periodo da tre a sei mesi, quando il corso si tiene in carenza dei requisiti relativi all’idoneita’ dei docenti, alle attrezzature tecniche e al materiale didattico;

c) per un ulteriore periodo da sei a dodici mesi nel caso di reiterazione, nel triennio, delle ipotesi di cui alle lettere a) e b).

11-quater. La regione territorialmente competente o le province autonome di Trento e di Bolzano dispongono l’inibizione alla prosecuzione dell’attivita’ per i soggetti a carico dei quali, nei due anni successivi all’adozione di un provvedimento di sospensione ai sensi della lettera c) del comma 11-ter, e’ adottato un ulteriore provvedimento di sospensione ai sensi delle lettere a) e b) del medesimo comma.

12. Chiunque insegna teoria nelle autoscuole o istruisce alla guida su veicoli delle autoscuole, senza essere a ciò abilitato ed autorizzato, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 168 a euro 674.

13. Nel regolamento saranno stabilite le modalità per la dichiarazione di inizio attività, fermo restando quanto previsto dal comma 7-bis. Con lo stesso regolamento saranno dettate norme per lo svolgimento, da parte degli enti pubblici non economici, dell’attività di consulenza, secondo la legge 8 agosto 1991, n. 264.

Commento

Supponiamo che tu stia pensando di aprire una scuola guida. Nella tua zona non ce ne sono e pensi che potrebbe diventare un'ottima opportunità di guadagno. Attenzione, però! Aprire un'autoscuola, infatti, non è semplicissimo: in ragione dell'importanza dell'attività che andrai a svolgere, la legge prescrive il possesso di una serie di requisiti che devono possedere sia i titolari, sia gli insegnanti e gli istruttori di guida. L'esercizio dell'attività, inoltre, è costantemente soggetto ai controlli da parte delle province.

E' fondamentale, dunque, informarti attentamente sulle prescrizioni legislative e, in proposito, l'art. 123 del codice della strada si occupa proprio di regolare le attività delle autoscuole, ossia delle scuole per l'educazione stradale, l'istruzione e la formazione dei conducenti per il conseguimento di patente di qualsiasi categoria.

Che cosa bisogna fare per aprire un'autoscuola?

Innanzitutto, devi sapere che l'apertura e l'esercizio di un'attività di autoscuola sono soggetti alla vigilanza amministrattiva delle Province. Duanque, devi essere consapevole che sia all'atto dell'apertura, sia successivamente (ogni 3 anni), il competente ufficio della Provincia provvederà a controllare che tu sia in possesso di tutti i requisiti prescritti dalla legge.

Nello specifico, per aprire un'autoscuola devi innanzitutto possedere i seguenti requisiti morali e di idoneità tecnica:

  • aver compiuto 21 anni;
  • aver sempre mantenuto una buona condotta. Pertanto, non possono avviare tale attività i delinquenti abituali, professionali o per tendenza e coloro che sono sottoposti a misure amministrative di sicurezza personali o a misure di prevenzione;
  • essere in possesso di adeguata capacità finanziaria;
  • essere in possesso di diploma di istruzione di secondo grado;
  • essere in possesso dell'abilitazione quale insegnante di teoria e istruttore di guida con almeno un'esperienza biennale, maturata negli ultimi cinque anni.

L'apertura dell'autoscuola, poi, deve essere preceduta dall'apposita dichiarazione di inizio attività.

Per l'esercizio dell'autoscuola, inoltre, ricorda che bisogna possedere un'adeguata attrezzatura tecnica e didattica e disporre di insegnanti ed istruttori riconosciuti idonei dal Ministero dei trasporti, che rilascia lo specifico attestato di qualifica professionale che certifica, appunto, il possesso dell'idoneità tecnica.

Per conseguire l'attestato di qualifica professionale, sia il titolare che gli insegnanti assunti nell'autoscuola devono frequentare gli appositi corsi di formazione organizzati dalle autoscuole e dai soggetti accreditati dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano.

Quali sono le sanzioni previste dall'art. 123 del codice della strada?

L'art. 123 del codice della strada prevede una serie di sanzioni molto pesanti per chi non rispetta le regole relative all'apertura e alla gestione di un'autoscuola. La norma stabilisce, innanzitutto, sono previsti i casi in cui è comminata la sospensione dell'attività dell'autoscuola e i casi più gravi in cui, invece, l'esercizio dell'autoscuola è revocato.

La sospensione dell'attività dell'autoscuola da 1 a 3 mesi è prevista quando:

  •  l'attività dell'autoscuola non si svolga regolarmente;
  • il titolare non provveda alla sostituzione degli insegnanti o degli istruttori che non siano più ritenuti idonei dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri;
  • il titolare non ottemperi alle disposizioni date dall'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri ai fini del regolare funzionamento dell'autoscuola.

La revoca dell'esercizio dell'autoscuola è prevista, invece, quando:

  • siano venuti meno la capacità finanziaria e i requisiti morali del titolare. Venuti meno i requisiti morali, al titolare è revocata anche l'idoneità tecnica che, però, può essere riacquisita dopo che siano trascorsi 5 anni;
  • venga meno l'attrezzatura tecnica e didattica dell'autoscuola;
  • siano stati adottati più di due provvedimenti di sospensione in un quinquennio.

L'art. 123 del codice della strada, inoltre, sanziona:

  • chi gestisce un'autoscuola senza la dichiarazione di inizio attività o i requisiti prescritti, con la multa da 11.130 a 16.694 euro e con l'immediata chiusura dell'autoscuola;
  • chi esercita o concorre ad esercitare abusivamente l'attività di autoscuola, con la multa da 11.130 a 16.694 euro e con la revoca dell'idoneità tecnica all'esercizio dell'autoscuola;
  • chi insegna teoria nelle autoscuole o istruisce alla guida su veicoli delle autoscuole, senza essere a ciò abilitato ed autorizzato, con la multa da 173 a 695 euro.

Infine, l'art. 123 del codice della strada dispone la sospensione dell'attività svolta dalle scuole che tengono corsi di formazione di insegnanti e di istruttori volti a conseguire l'idoneità tecnica:

  • per un periodo da 1 a 3 mesi, quando il corso non si tiene regolarmente;
  • per un periodo da 3 a 6 mesi, quando il corso si tiene in carenza dei requisiti relativi all'idoneità dei docenti, alle attrezzature tecniche e al materiale didattico;
  • per un ulteriore periodo da sei mesi ad 1 anno, nel caso caso in cui sia già intervenuta un'altra sospensione nel triennio precedente.



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