Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 126-bis codice della strada: Patente a punti

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1.   All’atto del rilascio della patente viene attribuito un punteggio di venti punti. Tale punteggio, annotato nell’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida di cui agli articoli 225 e 226, subisce decurtazioni, nella misura indicata nella tabella allegata, a seguito della comunicazione all’anagrafe di cui sopra della violazione di una delle norme per le quali è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente ovvero di una tra le norme di comportamento di cui al titolo V, indicate nella tabella medesima. L’indicazione del punteggio relativo ad ogni violazione deve risultare dal verbale di contestazione.
1-bis.  Qualora vengano accertate contemporaneamente più violazioni delle norme di cui al comma 1 possono essere decurtati un massimo di quindici punti. Le disposizioni del presente comma non si applicano nei casi in cui è prevista la sospensione o la revoca della patente.
2.   L’organo da cui dipende l’agente che ha accertato la violazione che comporta la perdita di punteggio, ne dà notizia, entro trenta giorni dalla definizione della contestazione effettuata, all’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. La contestazione si intende definita quando sia avvenuto il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria o siano conclusi i procedimenti dei ricorsi amministrativi e giurisdizionali ammessi ovvero siano decorsi i termini per la proposizione dei medesimi. Il predetto termine di trenta giorni decorre dalla conoscenza da parte dell’organo di polizia dell’avvenuto pagamento della sanzione, della scadenza del termine per la proposizione dei ricorsi, ovvero dalla conoscenza dell’esito dei ricorsi medesimi. La comunicazione deve essere effettuata a carico del conducente quale responsabile della violazione; nel caso di mancata identificazione di questi, il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’articolo 196, deve fornire all’organo di polizia che procede, entro sessanta giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione. Se il proprietario del veicolo risulta una persona giuridica, il suo legale rappresentante o un suo delegato è tenuto a fornire gli stessi dati, entro lo stesso termine, all’organo di polizia che procede. Il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’articolo 196, sia esso persona fisica o giuridica, che omette, senza giustificato e documentato motivo, di fornirli è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 286 ad euro 1.143. La comunicazione al Dipartimento per i trasporti terrestri avviene in via telematica.
3.   Ogni variazione di punteggio è comunicata agli interessati dall’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. Ciascun conducente può controllare in tempo reale lo stato della propria patente con le modalità indicate dal Dipartimento per i trasporti terrestri.
4.   Fatti salvi i casi previsti dal comma 5 e purché il punteggio non sia esaurito, la frequenza ai corsi di aggiornamento, organizzati dalle autoscuole ovvero da soggetti pubblici o privati a ciò autorizzati dal Dipartimento per i trasporti terrestri, consente di riacquistare sei punti. Per i titolari di certificato di abilitazione professionale e unitamente di patente B, C, C+E, D, D+E, la frequenza di specifici corsi di aggiornamento consente di recuperare 9 punti. La riacquisizione di punti avviene all’esito di una prova di esame. A tale fine, l’attestato di frequenza al corso deve essere trasmesso all’ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri competente per territorio, per l’aggiornamento dell’anagrafe nazionale dagli abilitati alla guida. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono stabiliti i criteri per il rilascio dell’autorizzazione, i programmi e le modalità di svolgimento dei corsi di aggiornamento.
5.   Salvo il caso di perdita totale del punteggio di cui al comma 6, la mancanza, per il periodo di due anni, di violazioni di una norma di comportamento da cui derivi la decurtazione del punteggio, determina l’attribuzione del completo punteggio iniziale, entro il limite dei venti punti. Per i titolari di patente con almeno venti punti, la mancanza, per il periodo di due anni, della violazione di una norma di comportamento da cui derivi la decurtazione del punteggio, determina l’attribuzione di un credito di due punti, fino a un massimo di dieci punti.
6.   Alla perdita totale del punteggio, il titolare della patente deve sottoporsi all’esame di idoneità tecnica di cui all’articolo 128. Al medesimo esame deve sottoporsi il titolare della patente che, dopo la notifica della prima violazione che comporti una perdita di almeno cinque punti, commetta altre due violazioni non contestuali, nell’arco di dodici mesi dalla data della prima violazione, che comportino ciascuna la decurtazione di almeno cinque punti. Nelle ipotesi di cui ai periodi precedenti, l’ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri competente per territorio, su comunicazione dell’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, dispone la revisione della patente di guida. Qualora il titolare della patente non si sottoponga ai predetti accertamenti entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento di revisione, la patente di guida è sospesa a tempo indeterminato, con atto definitivo, dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri. Il provvedimento di sospensione è notificato al titolare della patente a cura degli organi di polizia stradale di cui all’articolo 12, che provvedono al ritiro ed alla conservazione del documento.
6-bis.  Per le violazioni penali per le quali è prevista una diminuzione di punti riferiti alla patente di guida, il cancelliere del giudice che ha pronunciato la sentenza o il decreto divenuti irrevocabili ai sensi dell’articolo 648 del codice di procedura penale, nel termine di quindici giorni, ne trasmette copia autentica all’organo accertatore, che entro, trenta giorni dal ricevimento ne dà notizia all’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida.

COMMENTO

Questo articolo del Codice della strada ha introdotto nel nostro sistema di guida, a partire dal 2003, la “patente a punti”: ad ogni conducente al momento del rilascio della patente di guida viene assegnato un punteggio base di 20 punti, che può diminuire fino ad essere azzerato in caso di determinate infrazioni alla circolazione stradale (non tutte, ma solo quelle che il Codice considera gravi) oppure aumentare nel tempo se non se ne commettono.

Se i punti finiscono, cioè vengono esauriti perchè si sono commesse troppe violazioni, sarà necessario rifare gli esami (sia di teoria sia di guida) per riottenere la patente: quella in corso verrà infatti sospesa e ritirata.

E’ possibile però recuperare i punti persi: se nei due anni successivi non si commettono altre infrazioni, saranno ristabiliti i 20 punti base. Ad esempio, chi avesse perso 5 punti e nel biennio seguente non commette alcuna violazione al Codice della strada riotterrà i 20 punti pieni. Chi invece non commette mai nessuna infrazione, avrà un “premio” di due punti ogni due anni, ma potrà arrivare ad un massimo di 30 punti complessivi.

E’ evidente che il sistema della patente a punti è un premio per chi guida in maniera ligia alle regole, e penalizza invece chi tende a commettere infrazioni gravi, come ad esempio il passaggio ai semafori rossi, i sorpassi in curva, il superamento dei limiti di velocità.

I punteggi di ogni conducente vengono registrati in un apposito archivio anagrafico nazionale, che è possibile consultare informaticamente per conoscere quanti punti si hanno.

Vediamo ora come funziona questo sistema, quando e perchè puoi ricevere penalizzazioni nel punteggio e che adempimenti devi effettuare se ricevi dall’Autorità una richiesta di comunicazione dei dati del conducente per una contravvenzione fatta a un veicolo di cui sei proprietario. Infatti la norma che stiamo esaminando ha introdotto anche questo obbligo, che se non ottemperato comporta una pesante sanzione pecuniaria.

Quali infrazioni fanno perdere punti?

Non tutte le violazioni al Codice della strada comportano la perdita dei punti, ma solo quelle indicate nella tabella allegata all’art. 126 bis, che sono considerate le più gravi. 

Ad esempio, superare il limite di velocità non comporterà nessuna decurtazione del punteggio se la velocità rilevata rientra in 10 km/h oltre il massimo (è il caso di chi proceda a 98 km/h con un limite di 90), ma chi invece oltrepassa il limite di 60 km/h (ad esempio viaggia a più di 150 km/h su un tratto ove vige il limite di 90) perderà addirittura 10 punti, mentre se si supera tra i 10 ed i 40 km/h si perderanno 3 punti e se si supera il limite di oltre 40 km/h si perderanno 6 punti [1].

Anche guidare contromano [2] o sorpassare in curva o ad un incrocio [3] fa perdere 10 punti, così come altri comportamenti molto gravi: ad esempio fare inversione di marcia in autostrada, guidare in stato di ebbrezza da sostanze alcoliche o sotto effetto di sostanze stupefacenti, oppure darsi alla fuga dopo un incidente con gravi danni.

Si perdono, invece, “soltanto” 6 punti se si passa con il semaforo rosso o non si rispetta il segnale di stop, e 5 punti se si guida un motociclo senza casco o anche se, in autovettura, non si allacciano le cinture di sicurezza.

Se vengono commesse più infrazioni contemporaneamente, la decurtazione dei punti non può oltrepassare il massimo di 15, anche se la somma delle singole violazioni fosse superiore, a meno che una delle violazioni non comporti anche il ritiro della patente (es. la guida in stato di ebbrezza); se però in seguito si commetterà un’altra violazione, da 5 punti o superiore, i punti scenderanno a zero e bisognerà rifare la patente, perchè quella in corso, con il punteggio azzerato, viene automaticamente sospesa. 

E’ quindi “pericoloso” perdere punti perchè le successive infrazioni potrebbero costringerci a ripetere gli esami di guida, frequentando gli appositi corsi necessari per recuperare il punteggio perduto (con la nuova patente conseguita, si riparte da 20 punti). E’ possibile anche – prima di poter perdere tutti i punti ed essere costretti a rifare la patente da capo – seguire dei corsi di “recupero” punti, presso le autoscuole o altri soggetti autorizzati: ad esempio, gli automobilisti possono recuperare 6 punti se frequentano un apposito corso della durata di 12 ore, con esame finale. 

Attenzione: i neopatentati perdono il doppio dei punti stabiliti se commettono violazioni nei primi tre anni dalla data del rilascio della patente (in pratica: una violazione che a un automobilista normale “costa” 5 punti, a loro ne costerà 10), e sono più lenti anche nell’aumentarli con i crediti: un solo punto all’anno per tre anni senza violazioni.

Come posso sapere il saldo punti della mia patente?

I punteggi di tutti i titolari di patente di guida vengono registrati in un archivio nazionale del Ministero dei Trasporti, che è informatizzato e consultabile collegandosi tramite internet al sito “il portale dell’automobilista” a questo link . Per poter accedere bisogna prima registrarsi, seguendo le istruzioni riportate sulla home page.

E’ anche possibile, dal medesimo sito, scaricare una app ufficiale della Motorizzazione Civile che ci consentirà di ottenere anche da smartphone o da tablet i dati del nostro punteggio attuale, delle violazioni che ci hanno fatto perdere punti e dei “recuperi” o crediti di punteggio ottenuti se non abbiamo commesso violazioni.

Per chi non vuole utilizzare internet, c’è la possibilità di conoscere il saldo punti telefonando al numero 848782782 da telefono fisso ed al costo di una chiamata urbana, seguendo le istruzioni del risponditore automatico.

La richiesta di comunicazione dei dati del conducente

Se sei il proprietario di un veicolo che è stato contravvenzionato senza contestazione immediata (ad esempio un autovelox) l’Autorità che ha rilevato l’infrazione non conoscerà i dati del conducente al momento della violazione, e quindi li chiederà a te che sei il proprietario. 

Quindi, nel momento in cui ti arriverà la multa a casa, nella busta ci sarà non solo il verbale notificato, con tutti i dati dell’infrazione rilevata, ma anche un particolare modulo che dovrai compilare e inviare, comunicando all’organo di Polizia i dati della persona che in quel momento si trovava alla guida del veicolo.

Il proprietario è tenuto ad effettuare questa comunicazione sia che paghi sia che non paghi il verbale: la comunicazione dei dati del conducente, finalizzata alla decurtazione dei punti nei suoi confronti, è infatti obbligatoria.

Al modulo compilato con i dati del conducente – che potrà anche coincidere con il proprietario stesso, nel caso in cui questi dichiari che era lui che si trovava alla guida – bisogna allegare anche una fotocopia della patente del conducente, firmata dallo stesso. Si può anche dichiarare di non conoscere o ricordare chi fosse alla guida, ma bisognerà addurre validi motivi. 

I punti verranno, quindi, decurtati alla persona che il proprietario avrà indicato come conducente.

E’ possibile evitare questa conseguenza semplicemente non riscontrando la richiesta e dunque non compilando e restituendo il modulo di comunicazione dati del conducente nei prescritti 60 giorni dalla notifica del verbale ricevuto, ma in questo modo il proprietario andrà incontro alla sanzione pecuniaria che va da un minimo di 286 euro a un massimo di 1143.

Note:

[1] Art. 142, commi 7, 8, 9 e 9 bis del Codice della strada.

[2] Art. 143 comma 12 del Codice della strada.

[3] Art. 148 comma 16 del Codice della strada.



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