Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 132 codice della strada: Circolazione dei veicoli immatricolati negli Stati esteri

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1. Gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi immatricolati in uno Stato estero e che abbiano già adempiuto alle formalità doganali o a quelle di cui all’articolo 53, comma 2, del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, se prescritte, sono ammessi a circolare in Italia per la durata massima di un anno, in base al certificato di immatricolazione dello Stato di origine. Scaduto il termine di un anno, se il veicolo non e’ immatricolato in Italia, l’intestatario chiede al competente ufficio della motorizzazione civile, previa consegna del documento di circolazione e delle targhe estere, il rilascio di un foglio di via e della relativa targa, ai sensi dell’articolo 99, al fine di condurre il veicolo oltre i transiti di confine. L’ufficio della motorizzazione civile provvede alla restituzione delle targhe e del documento di circolazione alle competenti autorita’ dello Stato che li ha rilasciati.

2. La disposizione di cui al comma 1 non si applica ai cittadini residenti nel comune di Campione d’Italia.

3. Le targhe dei veicoli di cui al comma 1 devono essere chiaramente leggibili e contenere il contrassegno di immatricolazione composto da cifre arabe e da caratteri latini maiuscoli, secondo le modalità che verranno stabilite nel regolamento.

4. Il mancato rispetto della norma di cui al comma 1 comporta l’interdizione all’accesso sul territorio nazionale.

5. Fuori dei casi indicati all’articolo 93, comma 1-ter, chiunque viola le disposizioni di cui al comma 1 e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 712 a euro 2.848. L’organo accertatore trasmette il documento di circolazione all’ufficio della motorizzazione civile competente per territorio, ordina l’immediata cessazione della circolazione del veicolo e il suo trasporto e deposito in luogo non soggetto a pubblico passaggio. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dell’articolo 213. Se entro il termine di centottanta giorni, decorrenti dalla data della violazione, il veicolo non e’ immatricolato in Italia o non e’ richiesto il rilascio di un foglio di via per condurlo oltre i transiti di confine, si applica la sanzione accessoria della confisca amministrativa ai sensi dell’articolo 213.

(1) Così modificato dall’art. 53, d.l. 30 agosto 1993, n. 331, conv. in legge 29 ottobre 1993, n. 427.

Commento

Le tasse automobilistiche in Italia, soprattutto per gli autoveicoli di grossa cilindrata, sono davvero alte. Per non parlare del costo delle polizze assicurative. Proprio per evitare di dover sborsare le ingenti somme che tutti i proprietari dei veicoli sono obbligati a versare annualmente con bolli, superbolli e assicurazioni, si è ampiamente diffusa la pratica di acquistare e immatricolare le auto all’estero. Attenzione, però! Se anche tu fai parte della schiera dei furbetti in questione, o se stai pensando di acquistare la tua macchina nuova all’estero per evitare i grattacapi derivanti dall’immatricolazione in Italia, dovresti sapere che questa pratica è assolutamente illegale.

In proposito, bisogna considerare in primo luogo che, per poter circolare in Italia, gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi devono essere muniti di una carta di circolazione e immatricolati presso il Dipartimento per i trasporti terrestri [1]. È ovvio, allora, che una macchina con targa straniera non può affatto circolare. La legge, tuttavia, non è così rigida e ha previsto la possibilità di circolare con un veicolo munito di targa straniera per un periodo di tempo limitato. In particolare, è l’art. 132 del codice della strada ad occuparsi di stabilire quali sono i limiti e le condizioni per la circolazione dei veicoli immatricolati all’estero.

Per quanto tempo possono circolare in Italia i veicoli immatricolati all’estero?

Abbiamo già detto che la legge consente la circolazione dei veicoli immatricolati all’estero per un periodo di tempo comunque limitato. Nello specifico, l’art. 132 del codice della strada prevede che gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi immatricolati in uno Stato estero sono ammessi a circolare in Italia per la durata massima di un anno, in base al certificato di immatricolazione dello Stato di origine. Allo scadere di detto termine, per poter continuare a circolare, bisogna chiedere al competente uffici del Dipartimento trasporti terrestri la reimmatricolazione del veicolo con targa italiana è il rilascio della relativa carta di circolazione.

Questa regola, però, deve essere chiarita e integrata con quella che vieta di circolare con un veicolo immatricolato all’estero a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre sessanta giorni [2]. In pratica, se sei cittadino italiano e hai sempre vissuto in Italia non puoi in alcun caso circolare con una macchina immatricolata in un altro Stato. Questo, ovviamente, non significa che tu non possa comprare la tua nuova auto all’estero ma solo che dovrai obbligatoriamente immatricolarla in Italia. E lo stesso vale per i cittadini stranieri che risultano residenti in Italia da più di due mesi.

La regola prevista dall’art. 132 del codice della strada, dunque, si applica solo nei confronti di coloro che non risultano avere la residenza in Italia. Pensa, per esempio, ad un cittadino straniero che è venuto a vivere in Italia senza però trasferirvi formalmente la propria residenza o ad un cittadino italiano che risulta essere residente in un altro Stato pur vivendo stabilmente in Italia.

Che cosa succede scaduto il tempo massimo?

Supponiamo che tu sia cittadino italiano ma che, per questioni di lavoro, tu sia residente ormai da tanti anni in un altro Stato. Supponiamo, inoltre, che tu intenda ritornare a vivere in Italia e di portare con te la macchina di tua proprietà immatricolata all’estero.

Come abbiamo già detto, nel caso in cui tu non dovessi trasferire in Italia la tua residenza, potrai circolare con la tua macchina per il periodo massimo di un anno, dopodiché dovrai richiedere la reimmatricolazione e il rilascio del libretto di circolazione.

Tuttavia, se non intendi dire procedere con gli adempimenti necessari per continuare a circolare in Italia, l’art. 132 del codice della strada ti impone di chiedere al competente ufficio della Motorizzazione civile, previa consegna del documento di circolazione e delle targhe estere, il rilascio di un foglio di via e di una targa provvisoria per condurre il veicolo fuori dall’Italia. Lo stesso ufficio della Motorizzazione civile si occuperà di restituire le targhe e il documento di circolazione alle competenti autorità dello Stato che li ha rilasciati.

Quali sono le sanzioni previste dall’art. 132 del codice della strada?

Innanzitutto, l’art. 132 del codice della strada prevede che, se dopo la scadenza del periodo di un anno, non si richiede la reimmatricolazione del veicolo in Italia o il foglio di via per condurlo fuori dai transiti di confine, l’intestatario del veicolo dovrà pagare una multa da euro 712 a euro 2.848.

Gli agenti che accertano l’infrazione si occuperanno di ritirare il documento di circolazione rilasciato nello Stato estero e di trasmetterlo al competente ufficio della Motorizzazione civile. Ordineranno, dunque, la cessazione della circolazione è il trasporto e il deposito del veicolo in un luogo non di pubblico passaggio.

Entro 180 giorni dall’accertamento, bisognerà richiedere la immatricolazione in Italia o il foglio di via. Altrimenti, infatti, si procederà con la confisca del veicolo.

L’art. 132 del codice della strada, infine, prevede anche la sanzione della interdizione all'accesso sul territorio nazionale.



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