Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 133 codice della strada: Sigla distintiva dello Stato di immatricolazione

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1. Gli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi immatricolati in uno Stato estero, quando circolano in Italia, devono essere muniti posteriormente della sigla distintiva dello Stato di origine.

2. La sigla deve essere conforme alle disposizioni delle convenzioni internazionali.

3. Sugli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi sia nazionali che stranieri che circolano in Italia è vietato l’uso di sigla diversa da quella dello Stato di immatricolazione del veicolo.

4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 84 a euro 335.

Commento

COMMENTO

Supponiamo che, per cercare di risparmiare qualcosina oppure perché vivi e lavori fuori dall’Italia, tu abbia acquistato e immatricolato la tua nuova macchina all’estero. In proposito, devi sapere che la legge ti consente di circolare in Italia con un veicolo immatricolato all’estero solo per un periodo di tempo limitato. In particolare:

  • se sei residente in Italia, potrai circolare per un periodo massimo di 60 giorni;
  • se non sei residente in Italia, potrai circolare per un periodo massimo di 1 anno.

Trascorso il periodo di 60 giorni per i residenti, o di 1 anno per i non residenti, per continuare a circolare bisognerà rivolgersi al competente ufficio del Dipartimento dei trasporti terrestri per immatricolare la macchina in Italia e ottenere il rilascio della carta di circolazione. Se, invece, non si intende continuare a circolare in Italia, bisognerà chiedere il foglio di via e una targa provvisoria per condurre il veicolo fuori dai transiti di confine.

Ma quali sono le regole che bisogna rispettare per poter circolare con un veicolo immatricolato all’estero durante il periodo di tempo previsto dalla legge? Innanzitutto, bisogna essere muniti del documento di circolazione rilasciato dallo Stato in cui il veicolo è stato immatricolato, ossia un documento equivalente al nostro libretto di circolazione. L’art. 133 del codice della strada, inoltre, impone di applicare sul veicolo una targhetta con la sigla distintiva dello Stato di immatricolazione.

Che cos’è la sigla distintiva dello Stato di immatricolazione?

La sigla distintiva dello Stato di immatricolazione è composta da una, due o tre lettere e serve ad identificare il Paese di origine del veicolo. Per esempio, la sigla distintiva che deve essere applicata su un veicolo immatricolato negli Stati Uniti è “USA”, mentre la sigla distintiva dei veicoli immatricolati in Ucraina è “UA”. La sigla, che apparentemente sembrerebbe non avere alcuna utilità, risulta essere particolarmente importante per le forze di polizia che devono accertare l’eventuale commissione di infrazioni stradali.

L’art. 133 del codice della strada stabilisce che la sigla deve essere posizionata nella parte posteriore di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi e che è assolutamente vietato circolare con un veicolo su cui è apposta una sigla diversa da quella dello Stato di immatricolazione del veicolo.

Queste regole, ovviamente, non si applicano solo ai veicoli immatricolati all’estero che circolano in Italia. Infatti, se con la tua macchina immatricolata in Italia intendi recarti all’estero, dovrai applicare la sigla distintiva dello Stato italiano, composta dalla sola lettera in maiuscolo “I”.

D’altra parte, l’art. 133 del codice della strada prevede che le sigle distintive devono essere conformi a quanto stabilito nelle apposite convenzioni internazionali, ossia devono avere tutte le caratteristiche (come le dimensioni, il posizionamento, ecc.) indicate in questi accordi tra gli Stati, in modo da avere una regolamentazione comune. In proposito, il regolamento di esecuzione del codice della strada chiarisce che la nostra sigla distintiva deve avere un’altezza minima di 80 mm e uno spessore minimo di 10 mm e deve essere di colore nero su fondo bianco. Inoltre, la sigla potrà essere dipinta direttamente sul veicolo, oppure apposta su targhetta adesiva: in entrambi i casi, comunque, la sigla dovrà essere collocata su una superficie verticale nella parte posteriore del veicolo.

Un’ultima notazione riguarda la circolazione dei veicoli immatricolati in uno Stato dell’Unione Europea. Se con la tua macchina immatricolata in Italia vuoi recarti e circolare in un altro Paese appartenente all’Unione Europea, non è necessario applicare la sigla distintiva dello Stato di origine del veicolo. E lo stesso vale per la circolazione sulle nostre strade di un veicolo immatricolato in uno Stato dell’Unione Europea diverso dall’Italia. Tutti gli Stati dell’Unione Europea, infatti, hanno riconosciuto come segno distintivo dello Stato membro di immatricolazione quello riportato sull'estremità sinistra della targa d'immatricolazione. In pratica, la lettera “I”, posta su sfondo blu sotto le stelle della bandiera dell’Unione, che si trova sull’estremita sinistra dei veicoli immatricolati in Italia, equivale alla sigla distintiva. Ma, attenzione: il segno distintivo sulla targa non vale al di fuori dei confini dell’Unione Europea.

Quali sono le sanzioni previste dall’art. 133 del codice della strada?

L’art. 133 del codice della strada sanziona con il pagamento di una somma da 87 euro a 345 euro chiunque:

  • circola in Italia con un veicolo immatricolato all’estero senza la prescritta sigla distintiva dello Stato di immatricolazione;
  • circola con un veicolo sul quale è apposta una sigla distintiva diversa da quella dello Stato di immatricolazione;
  • circola con un veicolo sul quale è apposta una sigla distintiva dello Stato di immatricolazione non conforme a quanto stabilito dalle convenzioni internazionali e dalla legge in generale.



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