Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 134 codice della strada: Circolazione di autoveicoli e motoveicoli appartenenti a cittadini italiani residenti all’estero o a stranieri

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1. Agli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi importati temporaneamente o nuovi di fabbrica acquistati per l’esportazione, che abbiano già adempiuto alle formalità doganali, se prescritte, e appartengano a cittadini italiani residenti all’estero o a stranieri che sono di passaggio, sono rilasciate una carta di circolazione della durata massima di un anno, salvo eventuale proroga, e una speciale targa di riconoscimento, come stabilito nel regolamento.

1-bis. Al di fuori dei casi previsti dal comma 1, gli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi immatricolati in uno Stato estero o acquistati in Italia ed appartenenti a cittadini italiani residenti all’estero ed iscritti all’Anagrafe italiani residenti all’estero (A.I.R.E.) e gli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi immatricolati in uno Stato dell’Unione europea o acquistati in Italia ed appartenenti a cittadini comunitari o persone giuridiche costituite in uno dei Paesi dell’Unione europea che abbiano, comunque, un rapporto stabile con il territorio italiano, sono immatricolati, a richiesta, secondo le norme previste dall’articolo 93, a condizione che al momento dell’immatricolazione l’intestatario dichiari un domicilio legale presso una persona fisica residente in Italia o presso uno dei soggetti di cui alla legge 8 agosto 1991, n. 264. (1)

2. Chiunque circola con la carta di circolazione di cui al comma 1 scaduta di validità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 84 a euro 335. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI . La sanzione accessoria non si applica qualora al veicolo, successivamente all’accertamento, venga rilasciata la carta di circolazione, ai sensi dell’articolo 93. (2).

(1) Comma inserito dalla legge n. 214 del 1° agosto 2003, di conv. del decreto-legge n. 151/2003, così come modificato dall’articolo 25 della Legge 25 gennaio 2006, n. 29 (G.U. n. 32 dell’8 febbraio 2006 – Suppl. Ord.n. 34). (2) Comma modificato dal decreto-legge n. 151/2003, conv. con legge n. 214 del 1° agosto 2003.

Commento

Supponiamo che tu sia un cittadino italiano residente all’estero e, in particolare, in uno Stato extra UE come, per esempio, la Cina. Hai appena comprato e immatricolato la tua macchina nuova in Cina, anche se stai pensando di portarla in Italia per il lungo periodo di vacanza che trascorrerai qui con la tua famiglia: praticamente, possiamo dire che stai pensando di importare temporaneamente la tua macchina in Italia.

Come certamente saprai, quando si importa un bene da uno Stato che non appartiene all’Unione Europea bisognerebbe  assolvere tutti gli adempimenti doganali, compreso il pagamento dei dazi e di tutte le altre imposte. Nel tuo caso, tuttavia, potresti chiedere di essere ammesso al regime di importazione temporanea, ossia potresti chiedere l’autorizzazione ad usare la tua macchina - immatricolata nello Stato in cui sei residente - in Italia, con l’esenzione totale o parziale dei dazi dovuti per l’importazione, senza altri oneri, pur con alcuni limiti relativi, per esempio, ai soggetti che possono guidare il veicolo.

Risolto il problema doganale, tuttavia, bisogna considerare quali sono le regole relative alla circolazione dei veicoli. In effetti, il codice della strada [1] prevede che per poter circolare dovresti essere munito della carta di circolazione; inoltre, autoveicoli, motoveicoli e rimorchi per circolare dovrebbero essere immatricolati presso il Dipartimento per i trasporti terrestri. Ma la carta di circolazione e l’immatricolazione presso il Dipartimento per i trasporti terrestri sono necessari anche se la macchina sarà importata solo temporaneamente in Italia? In proposito, l’art. 134 del codice della strada si occupa proprio di stabilire quali sono le regole per la circolazione di autoveicoli e motoveicoli appartenenti a cittadini italiani residenti all'estero o a stranieri.

Quali sono le regole per la circolazione dei veicoli appartenenti a cittadini italiani residenti all’estero o a stranieri?

Innanzitutto, dobbiamo chiarire che l’art. 134 del codice della strada non si riferisce solo alla circolazione in Italia di autoveicoli e motoveicoli di cittadini italiani residenti in uno Stato extra UE. La norma, infatti, si riferisce anche agli autoveicoli e ai motoveicoli che appartengono a cittadini stranieri di passaggio in Italia.

Le regole, inoltre, non si applicano solo ai veicoli immatricolati all’estero che sono temporaneamente importate in Italia, come nell’esempio che abbiamo fatto all’inizio. Le regole, infatti, si applicano anche ai veicoli nuovi di fabbrica acquistati in Italia e destinati all’esportazione.

Fatta questa premessa, cerchiamo di capire quali sono le regole dettate dall’art. 134 del codice della strada. In particolare, per la circolazione di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi importati temporaneamente o nuovi di fabbrica acquistati per l'esportazione, e appartengano a cittadini italiani residenti all'estero o a stranieri che sono di passaggio in Italia, occorre:

  •  una carta di circolazione della durata massima di un anno, salvo eventuale proroga;
  • una speciale targa di riconoscimento (“targa EE”).

In alcuni casi, tuttavia, è possibile immatricolare il veicolo in Italia anche se si è residenti all’estero. In particolare, è possibile l’immatricolazione in Italia di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi:

  • immatricolati in uno Stato dell’Unione Europea oppure acquistati in Italia ed appartenenti a cittadini comunitari o a persone giuridiche (come le società commerciali, per esempio) costituite in uno dei Paesi dell’Unione europea che abbiano, comunque, un rapporto stabile con il territorio italiano;
  • immatricolati in un Paese extra U.E. oppure  acquistati in Italia ed appartenenti a cittadini italiani residenti all’estero (in un Paese extra U.E.) ed iscritti all’Anagrafe italiani residenti all’estero (A.I.R.E.).

In questi ultimi casi, per l’immatricolazione bisogna rivolgersi al competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri, che si occupa anche di rilasciasciare la carta di circolazione.

Quali sono le sanzioni previste dall’art. 134 del codice della strada?

L’art. 134 del codice della strada sanziona chiunque circola con la carta di circolazione rilasciata per la circolazione di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi importati temporaneamente o nuovi di fabbrica acquistati per l'esportazione, che appartengano a cittadini italiani residenti all'estero o a stranieri che sono di passaggio in Italia, scaduta di validità. La sanzione prevista dall’art. 134 del codice della strada consiste nel pagamento di una somma da 83 euro a 333 euro. È prevista, inoltre, l’ulteriore applicazione della sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo.

A proposito della confisca del veicolo, questa sanzione accessoria non si applica nel caso in cui, dopo che gli organi di polizia stradale competenti hanno accertato che la speciale carta di circolazione era scaduta,  il Dipartimento per i trasporti terrestri rilascia la carta di circolazione di cui devono essere normalmente muniti tutti i veicoli che circolano in Italia.



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