Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 145 codice della strada: Precedenza

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1.  I conducenti, approssimandosi ad una intersezione, devono usare la massima prudenza al fine di evitare incidenti.
2.  Quando due veicoli stanno per impegnare una intersezione, ovvero laddove le loro traiettorie stiano comunque per intersecarsi, si ha l’obbligo di dare la precedenza a chi proviene da destra, salvo diversa segnalazione.
3.  Negli attraversamenti di linee ferroviarie e tramviarie i conducenti hanno l’obbligo di dare la precedenza ai veicoli circolanti su rotaie, salvo diversa segnalazione.
4.  I conducenti devono dare la precedenza agli altri veicoli nelle intersezioni nelle quali sia così stabilito dall’autorità̀ competente ai sensi dell’art. 37 e la prescrizione sia resa nota con apposito segnale.
5.  I conducenti sono tenuti a fermarsi in corrispondenza della striscia di arresto, prima di immettersi nella intersezione, quando sia così stabilito dall’autorità̀ competente ai sensi dell’art. 37 e la prescrizione sia resa nota con apposito segnale.
6.  Negli sbocchi su strada da luoghi non soggetti a pubblico passaggio i conducenti hanno l’obbligo di arrestarsi a dare la precedenza a chi circola sulla strada.
7.  E’ vietato impegnare una intersezione o un attraversamento di linee ferroviarie o tramviarie quando il conducente non ha la possibilità̀ di proseguire e sgombrare in breve tempo l’area di manovra in modo da consentire il transito dei veicoli provenienti da altre direzioni.
8.  Negli sbocchi su strada di sentieri, tratturi, mulattiere e piste ciclabili è fatto obbligo al conducente di arrestarsi e dare la precedenza a chi circola sulla strada. L’obbligo sussiste anche se le caratteristiche di dette vie variano nell’immediata prossimità̀ dello sbocco sulla strada.
9.  I conducenti di veicoli su rotaia devono rispettare i segnali negativi della precedenza.
10.  Chiunque viola le disposizioni di cui al presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 163 ad euro 652..
11.  Quando lo stesso soggetto sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al comma 10 per almeno due volte, all’ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.

COMMENTO

L’articolo 145 del Codice della Strada regolamenta il comportamento di un automobilista quando il suo percorso incrocia quello di altri veicoli. Stabilisce che il conducente avvicinandosi a un incrocio deve, innanzitutto, usare la massima prudenza in modo da essere pronto a reagire ad ogni evenienza e poi, se non ci sono altri segnali, ha l’obbligo di dare sempre la precedenza a chi proviene da destra e ai veicoli che procedono su rotaie. Il tema delle precedenze è uno dei più sentiti dagli automobilisti i cui diverbi hanno molto spesso origine proprio da precedenze non concesse. L’articolo 145 è molto chiaro: se non sono presenti altre segnalazioni bisogna sempre concedere la precedenza a chi viene da destra, ai veicoli circolanti su rotaia e, se si proviene da un sentiero o da una strada privata, ai veicoli che circolano sulla strada pubblica incrociata. Se è presente il segnale di stop è necessario fermarsi e non soltanto rallentare. Infine è vietato occupare più del tempo strettamente necessario al passaggio un incrocio o un attraversamento di linee ferroviarie o tramviarie.

Le sanzioni per il mancato rispetto delle regole sulle precedenze vanno dai 163 ai 652 euro ed è previsto che, se questa violazione viene ripetuta per due volte in due anni, ci sia la sospensione della patente per un periodo variabile da uno a tre mesi. La violazione delle norme sulla precedenza comporta anche la decurtazione di punti dalla patente: 6 punti in caso di mancato arresto al segnale di stop e 5 punti negli altri casi di mancata precedenza. Per i neopatentati, cioè per coloro che compiono la violazione entro i primi 3 anni dal rilascio della patente, i punti tolti sono raddoppiati.

In quali casi si può impugnare una multa per l’articolo 145

L’articolo 145 del codice della strada regola una materia che può avere conseguenze molto gravi; è quindi opportuno tenere un comportamento ligio alle indicazioni che vi sono comprese. Tuttavia, in alcuni casi si possono verificare delle problematiche, come quella risolta con una sentenza [1] del Giudice di Pace di Foggia. Quest’ultimo è stato chiamato a pronunciarsi sul ricorso verso una multa determinata dal verificarsi di un incidente in corrispondenza di un incrocio in cui un’autovettura aveva compiuto una manovra di svolta senza attivare gli indicatori di direzione. Il ricorrente non aveva potuto evitare l’impatto e, pur non avendo colpa dell’accaduto, era stato multato perché non aveva posto la massima prudenza. Il Giudice di Pace ha accolto il ricorso ritenendo impossibile verificare la correttezza del ragionamento che ha portato gli agenti a considerare che non ci sia stata la massima prudenza citata nell’articolo del codice.

Giurisprudenza

Molto interessante è una sentenza della Corte d’Appello di Milano del 2017 con la quale viene superato il principio di distribuzione della responsabilità, cioè il concorso di colpa, previsto dall’articolo 2054 del Codice Civile che dice che quando avviene uno scontro tra veicoli si presume, se non esiste un’oggettiva prova contraria, che la responsabilità sia divisa ugualmente tra tutti i conducenti dei veicoli interessati. La Corte d’Appello di Milano, chiamata a valutare il ricorso del conducente di un ciclomotore ritenuto responsabile, in primo grado, della collisione con un’autovettura a cui non aveva dato la spettante precedenza. L’uomo ha presentato ricorso in base al fatto che l’automobilista teneva una velocità elevata e che non era stato applicato il principio della condivisione della responsabilità. La Corte ha respinto tale ricorso sostenendo che la manovra di immissione nel traffico da parte del conducente del ciclomotore, essendo una manovra di grande pericolosità, deve essere effettuata con un’attenzione e una prudenza esercitate a livelli massimi. Ciò non è stato fatto e, quindi, ogni altra considerazione non è rilevante.

Sentenza n. 988/2017 dell’8-03-2017 della Corte d’Appello di Milano

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La Corte di Cassazione ha ribadito di recente con la sentenza n. 3696/2018 che, in caso di incidente che si verifica a un incrocio, non è sufficiente avere la precedenza perché non ci sia la condivisione della responsabilità, ma è anche necessario che si possa dimostrare di aver agito con la massima prudenza applicabile in quelle determinate condizioni. Quindi, anche chi, in un certo percorso stradale, ha la precedenza poniamo su tutte le strade che si intersecano con la propria, ha l’obbligo di affrontare ogni incrocio con la massima prudenza possibile se vuole evitare il concorso di colpa in un eventuale incidente.

Sentenza n. 3696/2018 del 15.02.2018 della Corte di Cassazione

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L’ultima osservazione è a proposito della cosiddetta precedenza di fatto, che consiste nel diritto di precedenza acquisito da chi, pur provenendo ad esempio da sinistra, occupa l’incrocio con un anticipo temporale così grande da determinare un attraversamento del tutto sicuro. In tal caso chi proviene da destra deve lasciar sfilare l’altro veicolo, assumendo una velocità tale da consentire un passaggio in sicurezza. La Corte di Cassazione ha ribadito la corretta regolamentazione in una sentenza, respingendo il ricorso di un automobilista che non aveva rispettato un segnale di stop e che accusava la sua controparte di aver avuto una velocità eccessiva. Il secondo automobilista aveva cercato di frenare ma non gli era stato possibile evitare l’urto. La Corte ha confermato soltanto il concorso di colpa, indicando che la precedenza di fatto si realizza solo se l’attraversamento avviene in totale sicurezza e l’altro veicolo non è costretto a manovre di emergenza.

Sentenza n. 27989/2017 della Corte di Cassazione

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Note

[1] Sentenza del Giudice di Pace di Foggia N. 282/2014 del 26-03-2014



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