Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 150 codice della strada: Incrocio tra veicoli nei passaggi ingombrati o su strade di montagna

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1. Quando l’incrocio non sia possibile a causa di lavori, veicoli fermi o altri ostacoli, il conducente, il cui senso di marcia è ostacolato e non può tenersi vicino al margine destro della carreggiata, deve arrestarsi per lasciar passare i veicoli che provengono in senso inverso.

2. Sulle strade di montagna o comunque a forte pendenza, se l’incrocio con altri veicoli è malagevole o impossibile, il conducente che procede in discesa deve arrestarsi e accostarsi quanto più possibile al margine destro della carreggiata o spostarsi sulla piazzola, ove esista. Tuttavia, se il conducente che procede in salita dispone di una piazzola deve arrestarsi su di essa, se la strada è tanto stretta da rendere altrimenti necessaria la manovra di retromarcia.

3. Quando la manovra di retromarcia si rende necessaria, i complessi di veicoli hanno la precedenza rispetto agli altri veicoli; i veicoli di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t rispetto a quelli di massa complessiva a pieno carico fino a 3,5 t; gli autobus rispetto agli autocarri. Se si tratta di veicoli appartenenti entrambi alla medesima categoria tra quelle suddette, la retromarcia deve essere eseguita dal conducente del veicolo che procede in discesa, a meno che non sia manifestamente più agevole per il conducente del veicolo che procede in salita, in particolare se quest’ultimo si trovi in prossimità di una piazzola.

4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 168.

5. Alla violazione delle disposizioni del presente articolo si applica l’art. 149, commi 5 e 6 .

Commento

L'articolo 150 del Codice della Strada regola tutti i comportamenti da tenere in presenza di ostacoli lungo la strada, carreggiate ostruite e strade di montagna, lungo le quali non possono circolare due veicoli contemporaneamente. Il primo comma si riferisce alle situazioni che tutti noi possiamo facilmente incontrare ogni giorno: strade in cui uno dei sensi di marcia è bloccato, a causa di lavori, veicoli fermi o impedimenti di altro tipo. In tutti questi casi, se il veicolo che procede nel senso di marcia ingombrato non può tenersi vicino al margine destro della carreggiata, deve fermarsi e lasciar passare i veicoli provenienti dal lato opposto. Esempi comuni di queste situazioni sono le strade ostruite per il rifacimento del manto stradale, per la chiusura di buche o la riparazione di marciapiedi.

Il secondo comma regola la condotta da tenere sulle strade di montagna o comunque in discesa: se il passaggio di più veicoli per volta è impossibile, il veicolo che procede in discesa deve fermarsi e avvicinarsi il più possibile al margine destro della strada o, se c'è, spostarsi sulla piazzola. Se il veicolo che procede in salita ha a disposizione una piazzola, allora è questo ad avere l'obbligo di fermarsi e utilizzarla (in caso la strada sia così stretta da rendere necessaria la retromarcia).

Il terzo comma si occupa di specificare chi ha la precedenza, in base al tipo di veicolo guidato. Quando è necessario fare retromarcia, i complessi di veicoli hanno la precedenza rispetto agli altri; i veicoli di peso complessivo a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate passano prima di quelli più leggeri; lo stesso vale per gli autobus, rispetto ai normali autocarri. Ad esempio, in caso un'automobile e un Tir si trovassero su una stretta stradina di montagna, toccherebbe all'auto fare la retromarcia per permettere al Tir di passare per primo: questa norma si basa sul fatto che, per i veicoli più piccoli e leggeri, è più semplice e sicuro fare manovre poco comuni. Nel caso, invece, di due veicoli della stessa categoria, la retromarcia dovrà essere eseguita dal conducente che procede in discesa (a meno che l'altro veicolo non possa farla in modo più agevole o non abbia a disposizione una piazzola).

Le sanzioni

Il quarto e quinto comma dell'articolo spiegano a quali provvedimenti vanno incontro i trasgressori. A seconda della gravità dell'infrazione, le sanzioni aumentano. Ad esempio, se si violano le disposizioni indicate sopra ma non si hanno conseguenze (come incidenti o feriti), la multa varia da €41 a €168. Se invece l'infrazione porta a un incidente con gravi danni ai veicoli, la sanzione amministrativa sale a un importo che oscilla tra €80 e €335. Inoltre, se lo stesso conducente viola il quinto comma dell'art. 149 per almeno due volte in due anni, oltre a dover pagare la multa pecuniaria si vedrà anche sospendere la patente di guida per un periodo da 1 a 3 mesi. Infine, nel peggior caso possibile, in cui l'infrazione comporta il ferimento grave di una o più persone, la sanzione va da €419 a €1682 (a meno che il guidatore non debba affrontare le sanzioni penali previste per i delitti di lesioni colpose o omicidio colposo).

Come impugnare una sanzione

Prima di contestare una multa, è meglio chiedere al tuo buon senso se davvero ne vale la pena. Spesso, infatti, una piccola contestazione non è sufficiente per ottenere un annullamento, così ti devi imbarcare in un'impresa che costerà di più di quanto risparmierai dalla sanzione. Tuttavia, se sei deciso a continuare, devi sapere che la sanzione deve avere determinati vizi di forma per far sì che la tua contestazione vada a buon fine. I più comuni sono quelli fatti dalle autorità nella compilazione del verbale: ad esempio, indicazione scorretta delle generalità del trasgressore o del veicolo (modello, targa, marca...); di data e/o ora dell'infrazione; della norma che sarebbe stata violata o, ancora, dell'importo da pagare. Inoltre, puoi impugnare la sanzione anche nei casi in cui la violazione sia stata commessa dal precedente proprietario dell'auto, oppure sia una doppia multa per la stessa infrazione.

Per ottenere l'annullamento della multa, devi rivolgerti all'ufficio che l'ha emessa. In questo modo, si riducono i tempi e le formalità burocratiche tipiche della Pubblica Amministrazione. Tuttavia, se non dovessi ricevere da questo ufficio una risposta soddisfacente, puoi fare ricorso al Giudice di Pace (molti automobilisti lo fanno). Per questa fase, non è necessaria la presenza di un avvocato difensore. Se il giudice rigetta l'atto, allora l'assistenza legale sarà indispensabile. Per questo motivo è utile consultare un professionista, prima di iniziare l'iter di contestazione. Questo tipo di ricorso è valido solo se la multa non è stata pagata; si può presentare entro 30 giorni dalla data di contestazione della sanzione o (se diversa) dalla data di notifica del verbale di accertamento. Se il verbale viene consegnato su strada, il termine inizia a decorrere dal giorno seguente [1]. Nel caso in cui ti sia arrivata una cartella esattoriale per una sanzione che non ti è mai stata notificata, leggi questo articolo per sapere come comportarti.

[1] D. Lgs. 150/2011.

Giurisprudenza annotata

In questa nota, i giudici della Cassazione spiegano i doveri degli automobilisti coinvolti in incidenti dovuti a una precedenza non data, in cui è probabile la corresponsabilità. Infatti, entrambe le parti hanno qualcosa da dimostrare: il conducente che non ha dato la precedenza deve provare che l'incidente sia stato provocato da un caso fortuito o da altri eventi che escludono il nesso di causa-effetto tra la sua condotta e l'incidente; dall'altra parte, il conducente che ha subìto la collisione deve dimostrare di aver attuato ogni manovra o condotta possibile per evitare l'impatto, ma anche che i danni lamentati siano stati causati proprio da quello scontro. Se queste circostanze non vengono provate, entrambe le parti si accollano la metà dei danni prodotti dall'incidente. Inoltre, questa nota coglie l'occasione per ribadire quanto sia importante usare sempre il massimo grado di prudenza, cautela e avvedutezza nei crocevia e nelle altre situazioni in cui si pone il problema della precedenza.

Cassazione civile sezione III, n. 12976/2012 del 24.07.2012.

Questa sentenza decide un caso in cui la corresponsabilità è esclusa. Infatti, il conducente che, partendo da una stradina privata, si immette in una strada principale (che ha sempre la precedenza) non solo ha l'obbligo di non rendere pericolosa la circolazione, ma ha anche quello di prestare la massima attenzione. In mancanza di uno o più di questi accorgimenti, la corresponsabilità decade, escludendo il soggetto danneggiato dagli oneri di prova sopra citati (e dandogli diritto a un risarcimento). Inoltre, ovviamente, il conducente colpevole perde ogni diritto a essere risarcito dall'assicurazione. Nella fattispecie, un motociclo partito da una piccola via privata si era immesso nella strada principale senza dare la precedenza, causando un incidente con un'auto.

Corte d'Appello di Milano sent. n. 988/2017.



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