Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 16 codice della strada: Fasce di rispetto in rettilineo ed aree di visibilità nelle intersezioni fuori dei centri abitati

codice-della-strada

Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



Art. 16 C.d.S. Fasce di rispetto in rettilineo ed aree di visibilità nelle intersezioni fuori dei centri abitati.

1. Ai proprietari o aventi diritto dei fondi confinanti con le proprietà stradali fuori dei centri abitati è vietato:
a) aprire canali, fossi ed eseguire qualunque escavazione nei terreni laterali alle strade;
b) costruire, ricostruire o ampliare, lateralmente alle strade, edificazioni di qualsiasi tipo e materiale;
c) impiantare alberi lateralmente alle strade, siepi vive o piantagioni ovvero recinzioni.
Il regolamento, in relazione alla tipologia dei divieti indicati, alla classificazione di cui all’art. 2, comma 2, nonché alle strade vicinali, determina le distanze dal confine stradale entro le quali vigono i divieti di cui sopra, prevedendo, altresì, una particolare disciplina per le aree fuori dai centri abitati ma entro le zone previste come edificabili o trasformabili dagli strumenti urbanistici. Restano comunque ferme le disposizioni di cui agli articoli 892 e 893 del codice civile.
2. In corrispondenza di intersezioni stradali a raso, alle fasce di rispetto indicate nel comma 1, lettere b) e c), devesi aggiungere l’area di visibilità determinata dal triangolo avente due lati sugli allineamenti delimitanti le fasce di rispetto, la cui lunghezza misurata a partire dal punto di intersezione degli allineamenti stessi sia pari al doppio delle distanze stabilite nel regolamento, e il terzo lato costituito dal segmento congiungente i punti estremi.
3. In corrispondenza e all’interno degli svincoli è vietata la costruzione di ogni genere di manufatti in elevazione e le fasce di rispetto da associare alle rampe esterne devono essere quelle relative alla categoria di strada di minore importanza tra quelle che si intersecano.
4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e del regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 169 ad euro 680.
5. La violazione delle suddette disposizioni importa la sanzione amministrativa accessoria dell’obbligo per l’autore della violazione stessa del ripristino dei luoghi a proprie spese, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.

Commento:

L’articolo in commento apre ad una serie di disposizioni dedicate alla regolamentazione delle cosiddette “fasce di rispetto”. Si tratta di quelle strisce di terreno confinanti con la strada, esterne allo spazio dedicato al transito di veicoli e pedoni, sulle quali sono poste delle limitazioni alla realizzazione di qualsiasi manufatto, cioè di qualsiasi struttura che venga eretta dall’uomo o comunque da esso venga creata. Si tratta, in termini tecnici, di vincoli al potere dei soggetti proprietari i quali non possono porre in essere costruzioni, recinzioni, piantagioni, depositi, ecc [1].
Nella sostanza il legislatore ha voluto creare una zona di protezione a tutela della circolazione. Non dimentichiamoci che il codice della strada si pone l’obiettivo di fornire una garanzia all’incolumità delle persone, che siano automobilisti o meno. Il divieto di costruire in questi spazi, che si traduce in una forte limitazione del diritto dei proprietari, ha proprio lo scopo di aumentare la sicurezza di chi usufruisce della strada. Infatti, le costruzioni troppo vicine alla carreggiata, o gli alberi, potrebbero ostruire la visibilità e non consentire manovre di emergenza, come una brusca sterzata in caso di pericolo.

Poniamo il caso che un soggeto sia proprietario di un terreno prospicente la strada, sul quale è presente anche una villetta adibita a casa di campagna e residenza estiva. È normale che su quei beni venga investito anche del denaro, magari arricchendo il giardino di alberi e mettendo al riparo la proprietà dagli estranei costruendo una recinzione e una siepe per tenere lontani gli occhi indiscreti.
Ebbene, l’articolo 16, di cui ci stiamo occupando, prende in considerazione le fasce di rispetto nei rettilinei (cioè nei tratti di strada privi di curve) situati fuori dai centri abitati e, nello specifico, vieta:
– di aprire canali e fossi per la gestione delle acque;
– di procedere a lavori di escavazione nei terreni confinanti la strada;
– di costruire qualsiasi manufatto in qualsiasi materiale, comprese le recinzioni (ciò vale anche per le ristrutturazioni, le ricostruzioni e gli ampliamenti della volumetria delle strutture già esistenti);
– di piantare alberi o siepi.
La giurisprudenza del Consiglio di Stato si è occupata delle ragioni che hanno spinto il legislatore a creare queste fasce di rispetto ed ha concluso che il motivo è da ricercare nel voler evitare che risulti in qualche modo ristretta la circolazione [2]. Si pensi a degli alberi posti ai margini della strada, che crescendo potrebbero rendere difficile la visuale a causa delle ramificazioni delle chiome. O, ancora, alla possibilità che le radici vadano a danneggiare la carreggiata causando delle crepe e degli avvallamenti pericolosi.
La giurisprudenza si è occupata della questione anche da un punto di vista definitorio. In particolare del significato da dare al termine “costruzione”, vietata dal codice nelle fasce di rispetto. Addirittura è stato stabilito che viola l’articolo 16 la pavimentazione posata sulla fascia di rispetto. Il fatto che sia vietata la costruzione con qualsiasi tipo di materiale vuol dire che anche il semplice deposito di materiale a cielo aperto, come delle mattonelle, costituisce un’edificazione [3].
Nel caso in cui il proprio terreno si trovi in corrispondenza degli incroci a raso (cioè quelli senza rampe di accesso, come in autostrada), il codice stabilisce che le suddette limitazioni valgono, oltre che nelle fasce di rispetto, anche negli spazi necessari a favorire l’individuazione di eventuali mezzi in transito sull’incrocio. Si tratta delle cosiddette aree di visibilità.
È il regolamento di esecuzione del codice della strada a stabilire le distanze che devono essere rispettate dai proprietari. Indica, quindi, lo spazio che concretamente va a costituire le fasce di rispetto.
In particolare, fuori dai centri abitati:
– nell’aprire canali, fossi o nell’eseguire qualsiasi escavazione lateralmente alle strade la distanza dalla strada non può essere inferiore alla profondità dei canali, fossi od escavazioni stesse, ed in ogni caso non può essere inferiore a 3 m;
– nelle nuove costruzioni, nelle ricostruzioni conseguenti a demolizioni integrali o negli ampliamenti non possono essere inferiori a 60 m dalle autotrade, 40 m dalle strade rxtraurbane principali, 30 m dalle strade extraurbane secondarie, 20 m dalle strade locali, 10 m per le strade vicinali;
– nella costruzione o ricostruzione di muri di cinta le distanze devono essere di 5 m dalle autostrade e strade extraurbane principali, 3 m dalle strade extraurbane secondarie e dalle strade vicinali;
– nell’impiantare alberi la distanza non può essere inferiore alla massima altezza raggiungibile dalla pianta e comunque non inferiore a 6 m;
– nell’impiantare siepi, tenute ad altezza non superiore ad 1 m sul terreno (e la regola vale anche per le recinzioni della stessa altezza), la distanza non può essere inferiore a 1 m; per le siepi o piantagioni di altezza superiore ad 1 m (valevole anche per le recinzioni della medesima altezza) sul terreno la distanza non può essere inferiore a 3 m.
Tali prescrizioni non si applicano alle opere e colture che erano già presenti prima della realizzazione della strada. [4]
Infine l’articolo stabilisce le necessarie sanzioni per chi violi i divieti prescritti. Chiunque costruisce edifici o comunque non si attiene agli obblighi e divieti che derivano dall’essere proprietario del terreno che rientri nelle fasce di rispetto ai bordi delle strade in rettilineo e fuori dai centri abitati è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro che va da € 169 ad € 680 e sarà costretto anche a ripristinare i luoghi a proprie spese.
Ma a chi sono realmente rivolti questi divieti? Cioè, chi rischia di essere sanzionato per non aver rispettato le prescrizioni del codice?
L’articolo chiama in causa soltanto i proprietari e gli aventi diritto, ovvero coloro che hanno a pieno titolo un potere sul bene e coloro che hanno acquistato la proprietà. Ciò vuol dire che solo questi possono essere dichiarati responsabili dell’illecito amministrativo di cui qui si tratta: il proprietario per aver posto in essere le attività vietate e l’avente diritto per il sol fatto di averle acquistate. Inoltre la giurisprudenza ha stabilito che per quanto riguarda la sanzione del ripristino dei luoghi, questa non si può applicare in maniera automatica a coloro che vengono sanzionati pecuniariamente, dovendo, le autorità, accertare che si tratti effettivamente del proprietario o di chi vanta un qualche diritto sul terreno [5].

[1] Art. 3, comma 1, n. 22, codice della strada.
[2] Cons. Stato, Sez. V, sent. n. 4227 del 28/06/2006.
[3] Cons. Stato, Sez IV, sent. n. 1624 del 18/03/2010.
[4] Art. 26 regolamento di esecuzione del codice della strada.
[5] Cass. Civ., Sez. I, sent. n. 9468 del 6/05/2005.



Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA