Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 172 codice della strada: Uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1. Il conducente e i passeggeri dei veicoli della categoria L6e, dotati di carrozzeria chiusa, di cui all’articolo 1, paragrafo 3, lettera a), della direttiva 2002/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 marzo 2002, e dei veicoli delle categorie M1, N1, N2 e N3, di cui all’articolo 47, comma 2, del presente codice, muniti di cintura di sicurezza, hanno l’obbligo di utilizzarle in qualsiasi situazione di marcia. I bambini di statura inferiore a 1,50 m devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, adeguato al loro peso, di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, conformemente ai regolamenti della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite o alle equivalenti direttive comunitarie.
2. Il conducente del veicolo è tenuto ad assicurarsi della persistente efficienza dei dispositivi di cui al comma 1.
3. Sui veicoli delle categorie M1, N1, N2 ed N3 sprovvisti di sistemi di ritenuta: 
a) i bambini di età fino a tre anni non possono viaggiare; 
b) i bambini di età superiore ai tre anni possono occupare un sedile anteriore solo se la loro statura supera 1,50 m.
4. I bambini di statura non superiore a 1,50 m, quando viaggiano negli autoveicoli per il trasporto di persone in servizio pubblico di piazza o negli autoveicoli adibiti al noleggio con conducente, possono non essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, a condizione che non occupino un sedile anteriore e siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore ad anni sedici.
5. I bambini non possono essere trasportati utilizzando un seggiolino di sicurezza rivolto all’indietro su un sedile passeggeri protetto da airbag frontale, a meno che l’airbag medesimo non sia stato disattivato anche in maniera automatica adeguata.
6. Tutti gli occupanti, di età superiore a tre anni, dei veicoli in circolazione delle categorie M2 ed M3 devono utilizzare, quando sono seduti, i sistemi di sicurezza di cui i veicoli stessi sono provvisti. I bambini devono essere assicurati con sistemi di ritenuta per bambini, eventualmente presenti sui veicoli delle categorie M2 ed M3, solo se di tipo omologato secondo quanto previsto al comma 1.
7. I passeggeri dei veicoli delle categorie M2 ed M3 devono essere informati dell’obbligo di utilizzare le cinture di sicurezza, quando sono seduti ed il veicolo è in movimento, mediante cartelli o pittogrammi, conformi al modello figurante nell’allegato alla direttiva 2003/20/CE, apposti in modo ben visibile su ogni sedile. Inoltre, la suddetta informazione può essere fornita dal conducente, dal bigliettaio, dalla persona designata come capogruppo o mediante sistemi audiovisivi quale il video.
8. Sono esentati dall’obbligo di uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini: 
a) gli appartenenti alle forze di polizia e ai corpi di polizia municipale e provinciale nell’espletamento di un servizio di emergenza; 
b) i conducenti e gli addetti dei veicoli del servizio antincendio e sanitario in caso di intervento di emergenza; 
b-bis) i conducenti dei veicoli con allestimenti specifici per la raccolta e per il trasporto di rifiuti e dei veicoli ad uso speciale, quando sono impiegati in attività di igiene ambientale nell’ambito dei centri abitati, comprese le zone industriali e artigianali; 
c) gli appartenenti ai servizi di vigilanza privati regolarmente riconosciuti che effettuano scorte; 
d) gli istruttori di guida quando esplicano le funzioni previste dall’articolo 122, comma 2; 
e) le persone che risultino, sulla base di certificazione rilasciata dalla unità sanitaria locale o dalle competenti autorità di altro Stato membro delle Comunità europee, affette da patologie particolari o che presentino condizioni fisiche che costituiscono controindicazione specifica all’uso dei dispositivi di ritenuta. Tale certificazione deve indicare la durata di validità, deve recare il simbolo previsto nell’articolo 5 della direttiva 91/671/CEE e deve essere esibita su richiesta degli organi di polizia di cui all’articolo 12; 
f) le donne in stato di gravidanza sulla base della certificazione rilasciata dal ginecologo curante che comprovi condizioni di rischio particolari conseguenti all’uso delle cinture di sicurezza; 
g) i passeggeri dei veicoli M2 ed M3 autorizzati al trasporto di passeggeri in piedi ed adibiti al trasporto locale e che circolano in zona urbana; 
h) gli appartenenti alle forze armate nell’espletamento di attività istituzionali nelle situazioni di emergenza.
9. Fino all’8 maggio 2009, sono esentati dall’obbligo di cui al comma 1 i bambini di età inferiore ad anni dieci trasportati in soprannumero sui posti posteriori delle autovetture e degli autoveicoli adibiti al trasporto promiscuo di persone e cose, di cui dell’articolo 169, comma 5, a condizione che siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore ad anni sedici.
10. Chiunque non fa uso dei dispositivi di ritenuta, cioè delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 81 ad euro 326. Quando il mancato uso riguarda il minore, della violazione risponde il conducente ovvero, se presente sul veicolo al momento del fatto, chi è tenuto alla sorveglianza del minore stesso. Quando il conducente sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al presente comma per almeno due volte, all’ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da quindici giorni a due mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.
11. Chiunque, pur facendo uso dei dispositivi di ritenuta, ne altera od ostacola il normale funzionamento degli stessi è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 40 ad euro 163.
12. Chiunque importa o produce per la commercializzazione sul territorio nazionale e chi commercializza dispositivi di ritenuta di tipo non omologato è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 849 ad euro 3.396.
13. I dispositivi di ritenuta di cui al comma 12, ancorché installati sui veicoli, sono soggetti al sequestro ed alla relativa confisca, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.
 

COMMENTO

L’art. 172 del codice della strada, con riguardo a determinate categorie di veicoli (destinate al trasporto di persone o merci), disciplina l’obbligo di utilizzo dei sistemi di ritenuta per la sicurezza personale, che possono distinguersi in due sottoclassi: cinture di sicurezzasistemi di ritenuta per bambini

Dispositivi di sicurezza: cosa sono e come funzionano

Le cinture di sicurezza [1] ed i sistemi di ritenuta per bambini [2] sono molto importanti in materia di sicurezza automobilistica. Si tratta di dispositivi di protezione, ancorati o ancorabili al veicolo, che in caso di incidente stradale o di decelerazione brusca, assicurando il corpo degli occupanti al sedile [3], lo trattengono ed evitano collusioni del conducente o dei passeggeri contro le strutture interne del veicolo (volante, cruscotto, parabrezza, finestrino,ecc.), nonché la proiezione degli stessi fuori dall’abitacolo. 

In relazione ai sistemi di ritenuta la norma detta regole specifiche:

  • bisogna utilizzare dispositivi di sicurezza di tipo omologato, secondo le normative stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (che posseggano, quindi, determinate caratteristiche tecniche per garantire un livello minimo di prestazione);
  • è molto importante che il conducente controlli periodicamente lo stato di usura e di efficienza dei sistemi di sicurezza;
  • bisogna evitare di ostacolarne o alterarne il normale funzionamento (le cinture non devono essere attorcigliate, non devono mai passare sotto il braccio o dietro alla schiena, la stessa cintura non deve essere utilizzata per proteggere più di una persona, non bisogna creare gioco nella cinghia utilizzando ad esempio fermagli o molette per panni che possano allentare la tensione della stessa, non bisogna inserire oggetti nel dispositivo di bloccaggio della cintura, né coprirlo o schiacciarlo).

Su quali veicoli bisogna usare i dispositivi di sicurezza?

La norma in commento prevede l’obbligo dell’uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini con riferimento a determinate categorie di veicoli. Vediamo di quali si tratta:

  • L6 (quadricicli leggeri, dotati di carrozzeria chiusa, come le minicar elettriche);
  • M1 (veicoli destinati al trasporto di persone, aventi, oltre a quello del conducente, al massimo otto posti a sedere, come autovetture ad uso privato, autocaravan, autoveicoli adibiti al trasporto di persone in servizio pubblico di piazza -taxi-, autoveicoli adibiti al noleggio con conducente);
  • M2 (veicoli destinati al trasporto di persone, aventi, oltre a quello del conducente, più di otto posti a sedere, e massa massima non superiore a 5 tonnellate, come i minibus);
  • M3 (veicoli destinati al trasporto di persone, aventi, oltre a quello del conducente, più di otto posti a sedere, e massa massima superiore a 5 tonnellate, come gli autobus);
  • N1, N2 ed N3 (veicoli destinati al trasporto di merci aventi, rispettivamente, massa massima non superiore a 3,5 t., massa massima superiore a 3,5 t. ma inferiore a 12 t., massa massima superiore a 12 t.).

Veicolo privo di sistemi di ritenuta: come comportarsi 

Per capire se bisogna osservare l’obbligo di allacciare le cinture di sicurezza e di utilizzare sistemi di ritenuta per bambini occore fare una distinzione, a seconda che il veicolo sia o meno dotato (o dotabile) di tali dispositivi:

  • l’obbligo sussiste quando il veicolo è dotato sin dall’origine di dispositivi di sicurezza o predisposto con gli appositi agganci per montarli (in questo caso, per non essere sanzionati, è necessario allacciare le cinture di sicurezza presenti sul veicolo o montare sul veicolo stesso dispositivi di ritenuta omologati);
  • nel caso in cui il veicolo, di qualsiasi categoria esso sia, non sia dotato sin dall’origine di sistemi di ritenuta e sia sprovvisto anche dei relativi agganci (come nel caso delle auto d’epoca), si è esonerati dall’obbligo di allacciare le cinture di sicurezza (in questo caso l’inosservanza dell’obbligo non espone a sanzioni) [4]

Chi è tenuto ad osservare l’obbligo?

L’obbligo deve essere osservato da tutte le persone presenti sul veicolo e quindi, non soltanto dal conducente, ma anche dai passeggeri (maggiorenni e minori).

L’obbligo deve essere osservato anche sui sedili posteriori?

La norma prevede che i sistemi di ritenuta devono essere utilizzati in qualsiasi situazione di marcia. Questo significa che l’obbligo di utilizzare le cinture di sicurezza ed i sistemi di ritenuta per bambini deve essere osservato a prescindere dal fatto che i passeggeri occupino i sedili anteriori o quelli posteriori e indipendentemente dalla velocità alla quale viaggi il veicolo e dalle distanze da percorrere (anche ad andatura lenta e per pochi metri le cinture di sicurezza devono essere allacciate). 

Interruzione della marcia: si possono slacciare le cinture di sicurezza?

La Corte di Cassazione [5] ha stabilito che, nel caso di interruzione temporanea della marcia, dovuta ad esigenze di circolazione (coda di veicoli, ingorgo del traffico, casello autostradale, semaforo rosso, passaggio a livello, ecc.), le cinture di sicurezza devono rimanere allacciate, giacché l’uso delle stesse è diretto ad evitare i danni da eventuale tamponamento. 

Come garantire la sicurezza dei bambini sul veicolo?

Per far sì che i bambini viaggino in sicurezza, bisogna utilizzare dispositivi di ritenuta omologati ed adeguati al loro peso e alla loro statura (seggiolini o adattatori). Occorre, in particolare, osservare queste regole:

  • i sistemi di ritenuta per bambini (seggiolini o adattatori) devono essere utilizzati dalla nascita fino a quando il bambino raggiunge un peso pari a 36kg, nonché per i bambini di statura inferiore a 150 centimetri, mentre per i bambini di statura superiore a 150 centimetri possono essere utilizzate le cinture di sicurezza di cui è dotato il veicolo;
  • i bambini di età fino a tre anni non possono viaggiare sui veicoli delle categorie M1, N1, N2 ed N3 (autoveicoli, autocaravan, autocarri leggeri e pesanti), se tali veicoli non sono provvisti di sistemi di ritenuta, mentre quelli di età superiore a tre anni vi possono viaggiare (sul sedile posteriore) e possono occupare il sedile anteriore solo se la loro statura supera i 150 centrimetri;
  • il seggiolino deve essere installato correttamente (nella posizione e nel senso consigliati, disattivando l’airbeg frontale, ancorando saldamente il seggiolino al sedile, verificando che non vi siano parti alterate o mancanti, posizionando e tendendo correttamente le cinture integrate);
  • i bambini non devono essere tenuti in braccio quando il veicolo è in situazione di marcia (quindi, tanto durante la normale marcia, quanto in caso di sosta temporanea per ragioni di circolazione, nel caso in cui il bambino manifesti un’esigenza, bisogna accostare il veicolo appena possibile) e non ci si deve allacciare insieme al bambino con lo stesso dispositivo di ritenuta.

Sugli autobus bisogna allacciare le cinture di sicurezza?

L’obbligo dell’uso dei sistemi di ritenuta deve essere osservato anche sui minibus e sugli autobus che ne siano dotati. In particolare la norma prevede quanto segue:

  • sui veicoli in circolazione rientranti nelle categorie M1 (minibus) ed M2 (autobus), tutti gli occupanti di età superiore a tre anni (quindi sia il conducente che i passeggeri), che viaggiano seduti, devono utilizzare le cinture di sicurezza di cui tali veicoli siano già provvisti. Se vengono trasportati bambini, questi devono essere assicurati con sistemi di ritenuta per bambini di tipo omologato (seggiolini o adattatori) eventualmente presenti sul veicolo (ove non siano presenti, il genitore o chi ne ha la sorveglianza deve accertarsi che il bambino viaggi in sicurezza);
  • per rendere più effettivo l’uso dei sistemi di ritenuta, la norma prevede che i passeggeri dei veicoli delle categorie M2 ed M3 (minibus ed autobus), quando viaggiano seduti ed il veicolo è in movimento, devono essere informati dell’obbligo di utilizzare le cinture di sicurezza presenti sul veicolo. Tale avviso deve essere dato mediante cartelli o pittogrammi (disegni chiari e conformi alle norme) [6] che devono essere affissi in modo visibile su ogni sedile. Il conducente, il bigliettaio o un eventuale capogruppo, possono dare l’avviso anche mediante l’uso di sistemi audiovisivi (altoparlante o monitor su cui trasmettere un video illustrativo).

Rispetto a tali categorie di veicoli è prevista, tuttavia, un’eccezione:

  • l’uso dei dispositivi di sicurezza non è obbligatorio sui veicoli delle categorie M2 ed M3 che siano autorizzati al trasporto di passeggeri in piedi e siano adibiti al trasporto locale, come i minibus e gli autobus che circolano in zona urbana.

Come comportarsi sui taxi e sulle auto a noleggio con conducente?

Anche sulle auto adibite al trasporto di persone in servizio di piazza (taxi) e sulle auto a noleggio con conducente bisogna utilizzare i sistemi di sicurezza, ove siano presenti sul veicolo. Un’eccezione è prevista con riguardo ai bambini di statura inferiore a 150 cm., i quali possono viaggiarvi senza essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, purché occupino i sedili posteriori e siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore a 16 anni.

La cintura di sicurezza procura fastidio o dolore: cosa fare

L’articolo in commento, accanto all’obbligo, prevede delle circostanze in cui si è esonerati dall’uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini. Vediamo di quali casi si tratta:

  • anzitutto la norma prevede l’esenzione dall’obbligo con riguardo a determinate categorie professionali, quando ciò si renda necessario per ragioni legate al servizio prestato (sono esonerati gli apartenententi alle forze di polizia, ai corpi di polizia municipale e alle foze armate nello svolgimento di un servizio di emergenza; i conducenti e gli addetti del servizio antincendio e del servizio sanitario nello svolgimento un intervento di emergenza; i conducenti dei veicoli allestiti per la raccolta di rifiuti e per il loro trasporto e dei veicoli ad uso speciale, quando sono impegnati in attività di igiene ambientale nell’ambito di centri abitati; coloro i quali effettuino scorte nell’ambito di un servizio di vigilanza privato regolarmente riconosciuto; gli istruttori di guida durante le esercitazioni di guida dell’allievo). 
  • la norma esonera poi dall’uso dei dispositivi di ritenuta le persone che si trovino in particolari condizioni fisiche (come le persone di statura inferiore a 150 cm., le persone in sovrappeso, le donne in stato di gravidanza, ecc.) o che siano affette da una patologia (problemi cardiaci, gravi insufficienze respiratorie, problemi di tipo ortopedico, interventi chirurgici nelle zone di appoggio della cintura, ecc.). In tali casi, però, l’esonero non opera in modo automatico ma è subordinato all’ottenimento e all’esibizione alle forze dell’ordine (ove ne facciano richiesta) di una certificazione, rilasciata dall’Asl del proprio territorio o dal ginecologo curante (nel solo caso della gravidanza), che attesti l’incompatibilità della condizione fisica o della patologia con l’uso dei dispositivi di sicurezza [7].

Inosservanza delle regole previste dalla norma: quali sanzioni?

In caso di mancato uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini, la sanzione varia a seconda che a non osservare l’obbligo sia il conducente o il passeggero. In particolare:

  • il mancato uso della cintura di sicurezza da parte del conducente comporta una sanzione amministrativa da €81,00 ad €326,00, in aggiunta alla decurtazione di 5 punti [8] sulla patente,  fino alla sospensione di questa (da 15 giorni a due mesi) se nel periodo di due anni il conducente commettela stessa infrazione per due volte;
  • il mancato uso della cintura da parte del passeggero maggiorenne comporta una sanzione amministrativa pecuniaria (irrogata unicamente al passeggero stesso e non anche al conducente) da €81,00 ad €326,00 (senza decurtazione di punti sulla patente);
  • se il mancato uso dei dispositivi di sicurezza riguarda il passeggero minore, la sanzione viene irrogata al genitore del bambino o a chi ne ha la sorveglianza. Ove questi manchino o coincidano con il conducente del veicolo, la sanzione viene irrogata a quest’ultimo (multa da €81,00 ad €326,00 e decurtazione di 5 punti sulla patente) [9].

L’art. 172 del codice della strada punisce, non soltanto il mancato uso delle cinture di sicurezza, ma anche i casi di:

  • cintura di sicurezza sostituita con un tipo non omologato [10] o cintura di sicurezza allacciata male (la stesse sanzioni previste per il mancato uso dei sistemi di ritenuta);
  • cintura di sicurezza alterata o manomessa (multa da €40,00 ad €163,00 e decurtazione di 5 punti sulla patente)

Sinistro con passeggero a bordo senza cintura di sicurezza: chi paga i danni?

In caso di sinistro, in conseguenza del quale il passeggero a bordo del veicolo subisca delle lesioni, il conducente è ritenuto responsabile penalmente (ove l’incidente dipenda da un suo comportamento imprudente) e civilmente (a prescindere dal fatto che l’incidente dipenda o meno da sua colpa). Il passeggero che riporta lesioni in seguito ad un sinistro stradale, può dunque richiedere il risarcimento dei danni all’assicurazione del veicolo sul quale viaggiava (la quale, eventualmente, potrà rivalersi sull’assicurazione del conducente realmente responsabile). Questa responsabilità si giustifica in ragione del fatto che, come evidenziato dalla Corte di Cassazione [11], in base alle regole di comune diligenza e prudenza, il conducente del veicolo ha l’obbligo di esigere che i passeggeri utilizzino i sistemi di sicurezza presenti sul veicolo stesso, dovendo rifiutarne il trasporto o evitare di intraprendere la marcia, in caso di rifiuto da parte di questi di allacciare le cinture di sicurezza.

Come contestare una multa per mancato uso della cintura?

Nel caso in cui ti capiti di ricevere una multa per mancato uso della cintura di sicurezza e ritieni che questa sia illegittima, puoi contestare il verbale di infrazione e chiederne l’annullamento. I motivi di illegittimità del verbale, e dunque della multa, possono essere diversi. Ne elenchiamo qalcuno:

  • omessa verbalizzazione delle tue dichiarazioni nel verbale di infrazione compilato dall’agente accertatore (in caso di contestazione immediata dell’infrazione) [12];
  • contestazione differita (non immediata) dell’infrazione al di fuori dei casi consentiti dalla legge [13] (ad esempio nel caso in cui vi fossero le condizioni stradali per fermare il veicolo che stavi conducendo ma l’agente accertatore, per pigrizia, non ti ha fermato e ha proceduto comunque alla compilazione del verbale);
  • mancata specificazione, nel verbale di infrazione, delle ragioni di impossibilità della contestazione immediata (in caso di contestazione differita dell’infrazione) [14];
  • insussistenza della violazione (ad esempio, nel caso di contestazione differita dell’infrazione, quando la multa si basi su un errore di percezione visiva delle forze dell’ordine e puoi provarlo tramite testimoni);
  • notifica del verbale, presso la tua residenza, oltre il termine di 90 giorni dall’accertamento dell’infrazione (in caso di contestazione differita);
  • vizi di forma del verbale (mancata o erronea indicazioni di elementi essenziali, quali le generalità  del presunto trasgressore, il tipo di veicolo e la targa, il tempo e il luogo della trasgressione, l’articolo di legge che si assume violato, dati dell’agente accertatore, ecc.).

Per contestare la multa puoi agire attraverso tre distinte procedure:

  • istanza in autotutela, attraverso la quale puoi richiedere, direttamente all’autorità che ha emesso la multa, di riesaminarla ed eventualmente di annullarla. Si tratta di una procedura totalmente gratuita (salvo i costi della raccomandata) e non richiede l’assistenza di un difensore. La richiesta va presentata in carta semplice (con indicazione, oltre che dei dati del richiedente e degli estremi della multa contestata, anche dei motivi per il quali si ritiene che la multa sia illegittima) e può essere trasmessa con raccomandata a/r o tramite posta elettronica certificata. Questo rimedio, però, può essere utilizzato nei seguenti casi: erronea identificazione del presunto trasgressore; errata rilevazione della targa del veicolo; notifica della multa al precedente proprietario del veicolo, nonostante la violazione sia commessa successivamente al passaggio di proprietà; verbale relativo ad un veicolo rispetto al quale sia stata esposta denuncia per furto; doppio verbale per la medesima infrazione. Se l’istanza viene accolta non devi pagare la multa, in caso rigetto (diniego di autotutela), ove i termini non siano scaduti [15], puoi proporre ricorso dinanzi al Prefetto o al Giudice di Pace del luogo ove è stata contestata l’infrazione (ad esempio, se hai la residenza a Napoli ma l’infrazione è stata contestata a Verona, devi rivolgerti al Prefetto o al Giudice di Pace di Verona);
  • ricorso al Prefetto [16], da presentare personalmente o trasmettere con raccomandata a/r (sempre che non sia stato proposto ricorso al Giudice di Pace e la multa non sia stata pagata), entro 60 giorni dalla contestazione dell’infrazione o dalla notifcazione del verbale, direttamente al Prefetto oppure all’ufficio o comando cui appartiene l’organo che ha elevato la multa (che, a sua volta, la trasmetterà al Prefetto). Tale ricorso è gratuito (salvo i costi della raccomandata) e non richiede l’assistenza di un difensore. Il Prefetto dispone di un termine di 120 giorni per rigettare o accogliere l’istanza. In caso di rigetto, emette un’ordinanza di pagamento di una somma pari a circa il doppio della multa originaria (oltre alle spese di accertamento e di notifica), contro la quale può essere presentato ricorso al Giudice di pace entro 30 giorni. In caso di accogliemento, emette un’ordinanza di archiviazione degli atti. Decorso, invece, tale termine senza che il Prefetto si sia pronunciato, il ricorso si intende accolto e non devi pagare la multa;
  • ricorso al Giudice di Pace [17], da presentare entro 30 giorni dalla contestazione o notificazione del verbale (sempre che non sia stato già presentato ricorso al Prefetto e che la multa non sia stata già pagata). Tale ricorso (con il quale si instaura una causa vera e propria), comporta il pagamento del contributo unificato (in base all’importo della multa che si contesta) e di una marca da bollo e, dati i tecniscismi della procedura, rende consigliabile l’assistenza di un difensore. Il ricorso può essere depositato presso la cancelleria del Giudice di Pace adìto oppure può essere inviato tramite raccomandata a/r [18]. Con il ricorso, oltre a chiedere l’annullamento della multa, conviene chiedere anche la sospensione dell’effiacia esecutiva del verbale di infrazione, giacché la proposizione del ricorso non sospende i termini per il pagamento della multa (con il rischio, in attesa che si conlcuda il giudizio, di vederti notificare una cartella di pagamento). Il Giudice di Pace potrà accogliere il rcorso, annullando in tutto o in parte la multa, o rigettare il ricorso (con la possibilità di aumentare l’importo originario della multa entro un tetto massimo), condannando il ricorrente anche al pagamento delle spese del procedimento. Contro il provvedimento del Giudice di Pace si può proporre appello in tribunale (con la necessaria assistenza di un difensore);
  • querela di falso [19], da proporre quando si è assolutamente certi della falsità di quanto attestato nel verbale di infrazione da parte dell’agente accertatore. Il verbale redatto dalle forze dell’ordine in caso di infrazione al codice della strada fa piena prova, fino a querela di falso, di quanto in esso attestato (gode di fede privilegiata, nel senso che si presume sempre vero, salvo che ne venga accertata e dichiarata la falsità a seguito della proposizione della querela di falso). ll fatto che il verbale di contestazione di un’infrazione stradale goda di fede privilegiata, non esclude che le forze dell’ordine possano incorrere in una percezione visiva errata (ad esempio, la struttura del veicolo non consente di vedere bene all’interno dello stesso e può sembrare che il conducente o un passeggero non indossino la cintura di sicurezza). Naturalmente, affinché la multa venga annullata, ove si propronga querela di falso nel procedimento di impunazione del verbale di infrazione, è necessario disporre di prove convincenti (ad esempio ci si può avvelere di testimoni); in caso contrario la multa verrà confermata.

Giurisprudenza

Il conducente di un veicolo è tenuto, in base alle regole della comune diligenza e prudenza, ad esigere che il passeggero indossi la cintura di sicurezza e, in caso di sua renitenza, anche a rifiutarne il trasporto o ad omettere l’intrapresa della marcia. Ciò a prescindere dall’obbligo e dalla sanzione a carico di chi deve fare uso della detta cintura. (Nel caso di specie, la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di condanna nei confronti di un soggetto il quale contestava il nesso di causalità tra la propria condotta imprudente, alla guida del suo veicolo, e la morte del passeggero sbalzato fuori dallo stesso veicolo perché senza cintura di sicurezza, adducendo peraltro l’impossibilità di rendersi conto del fatto che la trasportata non aveva allacciato le cinture di sicurezza a causa del buio).

Cassazione IV penale n.11429 del 09/03/2017

Quando il veicolo è in coda lungo la direttrice di marcia, a causa del traffico o per altro motivo, si realizza una situazione analoga a quella che si verifica in presenza di un semaforo indicante luce rossa: la “sosta”, in queste ipotesi, non esprime una condizione di stasi, ma semplicemente un momentaneo arresto dovuto a contingenze o ad esigenze di sicurezza della circolazione. Questa condizione, in altri termini, proprio in virtù della sua natura temporanea non solo non esclude la circolazione del veicolo, ma anzi la conferma. (La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un soggetto il quale, in una fase di arresto temporaneo del veicolo, veniva colto alla guida senza sicntura di sicurezza. Non accogliendo le argomentazioni del ricorrente, il quale sosteneva che il veicolo fosse in una condizione di staticità, la Corte ha rimarcato che l’obbligo dell’uso della cintura di sicurezza si esplica anche durante una breve sosta nell’ambito di una coda di veicoli, essendo diretto a prevenire il rischio di tamponamento).

Cass. ord. n. 20230/2018 del 31.07.2018

Alcuna responsabilità può essere addebitata al conducente del veicolo investitore, in caso di negligente condotta omissiva (non ovviamente del danneggiato al quale, trattandosi di minore di anni tre non può essere imputata la colposa inosservanza delle norme del Codice della strada, ma) del conducente del veicolo sul quale viaggiava come trasportato lo stesso minore che non ha assicurato il passeggero con il dispositivo di sicurezza previsto. (La Corte di Cassazione, ha confermato la condanna di due genitori, riconoscendoli come responsabili delle lesioni riportate dal figlio minore in seguito ad un tamponamento, subìto dal veicolo sul quale il minore stesso era trasportato, perché non avevano provveduto ad assicurare il figlio con le cinture di sicurezza integrate nel seggiolino. La Corte ha rimarcato come la condotta negligente dei genitori sia stata idonea ad interrompere il nesso di causalità tra la condotta del conducente del veicolo investitore ed il danno sofferto dal bambino, rilevando che ove il minore avesse viaggiato con le cinture di sicurezza allacciate, l’evento lesivo non si sarebbe prodotto).

Cassazione civile, sez. III, ordinanza 13/02/2018 n. 3418

L’esonero dall’uso obbligatorio delle cinture di sicurezza deve essere accertato dalla competente ASL. (La Corte di Cassazione nel caso di specie, in cui il conducente del veicolo, colto senza cinture di sicurezza, esibiva agli agenti accertatori un certificato medico per comprovare la sussistenza di uno stato di necessità incompatibile con l’uso del dispositivo, ha confermato la sentenze di primo e secondo grado, nelle quali si rimarcava che la condizione necessitata avrebbe dovuto emergere da un accertamento condotto dall’Asl, e non da un semplice certificato medico non sufficiente ad escludere la multa).

Cass. sent. n. 20230 del 31.07.2018

In tema di sanzioni amministrative, il verbale di accertamento dell’infrazione fa piena prova, fino a querela di falso, con riguardo ai fatti attestati dal pubblico ufficiale come avvenuti in sua presenza e conosciuti senza alcun margine di apprezzamento, oppure da lui compiuti, nonchè alla provenienza del documento dallo stesso pubblico ufficiale ed alle dichiarazioni delle parti. Non può essere, invece, attribuita la fede privilegiata né ai giudizi valutativi, né alla menzione di quelle circostanze relative ai fatti avvenuti in presenza del pubblico ufficiale che possono risolversi in suoi apprezzamenti personali, perchè mediati attraverso l’occasionale percezione sensoriale di accadimenti che si svolgono così repentinamente da non potersi verificare e controllare secondo un metro obiettivo. (Tali statuizioni sono state espresse dalla Corte di Cassazione in relazione ad un caso in cui veniva comminata una multa al conducente di un veicolo dai vetri oscurati, al quale si contestava il mancato uso della cintura di sicurezza. La rilevazione degli agenti accertatori si basava su quanto gli stessi dichiaravano di aver visto dopo essersi accostati al veicolo in marcia guidato dal conducente multato. Con la sentenza in parola veniva confermata la multa in quanto le prove testimoniali non erano state sufficienti a supportare le ragioni del conducente).

Corte di Cassazione, sez. II civile, sent. n. 26488/08

Qualora sia impossibile procedere alla contestazione immediata, il verbale deve essere notificato al trasgressore entro il termine fissato dall’art. 201 cod. strada (novanta giorni, a seguito della modifica apportata con l’art. 36 della legge n. 120 del 2010, applicabile ratione temporis alla fattispecie in esame), salvo che ricorra l’ipotesi prevista dall’ultima parte del citato art. 201, e cioè che non sia individuabile il luogo dove la notifica deve essere eseguita per mancanza dei relativi dati nel Pubblico registro automobilistico o nell’Archivio nazionale dei veicoli o negli atti dello stato civile. (Con tale sentenza la Corte di Cassazione dichiarava l’illegittimià di una multa notificata oltre il termine di novanta giorni previsto in relazione alla contestazione differita dell’infrazione, non accogliendo le ragioni addotte dall’amministrazione comunale che si giustificava asserendo di aver avuto difficoltà a gestire il numero elevato di violazioni accertate. La Corte ha ribadito che il diritto di difesa del presunto trasgressore non può mai essere compresso).

Corte di Cassazione VI sez. civile n. 7066/2018

Note

[1]  I tipi di cinture di sicurezza che possono essere utilizzati sono: 1. la cintura di sicurezza a due punti o subbaddominale, che fascia solo il bacino ed è dotata di due punti di ancoraggio (è quella utilizzata ad esempio su aerei e pullman); 2. la cintura di sicrezza a tre punti, costituita da una fascia subbaddominale (che costringe il bacino) e da una fascia diagonale (che, passando lungo il torace, tiene fermo il busto) ed è dotata di tre punti di ancoraggio (è quella tipicamente utilizzata sui sedili anteriori e posteriori delle automobili); 3. la cintura di sicurezza a quattro punti o a bretella, costituita da una fascia subbaddominale e da due fasce a bretella (utilizzata ad esempio sugli autoveicoli da competizione o per il trasporto di persone in particolari condizioni fisiche);

[2] I tipi di sistemi di ritenuta per bambini utilizzabili sono: 1. i seggiolini (dispositivi con cinture di sicurezza integrate, ancorabili al sedile del veicolo attraverso appositi connettori da inserire negli agganci presenti tra seduta e schienale del veicolo stesso); 2. gli adattatori, anche noti come cuscini da rialzo o booster (piccoli sedili che, rialzando la seduta del bambino e portandolo alla giusta altezza, consentono l’uso corretto delle cinture di sicurezza di cui è dotato il veicolo);

[3] Il dispositivo che consente alle cinture di sicurezza di funzionare in maniera efficace, è il “pretensionatore” (ormai integrato nei sistemi di sicurezza delle vetture di moderna fabbricazione). Questo dispositivo svolge la funzione di tenere la fascia della cintura di sicurezza in tensione (limitando la mobilità del conducente e dei passeggeri presenti sul veicolo) e di bloccare le cinture in caso di urto (riavvolgendo la cintura, se installato sull’arrotolatore, o tirando la fibbia, se installato sulla fibbia). Se installato sulla fibbia, la pressione della cintura di sicurezza viene esercitata sia sulla fascia addominale che su quella toracica; se installato sull’arrotolatore, la pressione viene esercitata prevalentemente sulla fascia toracica;

[4] L’esenzione dall’obbligo si giustifica in ragione del fatto che montare le cinture di sicurezza, oltre a far perdere valore al veicolo, comprometterebbe la funzionalità degli elementi strutturali del veicolo stesso, sui quali bisognerebbe creare dei fori per installare gli agganci dei dispositivi di ritenuta, a discapito della sicurezza stessa;

[5] Cfr. Corte di Cassazione, Sezione II Civile, ordinanza n. 20230/2018;

[6] I cartelli ed i pittogrammi devono essere conformi al modello figurante nell’allegato alla direttiva 2003/20/CE;

[7] In questi casi è necessaria una valutazione medica affinché, accertata l’inadeguatezza di altri rimedi (ad esempio di un adattatore, della regolazione della lunghezza della cintura o un adattamento del veicolo), riconosca l’uso della cintura di sicurezza come fastidioso, doloroso o addirittura pericoloso;

[8] La decurtazione può arrivare fino a 10 punti nel caso in cui il conducente sia neopatentato;

[9] Nell’ipotesi in cui sul veicolo siano presenti entrambi i genitori (uno come conducente e l’altro come passeggero), la multa viene irrogata ad entrambi;

[10] Una multa severa è prevista anche nei confronti di chiunque importa o produce per la commercializzazione sul territorio nazionale e di chi commercializza dispositivi di ritenuta di tipo non omologato (sanzione amministrativa pecuniaria da euro 849 ad euro 3.396);

[11] Cfr. Cassazione Civile, sez. III, sentenza 08 gennaio 2016, n. 126.

[12] L’art. 200 del codice della strada prevede l’obbligo per gli agenti accertatori di fermare immediatamente il conducente del veicolo per contestargli la trasgressione commessa, in modo tale che questi possa difendersi prima della compilazione del verbale (ad esempio, potrebbe affermare che egli stesso, o il passeggero trasportato, si trova in una condizione tale per cui l’uso del dispositivo procura molto fastidio o dolore e per questo stesso motivo si sta dirigendo presso l’Asl affinchè sia accertato e certificato il problema). Ove la contestazione non sia immediata, il relativo verbale è nullo (con conseguente possibilità di impugnarlo);

[13] Cfr.art. 201, co. 1-bis del codice della strada che prevede espressamente i casi nei quali non è necessario procedere a contestazione immediata;

[14] Nei casi nei quali sia possibile la contestazione differita, le forze dell’ordine nel compilare il verbale di contestazione della presunta infrazione, devono specificare nel verbale stesso le ragioni di impossibilità della contestazione immediata (la mancata attestazione di tali ragioni rende il verbale e la relativa multa illegittimi, con possibilità di impugnazione);

[15] L’istanza in autotuela non sospende automaticamente i termini per la presentazione del ricorso presso l’autorità giudiziaria ed il prefetto, per cui si consigliadi prestare attenzione a non far decorrere inutilmente tali termini;

[16] Cfr. art. 203 e 204 del codice della strada;

[17] Cfr. art. 204-bis del codice della strada;

[18] E’ possibile anche utilizzare il servizio disponibile all’indirizzo online https://gdp.giustizia.it, attraverso il quale si può compilare il proprio ricorso e la relativa nota di iscrizione a ruolo telematicamente, usufruendo di una via preferenziale nel momento in cui si deposita o si invia a mezzo raccomandata a/r il ricorso cartaceo presso la cancelleria del giudice adìto;

[19] Si tratta di uno strumento processuale civilisto (discipinato dagli artt. 221 ss. c.p.c.) con il quale si può contestare l’autenticità di un atto, chiedendo che ne venga accertata e dichiarata la falsità. Può essere proposta in via incidentale (quindi nell’ambito del procedimento in cui lo stesso atto è stato impugnato), o in via principale (instaurando un autonomo procedimento per far dichiarare la falsità dell’atto).

 

 

 



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1 Commento

  1. Salve, se qualcuno ha informazioni in merito, vorrei avere delucidazioni in merito all’obbligo dell’installazione di cinture di sicurezza su un auto del 1983 con panchette posteriori laterali, e non fronte marcia, e quindi senza predisposizione per il fissaggio delle stesse, se è possibile sapere anche a quale articolo del codice della strada far riferimento, ringrazio e saluto.

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