Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 173 codice della strada: Uso di lenti o di determinati apparecchi durante la guida

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1.  Il titolare di patente di guida al quale, in sede di rilascio o rinnovo della patente stessa, sia stato prescritto di integrare le proprie deficienze organiche e minorazioni anatomiche o funzionali per mezzo di lenti o di determinati apparecchi, ha l’obbligo di usarli durante la guida.

2.  È vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle forze armate e dei Corpi di cui all’art. 138, comma 11, e di polizia. È consentito l’uso di apparecchi a viva voce, o dotati di auricolare purché́ il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani.

3.  Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 81 ad euro 326.

3-bis.  Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 161 ad euro 647. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, qualora lo stesso soggetto compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio.

COMMENTO

L’articolo 173 del codice della strada regolamenta, nel comma 1, l’obbligo per il titolare di patente di guida di utilizzare le lenti o gli apparecchi che gli sono stati prescritti in sede di rilascio o di rinnovo della patente, indicando le sanzioni eventualmente applicabili. Nel comma 2 vieta al conducente di usare apparecchi radiotelefonici, e quindi cellulari, e cuffie o auricolari applicati a entrambe le orecchie.

Comma 1: lenti e apparecchi

Al momento del rilascio o del rinnovo della patente di guida occorre sottoporsi a una visita medica che verifichi l’idoneità psicofisica alla guida e che deve essere fatta da medici autorizzati e presso gli ambulatori indicati per il rilascio del certificato che attesti, appunto, tale idoneità. In certi casi il medico incaricato prescrive che, durante la guida, siano utilizzate lenti per correggere i difetti visivi.

Il difetto visivo che nell’immaginario collettivo è il più importante per la guida è la miopia, ma non bisogna dimenticare l’astigmatismo, lo strabismo, l’ambliopia e l’ipovisione che implicano una visione alterata o non completa. I requisiti che sono necessari, secondo il codice della strada, per le patenti A e B sono 2/10 della tabella per l’occhio con acutezza visiva minore e almeno 5/10 per quello con acutezza visiva maggiore. Per le patenti C, D e E sono richiesti, rispettivamente, 4/10 e 8/10. Naturalmente, se non questi valori non vengono raggiunti a occhio nudo, la misurazione è valida se effettuata con la presenza dei mezzi correttivi adatti, cioè gli occhiali.

La normativa prevede, inoltre, per l’idoneità alla guida, che il capo visivo sia ampio, che si abbia la capacità di distinguere bene una serie di caratteri con poco contrasto rispetto allo sfondo, che si goda di una buona visione in condizioni di luce scarsa e che si riesca a recuperare la visione normale in tempi brevi, dopo l’abbagliamento. Il legislatore ha così inteso limitare tutti i rischi derivanti da una visione imperfetta e, a tal scopo, ha fissato tra gli 81 e i 326 euro la sanzione pecuniaria in caso di violazione dell’obbligo lenti, con, in aggiunta, una sanzione amministrativa che consiste nella decurtazione di 5 punti dalla patente. 

Impugnare una multa per mancato utilizzo lenti

Diciamo che è abbastanza difficile opporsi al pagamento di una multa comminata per mancato utilizzo delle lenti prescritte, poiché, evidentemente, c’è l’immediata formulazione della contestazione nel momento stesso in cui si viene fermati.

Da notare che, nell’articolo 173, si parla espressamente di lenti e non di occhiali; chi porta le lenti a contatto non deve assolutamente rinunciarvi né esiste alcun obbligo, se non uno scrupolo personale, di portare con sé occhiali di riserva.

Comma 2: cellulari e cuffie

Il legislatore ha voluto poi espressamente vietare l’uso del telefono cellulare, o di qualsiasi altro dispositivo elettronico il cui uso impegni le mani, e delle cuffie o auricolari doppi, cioè per entrambe le orecchie, imponendo una sanzione pecuniaria da 161 a 647 euro accompagnata dalla decurtazione di 5 punti dalla patente. Non soltanto: se, nei due anni successivi alla prima rilevazione, viene ripetuta la stessa infrazione, è prevista la sospensione della patente per un periodo da 1 a 3 mesi.

Nei mesi scorsi si è molto parlato di inasprimenti delle sanzioni relative a questa violazione ma nella legge di Bilancio 2018 queste nuove disposizioni non compaiono, per cui, a tutt’oggi, ottobre 2018, la normativa rimane così com’è.

Impugnare una multa per uso di apparecchi radiotelefonici

Con una sentenza del Tribunale di Napoli del 2017 [1] è stato accolto un ricorso contro una multa elevata da un agente della Polizia Municipale di Napoli a un automobilista perché durante la marcia del veicolo faceva uso di un telefono cellulare. L’agente non aveva contestato subito l’infrazione perché il veicolo era in movimento e non raggiungibile. Il giudice ha decretato che la multa non aveva validità in quanto ciò che l’agente sostiene di aver visto, cioè l’uso dell’apparecchio durante la guida, non può essere limitato al suo giudizio senza che esistano prove oggettive dell’utilizzo del telefono tenuto con le mani, anziché in vivavoce.

Giurisprudenza

Per ciò che riguarda la legittimità della contestazione differita dell’infrazione, pensiamo al vigile urbano che sanziona, senza poterlo fermare, il conducente di un’auto che usa il telefono portandolo all’orecchio, poiché negli anni si erano succedute sentenze in contrasto tra loro, la Corte di Cassazione ha risolto la questione con una sentenza. In essa conclude che, in caso l’agente che vede l’automobilista con il telefono in mano non possa fermarlo, è valida la notificazione successiva del verbale. In tal caso, però, non essendoci certezza dell’identificazione del conducente, non si procede alla decurtazione dei punti dalla patente.

Corte di Cassazione Sentenza n.10363 del 19 aprile 2010

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In un’epoca, come la nostra, dove la classica telefonata ha lasciato spazio all’uso del telefono per messaggi, social, chat e consultazione di pagine web, fa testo una sentenza del Tribunale di Torino con la quale è stato giudicato sanzionabile l’uso del cellulare anche se si è incolonnati in strada o fermi al semaforo, in quanto il suo uso potrebbe essere causa di pericolo al momento in cui il semaforo torna verde o viene meno il blocco della fila.

Tribunale di Torino  Sentenza n. 3904/2012

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Note

[1] Sentenza n.42149/16 Tribunale di Napoli, pubblicata in data 30/03/2017



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