Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 174 codice della strada: Durata della guida degli autoveicoli adibiti al trasporto di persone o di cose

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1. La durata della guida degli autoveicoli adibiti al trasporto di persone o di cose e i relativi controlli sono disciplinati dalle norme previste dal regolamento (CE) n. 561/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006.

2. I registri di servizio, gli estratti del registro e le copie dell’orario di servizio di cui al regolamento (CE) n. 561/2006 devono essere esibiti, per il controllo, al personale cui sono stati affidati i servizi di polizia stradale ai sensi dell’articolo 12 del presente codice. I registri di servizio di cui al citato regolamento (CE), conservati dall’impresa, devono essere esibiti, per il controllo, anche ai funzionari del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici e agli ispettori della direzione provinciale del lavoro.

3. Le violazioni delle disposizioni di cui al presente articolo possono essere sempre accertate attraverso le risultanze o le registrazioni dei dispositivi di controllo installati sui veicoli, nonché attraverso i documenti di cui al comma 2.

4. Il conducente che supera la durata dei periodi di guida prescritti dal regolamento (CE) n. 561/2006 e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 40 a euro 160. Si applica la sanzione da euro 211 a euro 843 al conducente che non osserva le disposizioni relative ai periodi di riposo giornaliero di cui al citato regolamento (CE).

5. Quando le violazioni di cui al comma 4 hanno durata superiore al 10 per cento rispetto al limite giornaliero massimo di durata dei periodi di guida prescritto dal regolamento (CE) n. 561/2006, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 316 a euro 1.265. Si applica la sanzione da euro 369 a euro 1.476 se la violazione di durata superiore al 10 per cento riguarda il tempo minimo di riposo prescritto dal citato regolamento.

6. Quando le violazioni di cui al comma 4 hanno durata superiore al 20 per cento rispetto al limite giornaliero massimo di durata dei periodi di guida, ovvero minimo del tempo di riposo, prescritti dal regolamento (CE) n. 561/2006 si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 422 a euro 1.686.

7. Il conducente che non rispetta per oltre il 10 per cento il limite massimo di durata dei periodi di guida settimanale prescritti dal regolamento (CE) n. 561/2006 e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma’ da euro 264 a euro 1.054. Il conducente che non rispetta per oltre il 10 per cento il limite minimo dei periodi di riposo settimanale prescritti dal predetto regolamento e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 369 a euro 1.476. Se i limiti di cui ai periodi precedenti non sono rispettati per oltre il 20 per cento, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 422 a euro 1.686.

8. Il conducente che durante la guida non rispetta le disposizioni relative alle interruzioni di cui al regolamento (CE) n. 561/ 2006 e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 163 a euro 653.

9. Il conducente che e’ sprovvisto dell’estratto del registro di servizio o della copia dell’orario di servizio di cui al regolamento (CE) n. 561/2006 e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma’ da euro 324 a euro 1.294. La stessa sanzione si applica a chiunque non ha con se’ o tiene in modo incompleto o alterato l’estratto del registro di servizio o copia dell’orario di servizio, fatta salva l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge penale ove il fatto costituisca reato.

10. Le sanzioni di cui ai commi 4, 5, 6, 7, 8 e 9 si applicano anche agli altri membri dell’equipaggio che non osservano le prescrizioni previste dal regolamento (CE) n. 561/ 2006.

11. Nei casi previsti dai commi 4, 5, 6 e 7 l’organo accertatore, oltre all’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, provvede al ritiro temporaneo dei documenti di guida, intima al conducente del veicolo di non proseguire il viaggio se non dopo aver effettuato i prescritti periodi di interruzione o di riposo e dispone che, con le cautele necessarie, il veicolo sia condotto in un luogo idoneo per la sosta, ove deve permanere per il periodo necessario; del ritiro dei documenti di guida e dell’intimazione e’ fatta menzione nel verbale di contestazione. Nel verbale e’ indicato anche il comando o l’ufficio da cui dipende l’organo accertatore, presso il quale, completati le interruzioni o i riposi prescritti, il conducente e’ autorizzato a recarsi per ottenere la restituzione dei documenti in precedenza ritirati; a tale fine il conducente deve seguire il percorso stradale espressamente indicato nel medesimo verbale. Il comando o l’ufficio restituiscono la patente e la carta di circolazione del veicolo dopo avere constatato che il viaggio può essere ripreso nel rispetto delle condizioni prescritte dal presente articolo. Chiunque circola durante il periodo in cui gli e’ stato intimato di non proseguire il viaggio e’ punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.865 a euro 7.460, nonché con il ritiro immediato della patente di guida.

12. Per le violazioni della normativa comunitaria sui tempi di guida, di interruzione e di riposo commesse in un altro Stato membro dell’Unione europea, se accertate in Italia dagli organi di cui all’articolo 12, si applicano le sanzioni previste dalla normativa italiana vigente in materia, salvo che la contestazione non sia gia’ avvenuta in un altro Stato membro; a tale fine, per l’esercizio dei ricorsi previsti dagli articoli 203 e 204-bis, il luogo della commessa violazione si considera quello dove e’ stato operato l’accertamento in Italia.

13. Per le violazioni delle norme di cui al presente articolo, l’impresa da cui dipende il lavoratore al quale la violazione si riferisce e’ obbligata in solido con l’autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta.

14. L’impresa che nell’esecuzione dei trasporti non osserva le disposizioni contenute nel regolamento (CE) n. 561/2006, ovvero non tiene i documenti prescritti o li tiene scaduti, incompleti o alterati, e’ soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 324 a euro 1.294 per ciascun dipendente cui la violazione si riferisce, fatta salva l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge penale ove il fatto costituisca reato.

15. Nel caso di ripetute inadempienze, tenuto conto anche della loro entita’ e frequenza, l’impresa che effettua il trasporto di persone ovvero di cose in conto proprio ai sensi dell’articolo 83 incorre nella sospensione, per un periodo da uno a tre mesi, del titolo abilitativo o dell’autorizzazione al trasporto riguardante il veicolo cui le infrazioni si riferiscono se, a seguito di diffida rivoltaledall’autorita’ competente a regolarizzare in un congruo termine la sua posizione, non vi abbia provveduto.

16. Qualora l’impresa di cui al comma 15, malgrado il provvedimento adottato a suo carico, continui a dimostrare una costante recidivita’ nel commettere infrazioni, anche nell’eventuale esercizio di altri servizi di trasporto, essa incorre nella decadenza o nella revoca del provvedimento che la abilita o la autorizza al trasporto cui le ripetute infrazioni maggiormente si riferiscono.

17. La sospensione, la decadenza o la revoca di cui al presente articolo sono disposte dall’autorita’ che ha rilasciato il titolo che abilita al trasporto. I provvedimenti di revoca e di decadenza sono atti definitivi.

18. Quando le ripetute inadempienze di cui ai commi 15 e 16 del presente articolo sono commesse con veicoli adibiti al trasporto di persone o di cose in conto terzi, si applicano le disposizioni del comma 6 dell’articolo 5 del decreto legislativo 22 dicembre 2000, n. 395».

(1) Articolo interamente sostituito dalla legge 29 luglio 2010, n. 120 ( G.U. n. 175 del 29 luglio 2010 suppl. ord.).

Commento

L’art. 174 CdS è stato integralmente sostituito dall’art. 30 della legge n. 120/2010, che ha modificato la disciplina in materia di guida, interruzioni e relativa documentazione per i conducenti di autoveicoli adibiti al trasporto di persone e di cose, precisandone gli obblighi e aggravandone le sanzioni.

Detto articolo è direttamente connesso alle disposizioni contenute del Reg. Ce n. 561/2006, già previste nel Reg. Cee n. 3820/1985, ora abrogato. Pertanto, alla luce delle modifiche effettuate, l’art. 174, 1° comma, CdS attualmente prevede che per la durata della guida degli autoveicoli adibiti al trasporto di persone e cose e per i relativi controlli deve farsi esclusivo riferimento alle disposizioni previste dal citato Reg. Ce n. 561/2006.

A norma 2° comma dell’art.174 CdS il controllo dei registri di servizio conservati dalle imprese di autotrasporto che, nella formulazione prima vigente, era riservato ai funzionari del Dipartimento per i trasporti terrestri, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici, viene esteso anche agli ispettori della direzione provinciale del lavoro.

Il 3° comma prevede che le violazioni delle disposizioni contenute nell’articolo in esame possono essere accertate attraverso le risultanze o le registrazioni dei dispositivi di controllo installati sui veicoli come ad esempio i cronotachigrafi, sia analogici sia digitali, nonché attraverso i registri di servizio, gli estratti del registro e le copie dell'orario di servizio.

L’art. 174 CdS delinea, poi, delle specifiche fattispecie di illecito amministrativo con le relative sanzioni pecuniarie, determinate in base a tre soglie di penalità  (fino al 10%, da oltre il 10% al 20%, da oltre il 20% in su) a seconda della gravità della violazione commessa.

Più precisamente il 4° comma prevede per il conducente che supera la durata dei periodi di guida prescritti dal Reg. Ce n. 561/2006 - ovvero dall’art. 6, paragrafo 1 (numero di ore di guida superiore a quello giornalmente consentito) e dall’art. 6, paragrafi 2 e 3 (periodo di guida settimanale superiore alle ore consentite) del regolamento comunitario - la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 41 euro a 165 euro.

A tal proposito va detto che l’articolo in commento, nella sua precedente formulazione, prevedeva per la medesima violazione una sanzione maggiore compresa tra 150 euro e 599 euro.

Sempre il 4° comma stabilisce una sanzione da 218 euro a 870 euro per il conducente che non osserva le disposizioni relative ai periodi di riposo giornaliero, previsti dall’art. 8, paragrafi 2, 3, 4 e 5 (riposo giornaliero regolare, ridotto e in compresenza con due autisti) del regolamento comunitario.

Il e 6° comma elevano le sanzioni previste per gravi violazioni dei periodi di guida.

Nel dettaglio quando:

-le violazioni hanno durata superiore al 10% rispetto al limite giornaliero massimo di durata dei periodi di guida prescritto dal regolamento comunitario, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 326 euro a 1.304 euro;

-le violazioni hanno durata superiore al 10% rispetto al tempo minimo di riposo prescritto dal Reg. Ce n. 561/2006, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 380 euro a 1.522 euro;

-le violazioni hanno durata superiore al 20% rispetto al limite giornaliero massimo di durata dei periodi di guida, ovvero minimo del tempo di riposo, prescritti dal regolamento comunitario, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 434 euro a 1.738 euro.

Il 7° comma dell’art. 174 CdS sanziona il conducente che non rispetta per oltre il 10% il limite massimo di durata dei periodi di guida settimanali prescritti dal regolamento comunitario (art. 6, paragrafi 2 e 3, del Reg. n. 561/2006) con l’applicazione della sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 272 euro a 1.086 euro.

Ai sensi del secondo periodo dell’art. 174, 7° comma, il conducente che non rispetta per oltre il 10% il limite minimo dei periodi di riposo settimanale prescritti dall’art. 8, paragrafo 6, del Reg. n. 561/2006 (riposo settimanale regolare e ridotto), è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 380 a euro 1.522 euro. La sanzione è pari al pagamento di una somma compresa tra i 409 euro e i 1.637 euro nel caso in cui i limiti di cui ai periodi precedenti vengono superati per oltre il 20%.

L’8° comma sanziona il conducente che non rispetta le disposizioni previste dal regolamento comunitario per le interruzioni (art. 7, paragrafi 1 e 2, del Reg. n. 561/ 2006 - più di 4 ore e mezzo di guida continua, senza almeno 45 minuti di pausa continuativi o una interruzione di almeno 15 minuti e una successiva di almeno 30 minuti), con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 168 euro a 673 euro.

Secondo il disposto del 9° comma se il conducente è sprovvisto dell’estratto del registro di servizio o della copia dell’orario di servizio, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 334 euro a 1.334 euro. Inoltre, la stessa sanzione si applica a chiunque non ha con sé o tiene in modo incompleto o alterato l’estratto del registro di servizio o copia dell’orario di servizio (oltre alle pene previste ove il fatto costituisca reato).

Il 10° comma estende tutte le sanzioni previste dai commi 4, 5, 6, 7, 8 e 9 ai membri dell'equipaggio che non osservano le disposizioni del Reg. n. 561/ 2006.

L’11° comma dispone che nei casi previsti dai commi 4, 5, 6, e 7 l’organo accertatore, oltre ad applicare le sanzioni amministrative pecuniarie, deve provvedere al ritiro temporaneo dei documenti di guida ed indicare nel verbale, il comando o l’ufficio da cui dipende l’organo accertatore presso il quale, terminate le interruzioni o i riposi prescritti, il conducente può recarsi per ottenere la restituzione dei documenti già ritirati.

Il 12° comma prevede che in caso di violazioni della normativa comunitaria sui tempi di guida, di interruzione e di riposo commesse in un altro Stato dell’UE ed accertate in Italia, vengono applicate le sanzioni previste dalla normativa italiana vigente, ad eccezione dell’ipotesi in cui la contestazione sia già avvenuta in un altro Stato membro. Per l’eventuale proposizione dei ricorsi dinanzi al prefetto o al giudice di pace, si considera luogo della commessa violazione quello dove è stato operato l’accertamento in Italia.

Per effetto del 13° comma viene confermato che per tutte le violazioni delle disposizioni richiamate e sanzionate dall’articolo in commento, l’impresa da cui dipende il lavoratore al quale gli illeciti si riferiscono è obbligata in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma a titolo di sanzione amministrativa da questi dovuta.

Il 14° comma stabilisce che l’impresa che nell'esecuzione dei trasporti non osserva le disposizioni contenute nel Reg. n. 561/2006 ovvero non tiene i documenti prescritti o li tiene scaduti, incompleti o alterati, è soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 334 euro a 1.334 euro per ciascun dipendente cui la violazione si riferisce (oltre alle pene previste ove il fatto costituisca reato).

La sanzione in questione deve essere calcolata non soltanto in relazione al numero dei lavoratori coinvolti nelle violazioni ma, altresì, in base al numero delle violazioni commesse da ciascuno di essi.

Il 15° comma prevede la sospensione del titolo abilitativo ovvero dell’autorizzazione al trasporto, per un periodo da uno a tre mesi, se l’impresa che effettua il servizio si rende responsabile di ripetute inadempienze e nonostante la diffida rivoltale dall’autorità competente, non provvede a regolarizzare la sua posizione entro congruo termine.

In caso di recidiva nella commissione di infrazioni da parte dell’impresa, il 16° comma dispone la decadenza o la revoca del provvedimento che la abilita o l’autorizza al trasporto.

Il 17° comma prevede che i provvedimenti di revoca e di decadenza sono atti definitivi ed in ultimo, il 18° comma dispone la perdita del requisito dell’onorabilità per la persona che esercita la direzione dell’attività, in caso di ripetute inadempienze commesse con veicoli adibiti al trasporto di persone o di cose in conto terzi.



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