Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 180 codice della strada: Possesso dei documenti di circolazione e di guida

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



Art. 180 C.d.S. Possesso dei documenti di circolazione e di guida

1.  Per poter circolare con veicoli a motore il conducente deve avere con sé i seguenti documenti:
a)  la carta di circolazione, il certificato di idoneità tecnica alla circolazione o il certificato di circolazione, a seconda del tipo di veicolo condotto;
b)  la patente di guida valida per la corrispondente categoria del veicolo, nonché lo specifico attestato sui requisiti fisici e psichici, qualora ricorrano le ipotesi di cui all’articolo 115, comma 2;
c)  l’autorizzazione per l’esercitazione alla guida per la corrispondente categoria del veicolo in luogo della patente di guida di cui alla lettera b), nonché un documento personale di riconoscimento;
d)  il certificato di assicurazione obbligatoria.
2.  La persona che funge da istruttore durante le esercitazioni di guida deve avere con sé la patente di guida prescritta; se trattasi di istruttore di scuola guida deve aver con sé anche l’attestato di qualifica professionale di cui all’art. 123, comma 7.
3.  Il conducente deve, altresì, avere con sé l’autorizzazione o la licenza quando il veicolo è impiegato in uno degli usi previsti dall’art. 82.
4.  Quando l’autoveicolo sia adibito ad uso diverso da quello risultante dalla carta di circolazione ovvero quando il veicolo sia in circolazione di prova, il conducente deve avere con sé la relativa autorizzazione. Per i rimorchi e i semirimorchi di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, per i veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto di persone e per quelli adibiti a locazione senza conducente la carta di circolazione può essere sostituita da fotocopia autenticata dallo stesso proprietario con sottoscrizione del medesimo.
5.  Il conducente deve avere con sé il certificato di abilitazione o di formazione professionale; la carta di qualificazione del conducente e il certificato di idoneità, quando prescritti.
6. (comma abrogato dal D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59)
7.  Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 ad euro 169. Quando si tratta di ciclomotori la sanzione è da euro 25 ad euro 100.
8.  Chiunque senza giustificato motivo non ottempera all’invito dell’autorità di presentarsi, entro il termine stabilito nell’invito medesimo, ad uffici di polizia per fornire informazioni o esibire documenti ai fini dell’accertamento delle violazioni amministrative previste dal presente codice, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 422 ad euro 1.697. Alla violazione di cui al presente comma consegue l’applicazione, da parte dell’ufficio dal quale dipende l’organo accertatore, della sanzione prevista per la mancanza del documento da presentare, con decorrenza dei termini per la notificazione dal giorno successivo a quello stabilito per la presentazione dei documenti.

 

Commento:

L’articolo in commento tutela l’interesse pubblico e privato a che i conducenti (nonché, come vedremo, i proprietari) di autoveicoli siano in possesso di tutti i requisiti richiesti dalla legge per la circolazione dei mezzi. Questi requisiti consentono ai soggetti interessati di ottenere quei documenti che l’articolo in esame richiede di possedere ed esibire agli agenti di polizia che effettuino un controllo. Non poter esibire il documento non equivale a non possederlo del tutto, ma rappresenta comunque una violazione degli obblighi che ricadono sui conducenti di veicoli a motore.

Per poter utilizzare un veicolo di qualsiasi genere sulle strade pubbliche è necessario avere con sé:

– la carta di circolazione (anche detto libretto di circolazione o carta verde);

– il certificato di idoneità tecnica alla circolazione o il certificato di circolazione (che contiene i dati tecnici del veicolo, l’omologazione dello stesso e il numero di telaio);
– la patente di guida valida per il veicolo che si sta guidando;
– l’autorizzazione per l’esercitazione alla guida (cioè il cosiddetto foglio rosa, che sostituisce la patente), che sia riferito alla categoria di veicolo che si sta conducendo

– un documento personale di riconoscimento;
– il certificato di assicurazione obbligatoria (assicurazione RCA).

Qualora non si sia in possesso dei documenti richiamati, si rischia, in caso di controllo di polizia, una sanzione amministrativa del pagamento di una somma che va da euro 41 ad euro 169. Nel caso in cui il veicolo condotto sia un ciclomotore la sanzione andrà da euro 25 ad euro 100.
Quando si viene fermati per un controllo e non si possiedono questi documenti, oltre a dover pagare la multa, si verrà invitati a presentarsi presso gli uffici di polizia per esibire i documenti mancanti. Qualora non ci si presenti ai predetti uffici con i documenti richiesti verrà elevata una multa che può andare da euro 422 ad euro 1.697.

Il conducente di un veicolo che non porti con sé (o almeno mostri in fotocopia) i documenti che la legge richiede di dover obbligatoriamente esibire e possedere, nonostante il soggetto dichiari, ad esempio, di averli lasciati a casa, commette, quindi, un illecito amministrativo e per questo viene sanzionato. Per una parte della giurisprudenza, tuttavia, la contravvenzione non è legittima se l’agente che effettua il controllo avrebbe potuto ricavare gli estremi del documento non esibito attraverso registri pubblici o altri sistemi, che sono in genere a disposizione della polizia. [1]

È bene sapere che qualora i documenti che non vengono esibiti siano più di uno, verranno contestate tante violazioni quanti sono i documenti mancanti.

Altro caso, molto frequente, in cui gli agenti del controllo potranno elevare la sanzione, è quello in cui la patente in proprio possesso sia così deteriorata da risultare del tutto illeggibile, quindi non più idonea ad assolvere la sua funzione di certificare l’abilitazione alla guida del conducente. In tali contesti è possibile anche che gli agenti provvedano al ritiro della patente. [2]

Gli agenti che effettuano il controllo, non potendo visionare i documenti, è opportuno che verbalizzino tutte le condizioni che possono essere accertate di fatto (numero di targa, numero di persone trasportate, tipo e potenza del veicolo, tipo di alimentazione, conducente con o senza lenti da vista, presenza del gancio di traino, presenza di rimorchio e sua massa, ecc). Se al momento del controllo dei documenti, quando il conducente si reca all’ufficio di polizia per presentarli, dovessero risultare degli illeciti (come la mancanza di revisione, eccesso di carico, patente scaduta, l’obbligo di indossare le lenti alla guida, ecc.) questi dovranno essere contestati con un nuovo verbale e comporteranno altrettante sanzioni.

Fin’ora abbiamo fatto sempre riferimento al conducente, che in genere è l’interessato dal controllo, specialmente quando si tratta dei documenti di guida, ma per la mancanza dei documenti del veicolo (come la carta di circolazione, certificato assicurativo, ecc.) l’invito a presentare i documenti mancanti presso un ufficio di pubblica sicurezza deve essere fatto al proprietario del veicolo, cui si può risalire attraverso la targa.

La giurisprudenza si è spesso interessata delle questioni attinenti i documenti di guida e di circolazione. Ad esempio è stata sancita la sussistenza delle violazioni riportate nell’articolo in commento anche quando il proprietario del veicolo, pur rispettando l’obbligo di comunicare i dati successivamente, dichiara di non aver mai percorso la via indicata nel verbale di accertamento e si rifiuti di fornire il nome di colui che era alla guida in quel momento. Il proprietario del veicolo, infatti, in quanto responsabile dello stesso nei confronti delle pubbliche amministrazioni, è tenuto sempre a conoscere l’identità dei soggetti ai quali affida il proprio mezzo, per cui risponde anche della sua incapacità di identificare questi soggetti. [3]

[1] Giudice di Pace di Pisciotta (SA), sentenza del 12.01.2012.

[2] Circolare Ministero dell’Interno 4.10.1999 n. 98 prot. n. M/2413-15.

[3] Corte di Cassazione Civile, sezione VI, sentenza n. 5585 del 06/03/2013.



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