Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 181 codice della strada: Esposizione dei contrassegni per la circolazione

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



Art. 181 C.d.S. Esposizione dei contrassegni per la circolazione

1.  E’ fatto obbligo di esporre sugli autoveicoli e motoveicoli, esclusi i motocicli, nella parte anteriore o sul vetro parabrezza, il contrassegno attestante il pagamento della tassa automobilistica e quello relativo all’assicurazione obbligatoria.
2.  I conducenti di motocicli e ciclomotori sono esonerati dall’obbligo di cui al comma 1 purché abbiano con sé i contrassegni stessi.
3.  Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 25 ad euro 100. Si applica la disposizione del comma 8 dell’art. 180.
 

Vari sono i contrassegni  previsti dalla legge e in particolare dal Codice della Strada per i veicoli. Qui prendiamo in esame i principali: quello della tassa di possesso e quello dell’assicurazione obbligatoria.    

I contrassegni ricollegabili alla circolazione di veicoli hanno varie tipologie. Molti di essi fanno riferimento a situazioni personali del conducente oppure al mezzo di trasporto o a specifiche autorizzazioni. Quelli che interessano la maggior parte degli automobilisti si riducono fondamentalmente a due tipologie: assicurazione per la responsabilità civile e tassa automobilistica di possesso, il cosiddetto “bollo”. La disciplina normativa degli ultimi anni ha fatto progressivamente venire meno per tali contrassegni l’obbligo di esposizione al quale eravamo tutti abituati. Le norme del Codice della Strada al riguardo sono in gran parte superate dalla disciplina amministrativa della “dematerializzazione” di tali documenti. Si tratta di una conseguenza del fenomeno di digitalizzazione che ha interessato più di un aspetto della Pubblica Amministrazione. I sistemi informatici e le banche dati sono in grado di “dialogare” tra loro con sempre maggiore facilità e il “pezzo di carta” è divenuto sempre meno necessario. Il controllo della regolarità della posizione assicurativa e tributaria di un veicolo viene ora agevolmente effettuato dalle Forze dell’Ordine telematicamente con la strumentazione portatile di cui sono in gran parte dotati. La tecnologia consente così una semplificazione della vita dell’automobilista e anche un efficace strumento di lotta all’evasione tributaria e di dissuasione per le frodi, che da sempre sono una piaga del sistema assicurativo. Vale la pena quindi fare il punto su quali incombenze siano rimaste in concreto a carico dei conducenti e quali accortezze avere riguardo all’esposizione di tali tagliandi che comprovano l’adempimento di un obbligo. Di fatto, conme vedremo più avanti in dettaglio, è venuto meno ogni obbligo espositivo sia per il bollo che per il tagliando assicurativo. 

Come dimostro il pagamento della tassa di possesso se vengo fermato dalla Forza pubblica? 

L’esposizione del cosiddetto “bollo” non è più obbligatoria dal 1° gennaio del 1998 [1]. Non è quindi necessario dimostrare l’avvenuto pagamento di tale tassa annuale, legata al semplice possesso del veicolo, esponendo tale documento sul parabrezza o esibendolo a Polizia o Carabinieri se si viene fermati. Neppure occorre tenerlo pronto per l’esibizione se si è titolari di ciclomotori e motocicli, come occorreva in passato. La ricevuta che attesti l’avvenuto pagamento va quindi semplicemente conservata, non necessariamente a bordo del veicolo, per almeno tre anni. Ciò al fine di provare di essere in regola con i pagamenti in caso di eventuali accertamenti da parte della Regione, ente competente per l’incasso.   

Devo esporre il tagliando dell’assicurazione per la responsabilità civile? 

No, non è più necessario. Ancora molti autoveicoli hanno sui parabrezza le vetrofanie delle varie compagnie assicurative che attestano l’assicurazione in corso. Tale esposizione è divenuta di recente del tutto superflua e sarà tra breve un lontano ricordo. Dal 18 ottobre 2015 non è infatti più necessario esporre il contrassegno cartaceo della propria assicurazione obbligatoria [2]. Anche in questo caso, come per il bollo, i controlli avvengono ormai in via elettronica. Alcune compagnie assicurative continuano a rilasciare il tagliando cartaceo più che altro per agevolare dal punto di vista psicologico la transizione verso il supporto immateriale.

Devo portare con me il contratto assicurativo cartaceo? 

Non è obbligatorio ma è consigliabile conservare in auto la polizza assicurativa nella sua versione cartacea. Tale accortezza può risultare utile per reperire i dati necessari in caso di incidente o quando comunque ne sorga la necessità. In particolare, tenuto conto che le banche dati sono in continuo aggiornamento e il sistema informatico è in via di perfezionamento, non può escludersi del tutto che in sede di controllo “on the road” della Forza Pubblica possa non risultare la regolarizzazione della propria posizione assicurativa. In tal caso, una classica copia cartacea della polizza assicurativa e relativa quietanza di pagamento può essere la via più rapida e semplice per superare con rapidità ogni contestazione. A tal scopo può andar bene anche una schermata digitale sul proprio telefonino del contratto assicurativo.

E se il tagliando assicurativo risultasse falso?

Quando la dematerializzazione dei contrassegni sarà definitivamente portata a compimento, l’esposizione del ticket cartaceo che varie assicurazioni ancora rilasciano perderà ogni senso e valore concreto. In questa fase transitoria, potrebbe capitare di esporre un contrassegno falso. Ciò può ovviamente derivare da una truffa in sede di stipula dell’assicurazione come invece può essere frutto di una cosciente illecita “furbata”. Va detto che il reato di falso in scrittura privata, che sarebbe ravvisabile in questo caso,  è stato di recente depenalizzato [3] e ciò vale quindi anche per i contrassegni dell’assicurazione contraffatti. Si incorrerà quindi in una multa ma non in un processo penale. Secondo la più recente giurisprudenza della Corte di Cassazione, inoltre, nella maggior parte dei casi è da escludere anche il reato di ricettazione, ove il tagliando falso sia stato acquisito da terze persone [4]. Ma stiamo parlando della patologia, il buon senso dovrebbe suggerire di essere sempre cauti quando si stipula una polizza assicurativa, senza lasciarsi fuorviare da illusorie prospettive di risparmio.

NOTE

[1] Art.17 comma 24 Legge 27 dicembre 1997 n.449.

[2] Art. 2 Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 9 agosto 2013 n.110. 

[3] Art.1 Decreto legislativo 15 gennaio 2016 n.7.

[4] Corte di Cassazione II sez. penale, sentenza n.11013 del 16/3/2016.



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