Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 186 codice della strada: Guida sotto l’influenza dell’alcool

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1.  E’ vietato guidare in stato di ebbrezza in conseguenza dell’uso di bevande alcoliche.

2.  Chiunque guida in stato di ebbrezza è punito, ove il fatto non costituisca più grave reato: 

a)  con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 532 ad euro 2.127, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro (g/l). All’accertamento della violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da tre a sei mesi; 

b)  con l’ammenda da euro 800 ad euro 3.200 e l’arresto fino a sei mesi, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 grammi per litro (g/l). All’accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno; 

c)  con l’ammenda da euro 1.500 ad euro 6.000, l’arresto da sei mesi ad un anno, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l). All’accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni. Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente di guida è raddoppiata. La patente di guida è sempre revocata, ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI, in caso di recidiva nel biennio. Con la sentenza di condanna ovvero di applicazione della pena su richiesta delle parti, anche se è stata applicata la sospensione condizionale della pena, è sempre disposta la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato, salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato. Ai fini del sequestro si applicano le disposizioni di cui all’articolo 224-ter.

2-bis.  Se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, le sanzioni di cui al comma 2 del presente articolo e al comma 3 dell’articolo 186-bis sono raddoppiate ed è disposto il fermo amministrativo del veicolo per centottanta giorni, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea all’illecito. Qualora per il conducente che provochi un incidente stradale sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l), fatto salvo quanto previsto dal quinto e sesto periodo della lettera c) del comma 2 del presente articolo, la patente di guida è sempre revocata ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI. È fatta salva in ogni caso l’applicazione dell’articolo 222.

2-ter.  Competente a giudicare dei reati di cui al presente articolo è il tribunale in composizione monocratica.

2-quater.  Le disposizioni relative alle sanzioni accessorie di cui ai commi 2 e 2-bis si applicano anche in caso di applicazione della pena su richiesta delle parti.

2-quinquies.  Salvo che non sia disposto il sequestro ai sensi del comma 2, il veicolo, qualora non possa essere guidato da altra persona idonea, può essere fatto trasportare fino al luogo indicato dall’interessato o fino alla più vicina autorimessa e lasciato in consegna al proprietario o al gestore di essa con le normali garanzie per la custodia. Le spese per il recupero ed il trasporto sono interamente a carico del trasgressore.

2-sexies.  L’ammenda prevista dal comma 2 è aumentata da un terzo alla metà quando il reato è commesso dopo le ore 22 e prima delle ore 7.

2-septies.  Le circostanze attenuanti concorrenti con l’aggravante di cui al comma 2-sexies non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a questa. Le diminuzioni di pena si operano sulla quantità della stessa risultante dall’aumento conseguente alla predetta aggravante.

2-octies.  Una quota pari al venti per cento dell’ammenda irrogata con la sentenza di condanna che ha ritenuto sussistente l’aggravante di cui al comma 2-sexies è destinata ad alimentare il Fondo contro l’incidentalità notturna di cui all’articolo 6-bis del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160, e successive modificazioni.

3.  Al fine di acquisire elementi utili per motivare l’obbligo di sottoposizione agli accertamenti di cui al comma 4, gli organi di Polizia stradale di cui all’articolo 12, commi 1 e 2, secondo le direttive fornite dal Ministero dell’interno, nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l’integrità fisica, possono sottoporre i conducenti ad accertamenti qualitativi non invasivi o a prove, anche attraverso apparecchi portatili.

4.  Quando gli accertamenti qualitativi di cui al comma 3 hanno dato esito positivo, in ogni caso d’incidente ovvero quando si abbia altrimenti motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi in stato di alterazione psico-fisica derivante dall’influenza dell’alcool, gli organi di Polizia stradale di cui all’articolo 12, commi 1 e 2, anche accompagnandolo presso il più vicino ufficio o comando, hanno la facoltà di effettuare l’accertamento con strumenti e procedure determinati dal regolamento.

5.  Per i conducenti coinvolti in incidenti stradali e sottoposti alle cure mediche, l’accertamento del tasso alcoolemico viene effettuato, su richiesta degli organi di Polizia stradale di cui all’articolo 12, commi 1 e 2, da parte delle strutture sanitarie di base o di quelle accreditate o comunque a tali fini equiparate. Le strutture sanitarie rilasciano agli organi di Polizia stradale la relativa certificazione, estesa alla prognosi delle lesioni accertate, assicurando il rispetto della riservatezza dei dati in base alle vigenti disposizioni di legge. Copia della certificazione di cui al periodo precedente deve essere tempestivamente trasmessa, a cura dell’organo di polizia che ha proceduto agli accertamenti, al prefetto del luogo della commessa violazione per gli eventuali provvedimenti di competenza. Si applicano le disposizioni del comma 5-bis dell’articolo 187.

6.  Qualora dall’accertamento di cui ai commi 4 o 5 risulti un valore corrispondente ad un tasso alcoolemico superiore a 0,5 grammi per litro (g/l), l’interessato è considerato in stato di ebbrezza ai fini dell’applicazione delle sanzioni di cui al comma 2.

7.  Salvo che il fatto costituisca più grave reato, in caso di rifiuto dell’accertamento di cui ai commi 3, 4 o 5, il conducente è punito con le pene di cui al comma 2, lettera c). La condanna per il reato di cui al periodo che precede comporta la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da sei mesi a due anni e della confisca del veicolo con le stesse modalità e procedure previste dal comma 2, lettera c), salvo che il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione. Con l’ordinanza con la quale è disposta la sospensione della patente, il prefetto ordina che il conducente si sottoponga a visita medica secondo le disposizioni del comma 8. Se il fatto è commesso da soggetto già condannato nei due anni precedenti per il medesimo reato, è sempre disposta la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.

8.  Con l’ordinanza con la quale viene disposta la sospensione della patente ai sensi dei commi 2 e 2-bis, il prefetto ordina che il conducente si sottoponga a visita medica ai sensi dell’articolo 119, comma 4, che deve avvenire nel termine di sessanta giorni. Qualora il conducente non vi si sottoponga entro il termine fissato, il prefetto può disporre, in via cautelare, la sospensione della patente di guida fino all’esito della visita medica.

9.  Qualora dall’accertamento di cui ai commi 4 e 5 risulti un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro, ferma restando l’applicazione delle sanzioni di cui ai commi 2 e 2-bis, il prefetto, in via cautelare, dispone la sospensione della patente fino all’esito della visita medica di cui al comma 8.

9-bis.  Al di fuori dei casi previsti dal comma 2-bis del presente articolo, la pena detentiva e pecuniaria può essere sostituita, anche con il decreto penale di condanna, se non vi è opposizione da parte dell’imputato, con quella del lavoro di pubblica utilità di cui all’articolo 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, secondo le modalità ivi previste e consistente nella prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività da svolgere, in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, o presso i centri specializzati di lotta alle dipendenze. Con il decreto penale o con la sentenza il giudice incarica l’ufficio locale di esecuzione penale ovvero gli organi di cui all’articolo 59 del decreto legislativo n. 274 del 2000 di verificare l’effettivo svolgimento del lavoro di pubblica utilità. In deroga a quanto previsto dall’articolo 54 del decreto legislativo n. 274 del 2000, il lavoro di pubblica utilità ha una durata corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata e della conversione della pena pecuniaria ragguagliando 250 euro ad un giorno di lavoro di pubblica utilità. In caso di svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilità, il giudice fissa una nuova udienza e dichiara estinto il reato, dispone la riduzione alla metà della sanzione della sospensione della patente e revoca la confisca del veicolo sequestrato. La decisione è ricorribile in cassazione. Il ricorso non sospende l’esecuzione a meno che il giudice che ha emesso la decisione disponga diversamente. In caso di violazione degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, il giudice che procede o il giudice dell’esecuzione, a richiesta del pubblico ministero o di ufficio, con le formalità di cui all’articolo 666 del codice di procedura penale, tenuto conto dei motivi, della entità e delle circostanze della violazione, dispone la revoca della pena sostitutiva con ripristino di quella sostituita e della sanzione amministrativa della sospensione della patente e della confisca. Il lavoro di pubblica utilità può sostituire la pena per non più di una volta.

COMMENTO

Quanti ragazzi, soprattutto durante il fine settimana, vanno a ballare nonchè a divertirsi in locali e discoteche? Quanti di questi bevono ed a fine serata si mettono alla guida senza pensare alle conseguenze alle quali incorrono? 

Se anche tu ti sei trovato in una situazione simile ed hai evitato casualmente il possibile posto di blocco della Polizia Stradale, per una prossima volta ti consiglio vivamente di stare attento perchè i risvolti non potrebbero essere per te piacevoli.

In questo articolo, infatti, ti parlerò delle conseguenze derivanti dalla Guida sotto l’influenza dell’alcool, evidenziando le possibili responsabilità.

Quali valori del tasso alcolico indicano la guida in stato di ebbrezza, ovvero sotto l’influenza dell’alcool?

E’ opinione comune come bere un paio di birre o bicchieri di vino non crei problemi ad una persona che successivamente deve guidare una macchina.

Sicuramente il corpo di ogni individuo reagisce diversamente dopo l’assunzione di alcolici, ma ciò non può essere una giustificazione poichè ci sono norme dettate dal Codice della Strada molto precise.

Infatti, a seguito di controllo tramite alcool test, basta avere una soglia di tasso alcolico superiore a 0,5 grammi per litro per essere puniti. Stiamo parlando di un limite molto facile da superare e che, con le dovute differenze da persona e persona, può equivalere a poco più di un bicchiere di birra o di vino o ad un semplice cocktail alcolico.

Ovviamente più si eccede nell’assunzione di alcolici più per il colpevole le pene aumentano.

Per questo bisogna distinguere tra tre livelli di soglie:

– la prima che comprende un valore superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro;

– la seconda che comprende un valore superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 grammi per litro;

– la terza che indica un valore superiore a 1,5 grammi per litro.

Quali sono le pene che posso subire nel momento in cui rientro in uno dei tre livelli di soglie di tasso alcolico non consentite?

Per come già specificato più si beve, e di conseguenza si rientra nella fascia più alta, più le pene aumentano.

Per la precisione se ti trovassero un tasso alcolico di valore superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi, potresti subire una sanzione amministrativa con il pagamento di una somma da euro 532 ad euro 2.127 con sospensione della patente di guida da tre a sei mesi.

Se avessi, invece, un tasso alcolico di valore superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 grammi,potresti subire un’ammenda che va dagli 800 euro ai 3.200 euro(aumentata da un terzo alla metà quando il reato è commesso dopo le ore 22 e prima delle 7 del mattino), oltre che l’arresto fino a 6 mesi e la sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno.

Se addirittura dovessi superare la soglia di tasso alcolico di 1,5 grammi, l’ammenda andrebbe da 1.500 euro a 6.000 euro (anche in questo caso aumentata da un terzo alla metà se il reato è commesso tra le 22 e le 7 del mattino) con arresto da sei mesi ad un anno e sospensione della patente da un anno a due anni, con possibile sequestro preventivo del veicolo e la sua confisca, salvo che il mezzo da te guidato sia di proprietà di altra persona.

Se poi nei due anni successivi venissi nuovamente sorpreso a guidare in stato di ebbrezza la tua patente sarebbe addirittura revocata.

Ma se vengo fermato in un posto di blocco dalla polizia stradale e mi chiedono di effettuare l’alcool test, sono obbligato o posso rifiutarmi?

Non hai nessun obbligo di effettuare il test richiesto ma il rifiuto volontario equivale comunque ad un’ammissione di reato con le conseguenze simili a quelle prospettate nel superamento della soglia di tasso alcolico di 1,5 grammi.

E se guidando in stato di ebbrezza dovessi procurare un incidente stradale?

Se guidassi sotto l’effetto di alcolici sarebbe probabile il rischio che tu possa procurare un incidente stradale, ovvero un avvenimento che interrompa la normale circolazione stradale e possa creare pericolo e disagio ai pedoni ed altri automobilisti.

La nozione di incidente stadale appena sopra descritta può intendersi non solo con un possibile scontro tra due auto ma anche con l’aver sbandato ed esser finito fuori strada contro un albero, un muro, un cancello, un palo della luce o marciapiede. Ed è proprio il verificarsi dell’ultimo esempio che rischierebbe di procurarti un’aggravante del reato con aumento delle sanzioni previste.

Se infatti dovessi uscire di strada con la tua autovettura e la polizia (accorsa su segnalazione da parte di altro automobilista) si accorgesse, tramite alcool test, del fatto che tu abbia bevuto troppo, ti verrebbe applicata l’aggravante perchè la tua condotta rientrerebbe nel concetto di incidente stradale in stato di ebbrezza.

Infatti anche la Cassazione sottolinea come la circostanza dell’aggravante prevista dal Codice della Strada (indipendentemente se vi siano stati o meno danni a persone o cose) è applicata non solo nel caso di urto del veicolo contro un ostacolo (altra auto, lampione, muro) ma anche quando vi sia la semplice fuoriuscita dalla sede stradale.

Affinchè però venga riconosciuta l’aggravante vi deve essere un rapporto di causa-effetto tra l’incidente e la guida in stato di ebbrezza, ovvero l’urto o la sbandata dell’auto deve avvenire per incapacità e colpa del conducente e non per altra circostanza dovuta magari alla distrazione di altro automobilista. Se per esempio guidassi sotto l’effetto dell’alcool e venissi tamponato al paraurti posteriore da un altro automobilista non ti verrebbe applicata l’aggravante poichè l’incidente non avrebbe alcuna connessione logica con il tuo stato di alterazione alcolica. Viceversa, se guidassi sotto l’effetto dell’alcool e andassi a sbattere contro un’altra autovettura ferma lungo la strada, l’incidente sarebbe diretta conseguenza del tuo stato di ubriachezza, ben potendo essere evitato se fossi stato nel pieno controllo delle tue capacità.

Il caso dell’aggravante è la specificazione di un generale principio, sempre sostenuto dalla Cassazione, secondo il quale tutti i diversi comportamenti collegati ad un incidente stabiliscono sanzioni diverse a secondo delle conseguenze che derivano dall’incidente stesso come, per esempio ai fini dell’applicazione dell’aggravante di cui all’art. 186, comma 2-bis, C.d.S. e della possibilità di sostituzione della pena detentiva e pecuniaria con il lavoro di pubblica utilità.

Se volessi approfondire il concetto di aggravante in caso di incidente stradale ti consiglio, infine, di visionare una recente sentenza della Cassazione, ovvero la sentenza n. 47750/18 del 19.10.2018.

Ritornando alla nostra domanda, se dovessi provocare un incidente causato dalla guida in stato di ebbrezza, le sanzioni già evidenziate in narrativa sarebbero addirittura raddoppiate con disposizione del fermo amministrativo dell’autovettura per 180 giorni, salvo che l’auto appartenga ad un’altra persona, ed ulteriore revoca della patente di guida se viene accertato un valore di alcool superiore a 1,5 grammi per litro.

Per come hai potuto leggere, quindi, conviene decisamente fare un sacrificio ed evitare di bere per non incorrere in spiacevoli sorprese.

Per il reato di guida in stato di ebbrezza è previsto il meccanismo della particolare tenuità del fatto?

Nelle misure sanzionatorie per il reato di guida in stato di ebbrezza non sono previste solo aggravanti ma, viceversa, anche attenuanti.

Poichè infatti da ogni singolo caso possono derivare determinate fattispecie e peculiarità, in base a specifiche circostanze può verificarsi anche la cosidetta tenuità del fatto

La tenuità del fatto è un beneficio che, attesa appunto la sussistenza di determinati presupposti richiesti dalla legge, scatta a favore di un soggetto che abbia compiuto una fattispecie criminosa.

Tale istituto può essere applicato anche per il reato in commento poichè anche la Cassazione è concorde nel dimostrare come non vada sempre e solo considerato lo stato di ebbrezza ma anche la condotta tenuta e l’entità del pericolo e del danno che un soggetto può procurare oltre a verificare se lo stesso soggetto colpevole sia abituale ad un tale comportamento o non abbia compiuto altri reati in passato.

Per esempio, se fossi in stato di gravissima alterazione alcolica e ti mettessi alla guida di un’auto all’interno di un parcheggio isolato, spostandola solo di qualche metro, la tua condotta sarebbe riconosciuta particolarmente tenue.

In un ipotetico caso come quello appena descritto il riconoscimento di questa attenuante ti eviterebbe, quindi, sanzioni penali quali la detenzione con il pagamento delle sole sanzioni amministrative previste dalla legge.

Quando vengo a conoscenza della sanzione? Come posso contestarla?

Qualora dovessi essere riconosciuto colpevole di una delle violazioni presenti nell’art. 186 del codice della strada, bisogna distinguere il caso in cui ti venga irrogata la sola sanzione pecuniaria oppure anche quella penale.

Nel primo caso la conoscenza delle pena a te comunicata si verificherà con la ricezione, dopo non molto tempo dall’infrazione compiuta, di una notifica del verbale della polizia stradale e del bollettino con la multa da pagare. La contestazione potrà avvenire entro 30 giorni dalla predetta notifica presso l’Ufficio del Giudice di Pace oppure entro 60 giorni al Prefetto. Il ricorso al Prefetto è senza spese e si avvia con un semplice atto spedito per posta, tuttavia non garantisce l’imparzialità del ricorso al giudice. Il ricorso al Giudice di Pace non richiede l’assistenza di un avvocato. È necessario pagare un contributo unificato di circa 40 euro.

Nel caso in cui dovessero irrogarti una sanzione penale, riceverai la notifica del decreto penale di condanna che potrai contestare, a seguito di affidamento dell’incarico ad un avvocato, entro 15 giorni dalla notificazione del decreto, con dichiarazione da depositare presso la Cancelleria del Giudice per le indagini preliminari che ha emesso il decreto o presso quella del Giudice di Pace del luogo ove sei ubicato.

GIURISPRUDENZA RECENTE

In tema di guida sotto l’influenza del’alcool, chi guida in questo stato o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti deve essere imputato per il reato di omicidio stradale nella forma aggravata, poiché l’imputazione separata e ulteriore per guida in stato di ebbrezza violerebbe il principio del ne bis in idem sostanziale

Corte di Cassazione, sentenza n. 26857/2018

In tema di guida sotto l’influenza dell’alcool, sì valuta positivamente la particolare tenuità del fatto quando l’automobilista ha un tasso alcolemico accertato mentre era alla guida non particolarmente elevato (Fattispecie di un automobilista che era stato tratto in giudizio perché si era messo alla guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico accertato mediante etilometro pari a 1,10 g/l sia alla prima che alla seconda prova, ma assolto perchè non troppo ubriaco).

Corte d’Appello di Venezia, sentenza n. 1989/2018

In tema di guida sotto l’influenza dell’alcool, non si può affermare con certezza che l’automobilista era alla guida in stato di ebbrezza se l’etilometro utilizzato per i rilievi non è stato sottoposto alle verifiche annuali necessarie per controllare il rispetto degli errori massimi tollerati poichè vi è la possibilità di un modesto margine di errore insito nella prova. Dunque, se il superamento della soglia è risultato essere modesto e manca il corretto adempimento delle verifiche annuali, deve ritenersi non dimostrata la guida in condizioni di assunzione alcolica oltre la soglia.

Tribunale di Venezia, sentenza n. 714/2018

In tema di guida sotto l’influenza di alcool, va dichiarato nullo il prelievo ematico eseguito sulla persona dell’imputato per guida in stato di ebbrezza, richiesto ai sanitari dalla P.G., se manca l’avvertimento della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia ex art. 114 disp. att. c.p.p., con conseguente inutilizzabilità del risultato delle analisi eseguite.

Tribunale di Avellino, sentenza n. 618/2018

In tema di guida sotto l’influenza dell’alcool, nel caso in cui il giudice sostituisca all’imputato del reato in stato di ebbrezza la pena detentiva con i lavori di pubblica utilità, non può contestualmente procedere alla sospensione della patente. 

Corte di Cassazione, sentenza n. 48330/2017
 



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