Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 194 codice della strada: Disposizioni di carattere generale

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1. In tutte le ipotesi in cui il presente codice prevede che da una determinata violazione consegua una sanzione amministrativa pecuniaria, si applicano le disposizioni generali contenute nelle Sezioni I e II del capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689, salve le modifiche e le deroghe previste dalle norme del presente capo.

Commento

Ti hanno appena notificato un verbale di accertamento con il quale ti viene contestato di aver superato il prescritto limite di velocità. Per questo motivo, sarai costretto a pagare la multa di importo pari a quello indicato nel verbale. Tuttavia, ti stai domandando se nel verbale di accertamento vi siano delle irregolarità tali da consentirti di proporre ricorso e ottenerne l'annullamento. Per esempio, è possibile che la sanzione amministrativa non sia stata correttamente applicata. In questo caso, bisognerà verificare se siano state seguite tutte le regole che la legge prescrive in proposito.

L'art. 194 del codice della strada si occupa proprio di stabilire quali sono le regole che devono essere rispettate quando da una determinata violazione del codice della strada consegua l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria, dettando delle disposizioni di carattere generale.

Che cosa prevede l'art. 194 del codice della strada?

Come già abbiamo detto, l'art. 194 del codice della strada ci aiuta a chiarire quali sono le regole che bisogna osservare tutte le volte in cui occorre comminare una sanzione amministrativa pecuniaria a seguito della commissione di un'infrazione stradale.

In particolare, l'art. 194 del codice della strada stabilisce che in tutti i casi in cui il codice della strada prevede che da una determinata violazione consegua una sanzione amministrativa pecuniaria, si applicano le disposizioni generali contenute nelle Sezioni I e II del capo I della legge 24 novembre 1981 n. 689. Tuttavia, se il codice della strada stabilisce delle regole diverse, saranno queste ultime a dover trovare applicazione. Ma che cosa significa?

Chiariamo, innanzitutto, che la legge 689/1981 si applica in generale tutte le volte in cui deve essere comminata una multa a seguito della commissione di un illecito amministrativo e, quindi, non solo quando l'illecito consiste nella violazione del codice della strada. Essa stabilisce, appunto, delle regole generali che possono essere derogate o modificate da regole speciali. Vediamo come opera questo meccanismo in relazione alle regole speciali poste dal codice della strada.

Per esempio, la legge 689/1981 prevede che le sanzioni amministrative pecuniarie consistono nel pagamento di una somma non inferiore a euro 10 e non superiore a euro 15.000. Tuttavia, il codice della strada prevede in proposito una regola diversa perchè stabilisce che le sanzioni amministrative pecuniarie consistono nel pagamento di una somma di denaro tra un limite minimo ed un limite massimo fissato dalla singola norma, ma comunque entro il limite minimo generale di euro 24 ed il limite massimo generale di euro 9.296. Secondo quanto previsto dall'art. 194 del codice della strada, dunque, l'importo massimo di una multa conseguente alla commissione di un'infrazione stradale non potrà essere superiore ad euro 9.296 e non ad euro 15.000, proprio perché il codice della strada prevede una regola speciale rispetto alla regola generale prevista dalla legge 689/1981. Pertanto, se una norma del codice della strada dovesse prevedere per la sua violazione una multa pari ad euro 10.000 e questa ti viene comminata, potrai impugnare il verbale di accertamento perché dovrà considerarsi illegittimo.

Facciamo ancora un altro esempio. La legge 689/1981 prevede che quando si deve determinare l'importo di una multa fissato dalla legge tra un limite minimo ed un limite massimo, si deve aver riguardo alla gravità della violazione, all'opera svolta dall'agente per la eliminazione o attenuazione delle conseguenze della violazione, nonché alla personalità dello stesso e alle sue condizioni economiche. In proposito, il codice della strada non prevede una regola diversa, ossia una regola che modifica o deroga alla regola generale prevista dalla legge 689/1981, per cui sarà quest'ultima ad essere applicata.

Giurisprudenza annotata

La Corte di Cassazione ha stabilito che, quando viene comminata una sanzione amministrativa pecuniaria a seguito di una violazione del codice della strada, in caso di ritardo nel pagamento della somma dovuta, bisogna applicare la maggiorazione del dieci per cento semestrale, ai sensi dell'art. 27 della legge n. 689 del 1981. La Corte, con tale pronuncia, ha chiarito che l'art. 203 del codice della strada non è una norma speciale rispetto all'art. 27 della legge n. 689 del 1981; esse, pertanto, devono applicarsi entrambe in quanto l'art. 27 della legge 689 del 1981 prevede una sanzione pecuniaria aggiuntiva prevista nel caso di ritardo nel pagamento della sanzione principale. In altri termini, anche se l'art. 203 del codice della strada prevede che il verbale di accertamento costituiscono titolo esecutivo per una somma pari alla metà del massimo della sanzione amministrativa edittale e per le spese di procedimento, è comunque legittima l'iscrizione a ruolo, e l'emissione della relativa cartella esattoriale, per un importo che includa, oltre a quanto dovuto per la sanzione principale e per le spese del procedimento, anche l'aumento derivante dalla sanzione aggiuntiva, così come previsto dall'art. 27 della legge n. 689 del 1981.

Cass. ord. n. 17901/2018 



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