Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 195 codice della strada: Applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1.  La sanzione amministrativa pecuniaria consiste nel pagamento di una somma di denaro tra un limite minimo ed un limite massimo fissato dalla singola norma, sempre entro il limite minimo generale di euro 24 ed il limite massimo generale di euro 9.296. Tale limite massimo generale può essere superato solo quando si tratti di sanzioni proporzionali, ovvero di più violazioni ai sensi dell’art. 198, ovvero nelle ipotesi di aggiornamento di cui al comma 3.
2.  Nella determinazione della sanzione amministrativa pecuniaria fissata dal presente codice, tra un limite minimo ed un limite massimo, si ha riguardo alla gravità della violazione, all’opera svolta dall’agente per l’eliminazione o attenuazione delle conseguenze della violazione, nonché alla personalità del trasgressore e alle sue condizioni economiche.
2-bis.  Le sanzioni amministrative pecuniarie previste dagli articoli 141, 142, 145, 146, 149, 154, 174, 176, commi 19 e 20, e 178 sono aumentate di un terzo quando la violazione è commessa dopo le ore 22 e prima delle ore 7; tale incremento della sanzione quando la violazione è accertata da uno dei soggetti di cui all’articolo 208, comma 1, primo periodo, è destinato ad alimentare il Fondo di cui all’articolo 6-bis del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160, e successive modificazioni.
3.  La misura delle sanzioni amministrative pecuniarie è aggiornata ogni due anni in misura pari all’intera variazione, accertata dall’ISTAT, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (media nazionale) verificatasi nei due anni precedenti. All’uopo, entro il 1° dicembre di ogni biennio, il Ministro della giustizia, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze, e delle infrastrutture e dei trasporti, fissa, seguendo i criteri di cui sopra, i nuovi limiti delle sanzioni amministrative pecuniarie, che si applicano dal 1° gennaio dell’anno successivo. Tali limiti possono superare quelli massimi di cui al comma 1.
3-bis.  A decorrere dal 1º gennaio 2005, la misura delle sanzioni amministrative pecuniarie, aggiornata ai sensi del comma 3, è oggetto di arrotondamento all’unità di euro, per eccesso se la frazione decimale è pari o superiore a 50 centesimi di euro, ovvero per difetto se è inferiore a detto limite.

COMMENTO

L’art. 195 del codice della strada si occupa di spiegare in che cosa consistono e come si determinano le sanzioni amministrative pecuniarie che si applicano quando viene violata una delle disposizioni previste dal medesimo codice.

In che cosa consistono le sanzioni amministrative pecuniarie?

Il codice della strada prevede che, quando viene commessa la violazione di una delle sue norme, siano applicate o sanzioni amministrative pecuniarie o sanzioni amministrative accessorie oppure entrambe. L’art. 195 del codice della strada disciplina le sanzioni amministrative pecuniarie: esse consistono nel pagamento di una somma di denaro che viene applicata dagli agenti di polizia che accertano e verbalizzano la violazione di una delle norme del codice della strada. Quando, per esempio, eccedi il limite di velocità in autostrada, e il sistema Tutor rileva la violazione, nel verbale di contestazione che ti verrà notificato troverai l’indicazione della multa che dovrai pagare a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria.

Come si determina l’importo delle sanzioni amministrative pecuniarie?

L’art. 195 del codice della strada dispone che per ogni tipo di violazione siano determinati un limite minimo ed un limite massimo massimo, entro i quali è possibile determinare la multa da pagare a seconda dell’infrazione commessa. Facciamo alcuni esempi: se superi i limiti di velocità imposti in un determinato tratto di strada di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h, dovrai pagare, a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria, una somma di denaro di importo compreso tra un minimo di 169 euro e un massimo di 680 euro; se vieni sorpreso alla guida in stato di ebrezza, con un tasso alcolemico superiore a 0,5 grammi per litro, ma inferiore a 0,8 grammi per litro, dovrai pagare una multa di importo compreso tra un minimo di 532 euro e un massimo di 2.127 euro. Per ogni tipo di violazione, comunque, l’importo minimo non potrà essere inferiore ai 24 euro, ma non potrà neanche superare i 9.296 euro.

L’art. 195 del codice della strada prevede che, per l’applicazione concreta della sanzione amministrativa pecuniaria, chi ha il compito di verbalizzare la violazione e di determinare l’importo della multa tra quello minimo e quello massimo stabiliti dalla norma violata, dovrà considerare la gravità della violazione che hai effettivamente commesso,le eventuali azioni che hai compiuto per eliminare o attenuare le conseguenze della violazione, nonché la tua personalità e le tue condizioni economiche.

È possibile applicare una sanzione amministrativa pecuniaria di importo superiore al limite massimo?

L’art. 195 del codice della strada prevede anche le ipotesi di applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria di importo superiore al limite massimo di 9.296 euro e di applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria, il cui importo potrebbe risultare superiore a quello massimo previsto per alcune specifiche violazioni perché aumentato di un terzo.

Il limite massimo di 9.296 euro può essere superato in alcuni casi specifici. In particolare, è ammesso il superamento di detto limite massimo: quando è prevista l’applicazione della sanzione massima aumentata fino al triplo, se hai commesso più violazioni della stessa norma (per esempio, se mentre ti trovi in autostrada, il sistema Tutor rileva per due volte nell’arco di pochi minuti che hai superato di oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità, ti sarà applicata la sanzione massima prevista per ogni singola violazione, pari a 3.316 euro, aumentata sino al triplo, così superando il limite di 9.296 euro) o se hai commesso la violazione di norme diverse ma con una singola azione; quando la norma del codice della strada non prevede, per la sua violazione, una sanzione pecuniaria massima ma solo la sanzione pecuniaria minima; quando il limite massimo pari a 9.296 euro viene elevato per una comune decisione del Ministero dell’economia e delle finanze e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in base alle variazioni dell’indice dei prezzi al consumo rilevato dall’ISTAT.

L’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria, il cui importo potrebbe risultare superiore a quello massimo previsto per alcune specifiche violazioni perché aumentato di un terzo, è possibile, invece, nei casi in cui tu ecceda i limiti di velocità, non rispetti gli obblighi di precedenza, ignori le indicazioni dei segnali stradali, non rispetti le distanze di sicurezza minime previste per la circolazione o compia una manovra accidentale che mette in pericolo gli altri utenti della strada, e commetti queste violazioni dopo le ore 22 e prima delle ore 7. Perciò, per esempio, se hai superato di oltre 60 km/h il limite massimo di velocità e gli agenti ritenessero di doverti applicare la sanzione pecuniaria massima pari a 3.316 euro, e hai commesso questa violazione oltre le ore 22 e prima delle ore 7, l’importo di 3.316 euro verrà aumentato di un terzo, e dovrai pagare una multa pari a circa 4.420 euro.

GIURISPRUDENZA

La Corte di Cassazione ha stabilito che, quando si propone opposizione avverso il verbale di contestazione della violazione del codice della strada davanti al giudice di pace, nel caso in cui il ricorso venga rigettato, il giudice può rideterminare la sanzione amministrativa pecuniaria originariamente applicata dagli organi che hanno verbalizzato l’infrazione. Tuttavia, il giudice, nella rideterminazione della sanzione, dovrà considerare gli elementi previsti dall’art. 195 del codice della strada, ossia la gravità della violazione effettivamente commessa, le eventuali azioni compiute per eliminare o attenuare le conseguenze della violazione, nonché la personalità e le condizioni economiche di colui che ha commesso l’infrazione.

Cass. Sent. n. 25304/2010



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