Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 199 codice della strada: Non trasmissibilità dell’obbligazione

codice-della-strada

Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1. L’obbligazione di pagamento a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria non si trasmette agli eredi.

Commento

L’art. 199 del codice della strada sancisce il principio dell’intrasmissibilità dell’obbligazione pecuniaria nascente dalla violazione di una delle norme contenute nel codice stesso. Per capire cosa intende la legge quando parla di intrasmissibilità dell’obbligazione dobbiamo prima illustrare brevemente quali sono le sanzioni che prevede nei riguardi delle persone che trasgrediscono alle sue norme.

Come tutti sanno, quando il tuo comportamento in strada non è conforme alle regole rischi di incorrere in una multa: la multa è, pertanto, la classica sanzione nel caso di violazione del codice della strada. Devi sapere, però, che tale terminologia è inesatta: la multa, infatti, è la classica sanzione economica del diritto penale, cioè di chi commette un reato.

Quella che paghi quando, ad esempio, parcheggi in doppia fila è una sanzione amministrativa pecuniaria. Il verbale che ti viene elevato dalla polizia stradale oppure da un semplice vigile è, dunque, una sanzione amministrativa di natura economica.

Questa, però, non è l’unica forma di sanzione conosciuta dal codice della strada: esistono infatti sanzioni accessorie, quali la sospensione o il ritiro della patente, che vengono comminate automaticamente al ricorrere di una determinata infrazione. Ad esempio, chi supera di oltre 40 km/h i limiti di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 532 a 2.127 euro, oltre alla decurtazione di sei punti dalla patente di guida e alla sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno fino a tre mesi [1].

Ci sono, poi, anche le pene vere e proprie: chi è colto a guidare in stato di ebbrezza oppure sotto l’effetto di sostanze stupefacenti rischia di dover pagare un’ammendo e di finire in arresto, oltre che di vedersi sequestrato il veicolo ai fini della confisca.

Art. 199 codice della strada: cosa dice?

L’art. 199 del codice della strada, a proposito delle sanzioni, stabilisce che l'obbligazione di pagamento a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria non si trasmette agli eredi. È il principio della intrasmissibilità della sanzione pecuniaria, secondo cui chi deve pagare una somma di danaro per aver violato il codice della strada non rischia di farla pagare ai suoi eredi nel caso in cui lui non possa farvi fronte.

Ad esempio, se Tizio supera i limiti di velocità ed è chiamato a pagare una sanzione pecuniaria salata, ma nelle more dell’accertamento decede, i suoi eredi potranno tranquillamente accettare l’eredità senza il timore che siano poi chiamati in prima persona a pagare il debito con lo Stato.

È chiaro che il principio è riferito solamente alle sanzioni amministrative di tipo pecuniario: sarebbero ovviamente intrasmissibili tutte le altre, come ad esempio l’arresto nel caso di reato oppure la sospensione della patente.

Perché l’obbligazione non si trasmette?

Il principio dell’intrasmissibilità dell’obbligazione di pagamento non è una novità nell’ambito del panorama giuridico italiano: già la legge di depenalizzazione, che disciplina, tra l’altro, le sanzioni amministrative, diceva che l'obbligazione di pagare la somma dovuta per la violazione non si trasmette gli eredi [2].

Questo principio è di derivazione penalistica: nell’ambito penale, infatti, in virtù del principio di personalità della responsabilità sancito perfino in Costituzione [3], nessuno può essere chiamato a rispondere del fatto illecito altrui. Se Tizio ruba una somma di danaro, lo Stato non se la potrà prendere con Caio, figlio di Tizio, solamente perché il vero responsabile non si può più punire (ad esempio, perché deceduto) oppure perché non si trova più.

La non trasmissibilità dell’obbligazione, dunque, soddisfa un normale principio di civiltà giuridica secondo cui ognuno è responsabile per ciò che commette, non potendosi addossare le trasgressioni a persone che non hanno fatto nulla.

Non trasmissibilità dell’obbligazione e solidarietà

Vi sono casi in cui il codice della strada impone a più soggetti responsabili di pagare la sanzione pecuniaria: ad esempio, la legge dice che, per le violazioni punibili con la sanzione amministrativa pecuniaria, il proprietario del veicolo è obbligato in solido con l’autore della violazione al pagamento della somma da questi dovuta, se non prova che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà [4].

La più classica delle solidarietà è quella tra conducente e proprietario: se presti l’auto a un tuo amico e l’autovelox lo sorprende a superare i limiti di velocità, sarete obbligati in solido a pagare la sanzione sia tu, in qualità di proprietario, che il conducente.

Come si sposano questi due principi, cioè quello di non trasmissibilità e quello di solidarietà, soprattutto nei casi di decesso del trasgressore, cioè di colui che effettivamente ha commesso la violazione (in genere, il conducente)? Ebbene, la risposta proviene direttamente dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali che, con una circolare [5], ha specificato che la morte dell’autore della violazione determina non soltanto l’intrasmissibilità ai suoi eredi della obbligazione di pagare la somma dovuta per la sanzione irrogata, ma altresì l’estinzione dell’obbligazione a carico dell’obbligato solidale individuato.

In buona sostanza, dunque, possiamo dire che il principio di personalità (cioè, di intrasmissibilità) prevale su quello di solidarietà, tant’è vero che, se muore l’autore della trasgressione, anche in presenza di altra persona obbligata in solido, l’obbligazione si estingue. In soldoni, se il conducente che non sia anche proprietario del mezzo muore, l’obbligazione si estingue del tutto anche se, per il principio di solidarietà, avrebbe dovuto pagare pure il proprietario.

[1] Art. 142 cod. strada.

[2] Art. 7 L. n. 689/81.

[3] Art. 27 Cost.

[4] Art. 196 cod. strada.

[5] Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Circolare n. 146 del 4.02.2004.



Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA