Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 202-bis codice della strada: Rateazione delle sanzioni pecuniarie

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1.  I soggetti tenuti al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria per una o più violazioni accertate contestualmente con uno stesso verbale, di importo superiore a 200 euro, che versino in condizioni economiche disagiate, possono richiedere la ripartizione del pagamento in rate mensili.
2.  Può avvalersi della facoltà di cui al comma 1 chi è titolare di un reddito imponibile ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore ad euro 10.628,16. Ai fini di cui al presente comma, se l’interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l’istante, e i limiti di reddito di cui al periodo precedente sono elevati di euro 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi.
3.  La richiesta di cui al comma 1 è presentata al prefetto, nel caso in cui la violazione sia stata accertata da funzionari, ufficiali e agenti di cui al primo periodo del comma 1 dell’articolo 208. È presentata al presidente della giunta regionale, al presidente della giunta provinciale o al sindaco, nel caso in cui la violazione sia stata accertata da funzionari, ufficiali e agenti, rispettivamente, delle regioni, delle province o dei comuni.
4.  Sulla base delle condizioni economiche del richiedente e dell’entità della somma da pagare, l’autorità di cui al comma 3 dispone la ripartizione del pagamento fino ad un massimo di dodici rate se l’importo dovuto non supera euro 2.000, fino ad un massimo di ventiquattro rate se l’importo dovuto non supera euro 5.000, fino ad un massimo di sessanta rate se l’importo dovuto supera euro 5.000. L’importo di ciascuna rata non può essere inferiore ad euro 100. Sulle somme il cui pagamento è stato rateizzato si applicano gli interessi al tasso previsto dall’articolo 21, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni.
5.  L’istanza di cui al comma 1 deve essere presentata entro trenta giorni dalla data di contestazione o di notificazione della violazione. La presentazione dell’istanza implica la rinuncia ad avvalersi della facoltà di ricorso al prefetto di cui all’articolo 203 e di ricorso al giudice di pace di cui all’articolo 204-bis. L’istanza è comunicata dall’autorità ricevente all’ufficio o comando da cui dipende l’organo accertatore. Entro novanta giorni dalla presentazione dell’istanza l’autorità di cui al comma 3 del presente articolo adotta il provvedimento di accoglimento o di rigetto. Decorso il termine di cui al periodo precedente, l’istanza si intende respinta.
6.  La notificazione all’interessato dell’accoglimento dell’istanza, con la determinazione delle modalità e dei tempi della rateazione, ovvero del provvedimento di rigetto è effettuata con le modalità di cui all’articolo 201. Con le modalità di cui al periodo precedente è notificata la comunicazione della decorrenza del termine di cui al quarto periodo del comma 5 del presente articolo e degli effetti che ne derivano ai sensi del medesimo comma. L’accoglimento dell’istanza, il rigetto o la decorrenza del termine di cui al citato quarto periodo del comma 5 sono comunicati al comando o ufficio da cui dipende l’organo accertatore.
7.  In caso di accoglimento dell’istanza, il comando o ufficio da cui dipende l’organo accertatore provvede alla verifica del pagamento di ciascuna rata. In caso di mancato pagamento della prima rata o, successivamente, di due rate, il debitore decade automaticamente dal beneficio della rateazione. Si applicano le disposizioni del comma 3 dell’articolo 203.
8.  In caso di rigetto dell’istanza, il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria deve avvenire entro trenta giorni dalla notificazione del relativo provvedimento ovvero dalla notificazione di cui al secondo periodo del comma 6.
9.  Con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze, del lavoro e delle politiche sociali e delle infrastrutture e dei trasporti, sono disciplinate le modalità di attuazione del presente articolo.
10.  Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con i Ministri dell’interno, del lavoro e delle politiche sociali e delle infrastrutture e dei trasporti, sono aggiornati ogni due anni gli importi di cui ai commi 1, 2 e 4 in misura pari all’intera variazione, accertata dall’ISTAT, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati verificatasi nei due anni precedenti. Il decreto di cui al presente comma è adottato entro il 1° dicembre di ogni biennio e gli importi aggiornati si applicano dal 1° gennaio dell’anno successivo.

COMMENTO

L’art. 202-bis del codice della strada si occupa di disciplinare i tempi e i modi per poter richiedere la rateizzazione della sanzione amministrativa pecuniaria comminata a seguito della violazione di una delle norme che regolano la circolazione stradale, previste nel codice medesimo.

Quando si può richiedere la rateizzazione delle multe?

Per poter usufruire della possibilità, prevista dalla legge, di pagare a rate le multe conseguenti all’accertamento di un’infrazione stradale, è necessario rispettare le condizioni di accesso al beneficio espressamente previste. In particolare, l’importo della multa deve superare 200 euro per una o più violazioni del codice della strada accertate contestualmente con uno stesso verbale di contestazione. Perciò, per esempio, non potrai chiedere la rateizzazione nel caso in cui ti siano pervenuti due diversi verbali di contestazione, uno per aver ecceduto il limite di velocità in data 20 febbraio, l’altro per aver parcheggiato in divieto di sosta in data 15 marzo, anche se la somma delle due sanzioni superi i 200 euro.

Oltre al requisito relativo alle circostanze della contestazione e all’importo della multa, è richiesto un ulteriore requisito, inerente la situazione economica del trasgressore. La norma, infatti, richiede che il soggetto destinatario del verbale di contestazione versi in una situazione economica disagiata, indicando espressamente il limite di reddito che non è possibile superare: per poter avanzare istanza di rateizzazione, il tuo reddito complessivo ai fini Irpef ( pari alla somma indicata al Rigo RN1 della tua dichiarazione dei redditi) non deve essere superiore a 10.628,16 euro. Se il tuo stato di famiglia rivela che convivi con altre due persone, tale limite deve essere aumentato di 1.032,91 euro per ognuno dei tuoi familiari conviventi: il tuo reddito complessivo ai fini Irpef, allora, non dovrà superare i 12.693,98 euro.

A chi si presenta l’istanza di rateizzazione?

Per individuare il soggetto a cui presentare l’istanza di accoglimento, dovrai tener conto dell’autorità che ha verbalizzato la violazione del codice della strada: se l’infrazione è stata accertata da funzionari, ufficiali ed agenti dello Stato o delle Ferrovie, dovrai avanzare l’istanza al Prefetto; qualora, invece, la violazione sia stata accertata da funzionari, ufficiali e agenti, rispettivamente, delle regioni, delle province o dei comuni, allora presenterai la tua istanza al presidente della giunta regionale, a quello della giunta provinciale oppure a al sindaco.

Entro quando si può presentare l’istanza di rateizzazione?

Per proporre l’istanza di rateizzazione hai 30 giorni di tempo. Tale termine decorrerà dal giorno della contestazione immediata o da quello della notificazione del verbale di contestazione, se questa non è stata immediata oppure se gli agenti accertatori ti hanno contestato immediatamente l’infrazione, ma hanno redatto il verbale in seguito.

Ricorda che, se decidi di presentare l’istanza da rateizzazione della multa, la tua richiesta costituirà anche rinuncia a proporre ricorso al prefetto o al giudice di pace avverso il verbale di contestazione. Pertanto, se ritieni che il verbale di contestazione possa essere impugnato (perché, ad esempio, è stato notificato oltre il termine consentito o perché non contiene l’indicazione della norma violata), non potrai presentare anche l’istanza di rateizzazione perché altrimenti il tuo ricorso sarà inammissibile.

Cosa accade in caso di accoglimento dell’istanza di rateizzazione?

Se, entro 90 giorni dalla presentazione dell’istanza di rateizzazione della multa, il prefetto (oppure il presidente della giunta provinciale, quello della giunta regionale o il sindaco) decide per l’accoglimento dell’istanza, dovranno notificarti il relativo provvedimento; quest’ultimo dovrà contenere tutte le indicazioni riguardanti la rateizzazione della multa. In particolare, potrà prevedere: un massimo di dodici rate se l’importo dovuto non supera euro 2.000; un massimo di ventiquattro rate se l’importo dovuto non supera euro 5.000; un massimo di sessanta rate se l’importo dovuto supera euro 5.000. E’ necessario che tu sappia che sulla somma, per il cui pagamento è stata ammessa la rateizzazione, sarà applicato il tasso d’interesse previsto dalla legge.

Ricorda che il mancato pagamento della prima rata, oppure il mancato pagamento di due rate, comunque successive alla prima, comporterà la decadenza del beneficio e, quindi, dovrai immediatamente pagare l’intero ammontare della multa in un’unica soluzione, al netto delle rate eventualmente pagate.

Cosa accade in caso di rigetto dell’istanza di rateizzazione?

Se, invece, entro 90 giorni dalla presentazione dell’istanza di rateizzazione della multa, ti viene notificato un provvedimento di rigetto, dovrai eseguire il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria entro 30 giorni dalla notificazione del provvedimento stesso.

Ti consigliamo, tuttavia, di prestare molta attenzione. L’autorità competente a decidere sulla tua richiesta di rateizzazione, infatti, potrebbe non farti pervenire alcun provvedimento, né di accoglimento, né di rigetto: in questo caso, il silenzio dell’amministrazione significherà che la tua istanza di rateizzazione sarà stata rifiutata. Perciò, dovrai provvedere al pagamento della multa entro 30 giorni, con decorrenza dalla notificazione di una comunicazione in cui dovrà essere espressamente indicato che sono decorsi i 90 giorni a disposizione dell’amministrazione per decidere e che da ciò deriva il rigetto della tua richiesta. 



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