Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 203 codice della strada: Ricorso al prefetto

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



Art 203 C.d.S Ricorso al prefetto

Il trasgressore o gli altri soggetti indicati nell’art. 196, nel termine di giorni sessanta dalla contestazione o dalla notificazione, qualora, non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi in cui è consentito, possono proporre ricorso al prefetto del luogo della commessa violazione, da presentarsi all’ufficio o comando cui appartiene l’organo accertatore ovvero da inviarsi agli stessi con raccomandata con ricevuta di ritorno. Con il ricorso possono essere presentati i documenti ritenuti idonei e può essere richiesta l’audizione personale.
1-bis.  Il ricorso di cui al comma 1 può essere presentato direttamente al prefetto mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. In tale caso, per la necessaria istruttoria, il prefetto trasmette all’ufficio o comando cui appartiene l’organo accertatore il ricorso, corredato dei documenti allegati dal ricorrente, nel termine di trenta giorni dalla sua ricezione.
2.  Il responsabile dell’ufficio o del comando cui appartiene l’organo accertatore, è tenuto a trasmettere gli atti al prefetto nel termine di sessanta giorni dal deposito o dal ricevimento del ricorso nei casi di cui al comma 1 e dal ricevimento degli atti da parte del prefetto nei casi di cui al comma 1-bis. Gli atti, corredati dalla prova della avvenuta contestazione o notificazione, devono essere altresì corredati dalle deduzioni tecniche dell’organo accertatore utili a confutare o confermare le risultanze del ricorso.
3.  Qualora nei termini previsti non sia stato proposto ricorso e non sia avvenuto il pagamento in misura ridotta, il verbale, in deroga alle disposizioni di cui all’art. 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, costituisce titolo esecutivo per una somma pari alla metà del massimo della sanzione amministrativa edittale e per le spese di procedimento.

COMMENTO

Se ti è stato notificato un verbale di accertamento per infrazioni al Codice della Strada, puoi proporre ricorso al prefetto al fine di contestarne la fondatezza o per far valere un vizio di legittimità.

Il ricorso è ammesso avverso tutti i verbali di accertamento; si tratta di un’ampia serie di casi specificatamente disciplinati dal Codice tra i quali rientrano– solo a livello esemplificativo – i verbali di accertamento per superamento dei limiti di velocità, violazioni riguardanti la sosta dei veicoli in aree ove non è consentita o l’ingombro della carreggiata, le infrazioni riguardanti il trasporto di carichi, oppure i verbali con i quali viene contestato al conducente la mancanza della patente di guida o di altri documenti per la circolazione (es. contrassegno assicurativo).

Non si tratta dell’unico rimedio che il Codice della Strada prevede per impugnare un verbale elevato dagli organi di polizia: l’art. 204 bis, infatti, disciplina il ricorso innanzi al Giudice di Pace [1]. I due rimedi sono alternativi, tant’è che se viene esperito per primo il ricorso al Giudice di Pace, questo preclude la possibilità di rivolgersi al Prefetto.

Il ricorso deve essere presentato entro il termine perentorio di 60 giorni che decorrono a partire dalla data in cui è stata effettuata la contestazione immediata oppure dalla notifica del verbale di accertamento.

Se ti è stata contestata l’infrazione di una norma del Codice della Strada e non proponi ricorso o non provvedi ad effettuare il pagamento in misura ridotta, allora il verbale diviene titolo esecutivo per una somma pari alla metà del massimo della sanzione amministrativa edittale e per le spese di procedimento.

L’atto può essere presentato al prefetto competente per territorio personalmente dal ricorrente il quale, tuttavia, può anche scegliere di farsi assistere da un proprio legale, previo conferimento del mandato difensivo.

Se hai deciso quindi di proporre ricorso, puoi allegare, a sostegno delle tue argomentazioni, tutta la documentazione che ritieni utile e chiedere di essere sentito dal prefetto personalmente. Tale richiesta obbliga il prefetto a convocarti per sentirti in merito a quanto esposto con l’atto di ricorso[2]:riceverai, quindi, lettera raccomandata a.r., con avviso di convocazione, con il quale viene comunicata la data dell’udienza per l’audizione.

La norma prevede due diverse forme di deposito del ricorso: l’atto può, infatti, essere presentato direttamente al prefetto tramite spedizione a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento  oppure può essere depositato presso l’ufficio o il comando dell’organo che ha effettuato l’accertamento.  

Nel primo caso, il prefetto dovrà trasmetterlo all’organo che ha proceduto ad elevare il verbale entro il termine di 30 giorni dal ricevimento della raccomandata. Il responsabile dell’ufficio o del comando cui appartiene l’organo accertatore, dunque, è tenuto a trasmettere gli atti al prefetto nel termine di 60 giorni dal deposito o dal ricevimento del ricorso nel caso in cui questo sia stato depositato presso l’ufficio o il comando dell’organo;  dal ricevimento degli atti da parte del prefetto nei casi in cui invece il ricorso sia stato presentato direttamente al prefetto a mezzo lettera raccomandata. Gli atti, cui deve essere allegata la prova della avvenuta contestazione o notificazione, devono essere altresì corredati dalle deduzioni tecniche dell’organo accertatore utili a confutare o confermare le risultanze del ricorso.

Una volta lette le argomentazioni che hai esposto nel ricorso e le controdeduzioni dell’organo che ha effettuato l’accertamento, il prefetto decide pronunciandosi con ordinanza.

Il termine entro cui il prefetto è tenuto a rispondere può avere una durata diversa a secondo che il ricorso  gli sia stato spedito direttamente oppure sia stato depositato all’autorità amministrativa che ha emesso il verbale. Nella prima ipotesi, il prefetto deve pronunciarsi entro 210 giorni dalla spedizione. Questo periodo di tempo tiene conto del rispetto dei termini che servono per porre in essere l’attività istruttoria illustrata sopra, ossia dei primi 30 giorni utilizzati dal prefetto per spedire il ricorso all’ufficio o al comando dell’organo che ha emesso la multa e dei 60 giorni di tempo che l’amministrazione ha per ritrasmettere gli atti e le note tecniche. [3]

Nel caso in cui il ricorso sia stato depositato all’organo che ha elevato il verbale, invece, il termine entro cui dovrà essere emessa l’ordinanza è di 180 giorni.

Se il prefetto non dovesse rispondere entro i 180 o 210 giorni a secondo dei casi, si applica la regola del silenzio assenso e cioè il ricorso si considera accolto dal prefetto: la conseguenza è che ogni misura restrittiva che ti è stata applicata ( ad es. il fermo del veicolo),viene meno.

V’è da dire che non di rado al ricorrente capita di riceve una cartella di pagamento o un fermo amministrativo: naturalmente, in situazioni del genere, ci si può rivolgere al Giudice di Pace dichiarando di non aver ricevuto alcun riscontro.

L’ordinanza prefettizia può essere di accoglimento del ricorso, di rigetto, oppure il prefetto può pronunziarsi dichiarandone l’inammissibilità

I casi di inammissibilità del ricorso al prefetto sono, ad esempio, la mancata proposizione del ricorso nel termine di 60 giorni dalla data in cui è stata effettuata la contestazione immediata oppure dalla notifica del verbale di accertamento, oppure il caso in cui si sia provveduto al pagamento, anche in misura ridotta, della sanzione comminata; il ricorso può, inoltre, essere dichiarato inammissibile nel caso in cui – come sopra accennato – sia stato già proposto ricorso al Giudice di Pace.

Nel caso in cui il prefetto ritenga fondate le tue argomentazioni, accoglie il ricorso ed ordina l’archiviazione del procedimento, dandone comunicazione all’ufficio o comando cui appartiene l’organo accertatore.

Nel caso opposto, invece, ove ritenga fondato l’accertamento, emette ordinanza con cui ingiunge il pagamento di una somma pecuniaria di importo non inferiore al doppio del minimo edittale di ogni violazione contestata nel verbale, oltre le spese del procedimento.

Nel caso di mancato pagamento dell’ordinanza-ingiunzione, secondo le modalità indicate dell’ordinanza stessa, la somma verrà successivamente iscritta a ruolo.

Verificare che sia stato rispettato il termine entro cui il Prefetto è tenuto a pronunciarsi è fondamentale, poiché un’ordinanza di ingiunzione depositata oltre tale termine può essere impugnata. [4]

L’ordinanza di ingiunzione verrà poi notificata nel termine di 150 giorni dalla sua adozione ed il ricorrente sarà tenuto al pagamento entro il termine di 30 giorni dalla notifica della stessa.

Nel caso in cui ti venga comunicata l’ordinanza, puoi decidere di impugnarla con opposizione al Giudice di Pace competente per territorio entro 30 giorni dalla notifica: con il ricorso all’Autorità Giudiziaria puoi decidere di esporre le medesime argomentazioni che hai esposto al prefetto, ma puoi inoltre far valere vizi propri dell’ordinanza (quali ad es. la mancanza di motivazione).[5]

Tribunale Bari sez. III  13 gennaio 2016 n. 13

L’art. 203 c. strad. prevede che, in caso di ricorso al prefetto avverso il verbale di contestazione di illecito, il responsabile dell’ufficio o del comando cui appartiene l’organo accertatore è tenuto a trasmettere gli atti al prefetto nel termine di sessanta giorni dal deposito o dal ricevimento del ricorso nei casi di cui al comma 1 e dal ricevimento degli atti da parte del prefetto nei casi di cui al comma I bis. Gli atti corredati dalla prova della avvenuta contestazione o notificazione, devono essere altresì corredati dalle deduzioni tecniche dell’organo accertatore utili a confutare o confermare le risultanze del ricorso. Il prefetto deve rispettare poi il termine di centoventi giorni per l’emissione dell’ordinanza ingiunzione dalla data in cui il prefetto riceve gli atti dall’ufficio accertatore.

Tribunale Bari sez. III, 13/07/2016, n. 3894

Cessata la causa di sospensione del termine per la richiesta di audizione personale, deve ritenersi tempestiva l’adozione, da parte del prefetto, dell’ordinanza ingiunzione, in quanto emessa nel pieno rispetto del termine complessivo di centoventi giorni. Allo stesso modo, risulta osservato il termine di complessivi duecentodieci giorni, decorrenti dalla data di presentazione del ricorso al prefetto, per l’adozione dell’ordinanza ingiunzione.

Tribunale Ancona sez. I, 02/10/2014, n. 1632

In tema di ricorso al Prefetto per l’annullamento del verbale di infrazione della normativa sulla circolazione stradale, al fine di valutare la tempestività della pronuncia dell’ordinanza prefettizia, deve aversi riguardo unicamente al termine complessivo previsto dall’art. 204, c. strad., a nulla rilevando il mancato rispetto del termine di 30 giorni previsto per la trasmissione del ricorso da parte del Prefetto all’autorità accertatrice.

Tribunale Salerno sez. I,09/05/2014, n. 2329

In tema di sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada, il verbale di contestazione che non sia stato impugnato dal destinatario né mediante ricorso giurisdizionale né mediante ricorso amministrativo innanzi al Prefetto, acquista efficacia di titolo esecutivo legittimando la emissione della cartella esattoriale su di esso fondata, nei cui confronti non è più ammissibile il ricorso attraverso il quale vengano dedotti non già vizi suoi propri, ma contestazioni relative al contenuto del verbale di contestazione, suscettibili di essere proposte in sede di opposizione contro quest’ultimo

Note:

[1]Art. 204 C.d.S.

[2]:Cassazione Sezioni Unite, n. 1786 del 28.1.2010

[3]Cassazione civile sez. II  02 aprile 2015 n. 6788 e Tribunale Roma sez. XII  03 settembre 2018 n. 16762

[4] Tribunale Bari sez. III  13 gennaio 2016 n. 13

[5]Giudice di pace Bari n. 1317 del 13/02/2010 



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