Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 204 codice della strada: Provvedimento del prefetto

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1.  Il prefetto, esaminati il verbale e gli atti prodotti dall’ufficio o comando accertatore, nonché il ricorso e i documenti allegati, sentiti gli interessati che ne abbiano fatta richiesta, se ritiene fondato l’accertamento adotta, entro centoventi giorni decorrenti dalla data di ricezione degli atti da parte dell’ufficio accertatore, secondo quanto stabilito al comma 2 dell’articolo 203, ordinanza motivata con la quale ingiunge il pagamento di una somma determinata, nel limite non inferiore al doppio del minimo edittale per ogni singola violazione, secondo i criteri dell’art. 195, comma 2. L’ingiunzione comprende anche le spese ed è notificata all’autore della violazione ed alle altre persone che sono tenute al pagamento ai sensi del presente titolo. Ove, invece, non ritenga fondato l’accertamento, il prefetto, nello stesso termine, emette ordinanza motivata di archiviazione degli atti, comunicandola integralmente all’ufficio o comando cui appartiene l’organo accertatore, il quale ne dà notizia ai ricorrenti.
1-bis.  I termini di cui ai commi 1-bis e 2 dell’articolo 203 e al comma 1 del presente articolo sono perentori e si cumulano tra loro ai fini della considerazione di tempestività dell’adozione dell’ordinanza-ingiunzione. Decorsi detti termini senza che sia stata adottata l’ordinanza del prefetto, il ricorso si intende accolto.
1-ter.  Quando il ricorrente ha fatto richiesta di audizione personale, il termine di cui al comma 1 si interrompe con la notifica dell’invito al ricorrente per la presentazione all’audizione. Detto termine resta sospeso fino alla data di espletamento dell’audizione o, in caso di mancata presentazione del ricorrente, comunque fino alla data fissata per l’audizione stessa. Se il ricorrente non si presenta alla data fissata per l’audizione, senza allegare giustificazione della sua assenza, il prefetto decide sul ricorso, senza ulteriori formalità.
2.  L’ordinanza-ingiunzione di pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria deve essere notificata, nel termine di centocinquanta giorni dalla sua adozione, nelle forme previste dall’art. 201. Il pagamento della somma ingiunta e delle relative spese deve essere effettuato, entro il termine di trenta giorni dalla notificazione, all’ufficio del registro o al diverso ufficio indicato nella stessa ingiunzione. L’ufficio del registro che ha ricevuto il pagamento, entro trenta giorni dalla sua effettuazione, ne dà comunicazione al prefetto e all’ufficio o comando accertatore.
3.  L’ordinanza-ingiunzione, trascorso il termine per il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria, costituisce titolo esecutivo per l’ammontare della somma ingiunta e delle relative spese.

COMMENTO

L’art. 204 del codice della strada disciplina l’esito del ricorso al prefetto, che può essere proposto avverso il verbale di contestazione di violazione di una norma del medesimo codice.

Quanto tempo ha a disposizione il prefetto per decidere sul ricorso?

Se hai scelto di impugnare il verbale con cui ti è stata contestata un’infrazione, ricorrendo al prefetto del luogo della commessa violazione della norma del codice della strada, il prefetto dovrà decidere entro 120 giorni dalla data in cui ha ricevuto gli atti che gli devono essere trasmessi dal responsabile dell’ufficio o del comando cui appartiene l’organo di polizia che ha accertato l’infrazione. Infatti, quando s’intende ricorrere al prefetto, si ha a disposizione due modalità di proposizione del ricorso, previste dall’art. 203 del codice della strada: o si presenta il ricorso direttamente al prefetto o lo si presenta all’ufficio o comando cui appartiene l’organo accertatore. In entrambi i casi, l’ufficio deve provvedere a trasmettere al prefetto tutti gli atti che riguardano la contestazione, necessari per consentirgli di prendere una decisione accurata sul tuo ricorso.

Nel primo caso, entro 30 giorni dal ricevimento del ricorso, il prefetto dovrà trasmetterlo all’ufficio o comando cui appartiene l’organo accertatore, il quale, a propria volta, avrà a disposizione 60 giorni di tempo per trasmettere gli atti in possesso dell’ufficio, di nuovo, al prefetto. Nel secondo caso, invece, essendo pervenuto il ricorso direttamente all’ufficio o comando cui appartiene l’organo accertatore, decorrerà immediatamente il termine di 60 giorni per la trasmissione degli atti al prefetto. Solo nel momento in cui gli atti giungeranno all’ufficio di prefettura inizieranno a decorrere i 120 giorni di tempo a disposizione del prefetto per decidere sul ricorso. Perciò, se decidi di utilizzare la possibilità di presentare il ricorso direttamente al prefetto, dovrai attendere di più per ricevere una risposta in merito (210 giorni dalla proposizione del ricorso), rispetto alla presentazione del ricorso all’ufficio o comando cui appartiene l’organo accertatore (180 giorni dalla proposizione del ricorso).

Se, nel ricorso, hai chiesto di essere sentito dal prefetto, il termine di 120 giorni s’interromperà da quando riceverai l’invito a prendere parte all’audizione e ricomincerà a decorrere dall’inizio nel momento in cui è stata completata l’audizione.

Che cosa succede se il prefetto accoglie il ricorso?

Se gli elementi raccolti dal prefetto lo inducono ad accogliere il tuo ricorso, allora emetterà un’ordinanza di archiviazione. Il provvedimento che accoglie il tuo ricorso dovrà essere trasmesso all’ufficio o comando, cui appartiene l’agente che aveva accertato la violazione, affinché provveda a notificartelo.

Oltre che con un provvedimento espresso, il ricorso s’intenderà accolto anche quando il prefetto lascerà trascorrere i 120 giorni a sua disposizione senza prendere alcuna decisione.

Che cosa succede se il prefetto rigetta il ricorso?

Se, invece, il prefetto ritiene di non dover accogliere il tuo ricorso, emetterà un’ordinanza-ingiunzione di pagamento della sanzione amministrativa debitamente motivata, che dovrà esserti notificata nel termine di 150 giorni dalla sua adozione. Con tale ordinanza, t’ingiungerà di pagare, entro 30 giorni dal giorno in cui hai ricevuto il provvedimento, una somma pari ad almeno il doppio del minimo edittale per ogni singola violazione. Per esempio, se il prefetto non ha accolto il tuo ricorso contro il verbale che ti contestava l’eccesso del limite di velocità oltre i 10 km/h, ma entro i 40 km/h, ti sarà ordinato di pagare almeno 338 euro, ossia il doppio di 169 euro che è la sanzione minima edittale, oltre alle spese di notifica.

Trascorsi i 30 giorni a tua disposizione per eseguire il pagamento, l’ordinanza-ingiunzione diventerà titolo esecutivo, ossia un documento che permetterà di poter avviare il procedimento di esecuzione forzata nei tuoi confronti, per costringerti ad adempiere gli obblighi che con l’ordinanza ti sono stati imposti.

Contro il provvedimento del prefetto, che ha deciso di non accogliere il ricorso, potrai ricorrere davanti al Giudice di Pace entro 30 giorni. In questa occasione potrai sia contestare le motivazioni dell’ordinanza prefettizia sia riproporre i motivi per i quali hai ritenuto di impugnare l’originario verbale di contestazione.

GIURISPRUDENZA

La Corte di Cassazione ha stabilito che, se il prefetto emette l’ordinanza-ingiunzione, ossia il provvedimento con cui rigetta il ricorso proposto dal trasgressore del codice della strada, oltre il termine complessivamente previsto per l’emissione dell’ordinanza prefettizia (oltre i 180 giorni, o i 210 giorni, se il ricorso è stato proposto direttamente al prefetto), l’ordinanza dovrà essere considerata illegittima. La Suprema Corte ha chiarito che, per verificare che il termine sia stato rispettato, bisogna guardare la data di adozione del provvedimento e non quella della notificazione al ricorrente.  

Cass. sent. n. 16073/2004



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