Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 209 codice della strada: Prescrizione

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



Art. 209 C.d.S. (Prescrizione)

1. La prescrizione del diritto a riscuotere le somme dovute a titolo di sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni previste dal presente codice è regolata dall’art. 28 della legge 24 novembre 1981, n. 689.

Legge 24 novembre 1981 n. 689 – Modifiche al sistema penale – art. 28 (Prescrizione)

1. Il diritto a riscuotere le somme dovute per le violazioni indicate dalla presente legge si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione.

2. L’interruzione della prescrizione è regolata dalle norme del codice civile.

 

COMMENTO

L’art. 209 del codice della strada si occupa della prescrizione delle multe. Esso rimanda all’art. 28 della legge n. 689/1981, che fissa il termine di prescrizione in cinque anni dal giorno in cui è stata commessa l’infrazione. Questa legge, a sua volta, rinvia al codice civile per la disciplina dell’interruzione della prescrizione.

Si sente spesso parlare di multe che non devono essere pagate perché si sono prescritte. Cerchiamo di capire cosa si intende per prescrizione delle multe e, soprattutto, come funziona.

 

Che cosa è la prescrizione della multa?

Prescrizione della multa vuol dire perdita del diritto a riscuoterne le somme; se la multa è scaduta, il pagamento non è dovuto.

I diritti, infatti, se non si fanno valere entro un determinato periodo di tempo, si estinguono [1], con la conseguenza che nulla si può più pretendere.

Il termine di prescrizione delle multe è di cinque anni, che iniziano a decorrere dal giorno in cui è stato violato il codice della strada.  

Bada bene, la legge fa iniziare i cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione; spesso si rischia di confondere questo momento con quello dell’accertamento, da parte dell’autorità amministrativa (Vigili Urbani, Polizia, Carabinieri, ecc.), della violazione stessa. 

Esempio:

  • l’autovelox rileva che Tizio ha superato il limite di velocità il 7 giugno 2018 (giorno della violazione);
  • le forze dell’ordine prendono visione dei dati dell’autovelox il 13 giugno 2018, verificano che Tizio ha superato i limiti di velocità e redigono il verbale (giorno dell’accertamento).

Il pagamento della multa dovrà essere richiesto entro il 7 giugno 2023 (cinque anni dal 7 giugno 2018, giorno della violazione).

Cosa diversa dalla violazione e dall’accertamento è la contestazione. Essa è la comunicazione, al trasgressore, della violazione.

Quando è possibile, l’infrazione deve essere contestata immediatamente [2]; negli altri casi – espressamente indicati dal codice della strada – ciò può avvenire un un momento successivo, con l’invio del verbale di accertamento al proprietario del veicolo [3].

Esempio:

  • i Vigili Urbani vedono una vettura parcheggiata in divieto di sosta con all’interno il conducente Tizio (sono tenuti a comunicare, immediatamente, l’infrazione a Tizio);
  • i Vigili Urbani vedono una vettura ferma in un’area di parcheggio a pagamento senza il ticket (devono contestare l’illecito con l’invio del verbale di accertamento al proprietario del veicolo).

La prescrizione della multa si verifica sia che la violazione ti venga contestata immediatamente, sia che la stessa ti venga contestata con l’invio del verbale.

Se il verbale ti è stato inviato dopo i cinque anni, non sei tenuto a pagare, perché esso è illegittimo; devi, però, impugnarlo (davanti al Giudice di Pace territorialemte competente) e far valere la prescrizione, altrimenti diventa definitivo e non puoi più contestarlo.

Tieni presente, inoltre, che il verbale deve esserti inviato entro novanta giorni dall’accertamento [4]

Nel conteggio dei novanta giorni devi escludere il giorno iniziale e includere il novantesimo. Se il novantesimo giorno è festivo, devi spostare la scadenza al primo giorno successivo feriale.

Nota bene, non è richiesto che il verbale ti venga recapitato entro novanta giorni, ma solo che esso, entro i novanta giorni, sia stato consegnato all’ente che deve curarne la spedizione e la consegna (esempio: Poste Italiane).

Se il verbale ti è stato inviato dopo i novanta giorni, non sei tenuto a pagare, perchè esso è illegittimo; devi, però, impugnarlo, altrimenti diventa definitivo e non puoi più metterlo in discussione.

Esattamente, dal giorno in cui ha ricevuto il verbale, puoi:

  • entro sessanta giorni fare ricorso al Prefetto territorialmente competente;
  • entro trenta giorni fare ricorso al Giudice di Pace territorialmente competente.

Le indicazioni sull’impugnazione sono presenti nel verbale stesso.

Quindi, quando ricevi il verbale a casa controlla che sia stato notificato entro novanta giorni dall’accertamento ed entro cinque anni dalla violazione.

 

Quando si interrompe il termine di prescrizione della multa?

Il termine di prescrizione della multa si interrompe quando giunge al destinatario una formale richiesta di pagamento; ad esempio:

  • il verbale di contestazione;
  • la cartella esattoriale;
  • il sollecito di pagamento;
  • il pagamento parziale del debito.
  • il preavviso di fermo amministrativo.

L’interruzione si verifica in questi e in tutti gli altri casi in cui viene notificato un atto con il quale si ordina – al destinatario della multa – di pagare entro un determinato periodo di tempo, avvertendolo che, in mancanza, si farà valere il proprio diritto servendosi di determinati strumenti previsti dalla legge (esempio: ricorso all’Autorità Giudiziaria).

Come funziona l’interruzione della prescrizione?

L’atto interruttivo, in sostanza, ferma il decorso dei cinque anni, facendoli ricominciare da zero; ciò indipendentemente da quanto tempo sia trascorso fino a quel momento.

Esempio:

  • il termine di prescrizione inizia a decorrere il 20 ottobre 2017;
  • il 20 ottobre 2018 l’Agente per la riscossione invia un sollecito di pagamento;
  • il lasso di tempo di un anno maturato fino alla notifica dell’atto interruttivo viene cancellato; si ricomincia da zero dal 20 ottobre 2018.

Di conseguenza, se non giungeranno altri atti interruttivi fino al 20 ottobre 2023, qualsiasi richiesta di pagamento successiva a tale data sarà illegittima, perchè si è prescritto il diritto di credito.

Titti gli atti interruttivi, una volta notificati, fanno allungare il termine di prescrizione di altri cinque anni.

Dunque, se sono passati più di cinque anni dalla violazione, oppure dall’ultima notifica di un atto interruttivo, siamo certi che la prescrizione sia maturata.

Così come indicato nel verbale, la multa deve essere pagata entro sessanta giorni dalla consegna a mani (contestazione immediata) o dalla notifica (contestazione non immediata) del verbale stesso [5].

Se non paghi la multa e non impugni il verbale, esso diviene definitivo e l’Amministrazione dà il via alla procedura di riscossione della somma. Tecnicamente si parla di iscrizione a ruolo. 

L’Amministrazione incarica un Agente della riscossione, il quale – entro due anni dalla consegna del ruolo [6] – dovrà richiedere il pagamento mediante invio, al debitore, della cartella esattoriale (pensa all’attività svolta da Equitalia, ora passata ad Agenzia delle Entrate Riscossione).

Il termine di due anni riguarda esclusivamente le somme che spettano ai Comuni, ossia la multe elevate dai Vigili Urbani. Esso, inoltre, non riduce il termine di prescrizione, che rimane di cinque anni.

Esempio:

  • Tizio prende una multa per divieto di sosta il 14 novembre 2010 (giorno della violazione);
  • il Comune trasmette il ruolo all’Agente per la riscossione il 14 novembre 2011;
  • l’Agente notifica la cartella esattoriale il 14 novembre 2014.

Come puoi notare, in questo caso il termine di cinque anni entro cui richiedere il pagamento è stato rispettato (14 novembre 2010/14 novembre 2014, quattro anni); mentre, quello di due anni entro cui deve essere notificata la cartella è stato superato (14 novembre 2011/14 novembre 2014, tre anni).

Ciò comporta l’illegittimità della cartella esattoriale. L’Agente, infatti, non avendo notificato la cartella entro i due anni, non ha più il diritto di chiedere la riscossione delle somme.

Pertanto, se la cartella ti è stata inviata dopo due anni dalla consegna del ruolo, non sei tenuto a pagare, perché essa è illegittima. Devi, però, impugnarla (entro trenta giorni, davanti al Giudice di Pace territorialmente competente), altrimenti diviene definitiva e non puoi più contestarla.

 

Note

[1] Art. 2934 c.c.

[2] Art. 200 C.d.S.

[3] Art. 201 C.d.S.

[4] Art. 201 C.d.S.

[5] Art. 202 C.d.S.

[6] Art. 1, comma 153, legge n. 244/2007 (Finanziaria 2008).



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