Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 223 codice della strada: Ritiro della patente di guida in conseguenza di ipotesi di reato

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1. Nelle ipotesi di reato per le quali è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione o della revoca della patente di guida, l’agente o l’organo accertatore della violazione ritira immediatamente la patente e la trasmette, unitamente al rapporto, entro dieci giorni, tramite il proprio comando o ufficio, alla prefettura-ufficio territoriale del Governo del luogo della commessa violazione. Il prefetto, ricevuti gli atti, dispone la sospensione provvisoria della validità della patente di guida, fino ad un massimo di due anni. Il provvedimento, per i fini di cui all’articolo 226, comma 11, è comunicato all’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida.

2. Le disposizioni del comma 1 del presente articolo si applicano anche nelle ipotesi di reato di cui all’articolo 222, commi 2 e 3,nonche’ nei casi previsti dagli articoli 589-bis, secondo, terzo, quarto e quinto comma, e 590-bis del codice penale. La trasmissione della patente di guida, unitamente a copia del rapporto e del verbale di contestazione, è effettuata dall’agente o dall’organo che ha proceduto al rilevamento del sinistro. Il prefetto, ricevuti gli atti, dispone, ove sussistano fondati elementi di un’evidente responsabilità, la sospensione provvisoria della validita’ della patente di guida fino ad un massimo di tre anni. Nei casi di cui agli articoli 589-bis, secondo, terzo, quarto e quinto comma, e 590-bis del codice penale il prefetto, ricevuti gli atti, dispone, ove sussistano fondati elementi di un’evidente responsabilita’, la sospensione provvisoria della validita’ della patente di guida fino ad un massimo di cinque anni. In caso di sentenza di condanna non definitiva, la sospensione provvisoria della validita’ della patente di guida puo’ essere prorogata fino ad un massimo di dieci anni.

2-bis. Qualora la sospensione di cui al comma 2, quarto periodo, sia disposta nei confronti di titolare di patente di guida rilasciata da uno Stato estero, il prefetto del luogo della commessa violazione, ricevuti gli atti, nei quindici giorni successivi emette un provvedimento di inibizione alla guida sul territorio nazionale valido per il medesimo periodo previsto dal comma 2, quarto periodo. L’inibizione alla guida sul territorio nazionale e’ annotata nell’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida di cui all’articolo 225 del presente codice per il tramite del collegamento informatico integrato di cui al comma 7 dell’articolo 403 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495.

3. Il cancelliere del giudice che ha pronunciato la sentenza o il decreto divenuti irrevocabili ai sensi dell’articolo 648 del codice di procedura penale, nel termine di quindici giorni, ne trasmette copia autentica al prefetto indicato nei commi 1 e 2 del presente articolo.

4. Avverso il provvedimento di sospensione della patente, di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo, è ammessa opposizione, ai sensi dell’articolo 205.

(1) Articolo interamente sostituito dalla legge 29 luglio 2010, n. 120 ( G.U. n. 175 del 29 luglio 2010 suppl. ord.).

Commento

Sei stato destinatario di un provvedimento di ritiro della patente di guida, rilasciata in Italia o all’estero, e vuoi essere certo che il procedimento seguito dalle Autorità sia stato regolare? Non sei sicuro che sussistessero i presupposti per l'atto prefettizio o pensi che lo stesso abbia effetti che si propagano troppo in là nel tempo? Vuoi sapere come opporti? Sei nel posto giusto, perché adesso analizzeremo e cercheremo di dare risposta ai tuoi dubbi.

Cos’è il ritiro della patente di guida?

Il ritiro della patente di guida è un provvedimento della pubblica amministrazione che ha degli effetti spiacevoli per il conducente: se ne sei destinatario, ti troverai inibito dalla guida per il periodo di tempo stabilito dal provvedimento, con tutte le difficoltà che per te ne deriveranno nella circolazione e nello svolgimento delle tue normali attività.

In quali casi e per quanto tempo può essere disposto?

Proprio in ragione delle sue gravi conseguenze, potrai essere certo della legittimità del provvedimento nei tuoi confronti solo se hai commesso dei fatti di una certa entità, come un reato per il quale è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione o revoca della patente di guida: si tratta, ad esempio, della guida sotto l’influenza dell’alcol con tasso alcolemico superiore a 0,80 g/l o in quello stato di alterazione psico-fisica determinato dall’assunzione di sostanze stupefacenti [2]. In ipotesi di questo genere [3], la durata del provvedimento non può essere superiore a due anni.

Ancora, se violando una qualsiasi disposizione del codice della strada hai colposamente (prevedendolo ma non volendolo) cagionato un danno all’altrui integrità psico-fisica provocandogli lesioni o, sempre per tua colpa, ne hai determinato la morte [4]; oppure se sei già stato condannato con sentenza definitiva per almeno due reati non colposi della stessa tipologia di quello che attualmente ti viene addebitato [5]: in tutti questi casi, il provvedimento nei tuoi confronti potrà avere validità fino a tre anni. La durata del provvedimento fino ad anni cinque corrisponde a condotte maggiormente offensive, come l’omicidio stradale o le lesioni personali gravi o gravissime realizzate dal conducente sotto l’effetto di stupefacenti o in stato di ebbrezza alcolica; lo stesso avverrà se la tua patente di guida è stata rilasciata all’estero, ma il provvedimento avrà i connotati dell’inibizione alla guida sul territorio nazionale piuttosto che della sospensione provvisoria. La sospensione potrà essere fino a dieci anni se sei già stato condannato, anche con sentenza ancora appellabile.

Chi irroga la sanzione? A chi rivolgersi per contestare il provvedimento?

Materialmente sarà l’agente della Polizia Stradale o altra autorità presente sul posto o che ha accertato la violazione del codice della strada a ritirare la tua patente; sarà invece il Prefetto del luogo di residenza dell'interessato [6] a emettere formalmente il provvedimento. Per opporti al provvedimento potrai adire il Giudice di pace in veste di Giudice civile [7] del luogo in cui la violazione del codice della strada si è consumata, nel termine di trenta giorni dalla notifica del provvedimento.

Quali sono i presupposti per l’emanazione dell’atto di ritiro?

Anche se la legge parla di reati, non puoi contestare il provvedimento del Prefetto solo perché nessun procedimento penale è mai stato avviato nei tuoi confronti: il provvedimento ha natura preventiva e cautelare, ossia è pienamente legittimo ed efficace nei tuoi confronti quando è stato emanato sulla base del rapporto degli agenti e del verbale di contestazione nel quale la tua (presunta) condotta è stata descritta, [8] dagli stessi inviato alla Prefettura.

Lo scopo del provvedimento è infatti quello di evitare che il conducente, ritenuto astrattamente responsabile di condotte costituenti reato, possa nuovamente immettersi nella circolazione stradale realizzando nuovi comportamenti pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità delle persone [9]. In passato era richiesto, in alcune ipotesi, il parere del competente ufficio della direzione generale della Motorizzazione civile e successivamente del Dipartimento trasporti terrestri: la previsione è venuta meno dal 2010; [10] il provvedimento è altresì validamente emanato anche se nell’ambito del procedimento non ti è stato concesso di fare delle osservazioni, o non ti è stata data alcuna risposta. [11]

I presupposti di emanazione sono sempre uguali?

No, l’accertamento compiuto dal Prefetto ha ampiezza e contenuto diverso a seconda dei casi. Occorre distinguere: quando il provvedimento è conseguenza di quelli che abbiamo definito alla stregua di reati per i quali è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione o revoca della patente di guida, costituisce un atto dovuto, cioè il Prefetto non ha alcuna discrezionalità nel decidere se emanarlo o meno e nel valutare la dinamica del sinistro stradale; potresti quindi essere destinatario del provvedimento anche se l’incidente si è verificato per una causa estranea alla tua responsabilità (pensa a delle condizioni atmosferiche avverse, come la grandine) o addirittura se non si è verificato alcun sinistro stradale, purché gli agenti abbiano accertato la condotta prescritta (es. eri alla guida dopo aver assunto delle droghe, ma la strada era deserta e non hai cagionato alcun danno a persone o cose) [12].

Negli altri casi, il Prefetto dovrà effettuare un giudizio prognostico [13], di previsione di futuri comportamenti potenzialmente pregiudizievoli, e valutare se sussistono fondati elementi di un’evidente responsabilità: è dunque escluso qualunque automatismo.

[1] La sanzione della sospensione della patente è prevista anche in altri Stati.

[2] Artt. 186 e 187 cod. strada.

[3] Art. 223 co. 1 cod. strada.

[4] Art. 222 co. 2 cod. strada.

[5] Art. 222 co. 3 cod. strada.

[6] Ministero dell'Interno, circolare 3.09.2009.

[7] Cass. civ. n. 8466/06

[8] Cass. civ. sez. II, ord. n. 9539/18.

[9] Cass. 25870/16; 9538/18. Corte Cost. ord. 170/98.

[10] L. 120/2010.

[11] Cass. civ. 25870/16

[12] Cass. civ. sez. II, 33544/18.

[13] Cass. civ. 31179/19.



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