Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 23 codice della strada: Pubblicità sulle strade e sui veicoli

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



Art. 23 C.d.S. Pubblicità sulle strade e sui veicoli

1.  Lungo le strade o in vista di esse è vietato collocare insegne, cartelli, manifesti, impianti di pubblicità o propaganda, segni orizzontali reclamistici, sorgenti luminose, visibili dai veicoli transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l’efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l’attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione; in ogni caso, detti impianti non devono costituire ostacolo o, comunque, impedimento alla circolazione delle persone invalide. Sono, altresì, vietati i cartelli e gli altri mezzi pubblicitari rifrangenti, nonché le sorgenti e le pubblicità luminose che possono produrre abbagliamento. Sulle isole di traffico delle intersezioni canalizzate è vietata la posa di qualunque installazione diversa dalla prescritta segnaletica.
2.  E’ vietata l’apposizione di scritte o insegne pubblicitarie luminose sui veicoli. E’ consentita quella di scritte o insegne pubblicitarie rifrangenti nei limiti e alle condizioni stabiliti dal regolamento, purché sia escluso ogni rischio di abbagliamento o di distrazione dell’attenzione nella guida per i conducenti degli altri veicoli.
3. (comma abrogato dal D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42)
4.  La collocazione di cartelli e di altri mezzi pubblicitari lungo le strade o in vista di esse è soggetta in ogni caso ad autorizzazione da parte dell’ente proprietario della strada nel rispetto delle presenti norme. Nell’interno dei centri abitati la competenza è dei comuni, salvo il preventivo nulla osta tecnico dell’ente proprietario se la strada è statale, regionale o provinciale.
5.  Quando i cartelli e gli altri mezzi pubblicitari collocati su una strada sono visibili da un’altra strada appartenente ad ente diverso, l’autorizzazione è subordinata al preventivo nulla osta di quest’ultimo. I cartelli e gli altri mezzi pubblicitari posti lungo le sedi ferroviarie, quando siano visibili dalla strada, sono soggetti alle disposizioni del presente articolo e la loro collocazione viene autorizzata dall’Ente Ferrovie dello Stato, previo nulla osta dell’ente proprietario della strada.
6.  Il regolamento stabilisce le norme per le dimensioni, le caratteristiche, l’ubicazione dei mezzi pubblicitari lungo le strade, le fasce di pertinenza e nelle stazioni di servizio e di rifornimento di carburante. Nell’interno dei centri abitati, nel rispetto di quanto previsto dal comma 1, i comuni hanno la facoltà di concedere deroghe alle norme relative alle distanze minime per il posizionamento dei cartelli e degli altri mezzi pubblicitari, nel rispetto delle esigenze di sicurezza della circolazione stradale.
7.  E’ vietata qualsiasi forma di pubblicità lungo e in vista degli itinerari internazionali, delle autostrade e delle strade extraurbane principali e relativi accessi. Su dette strade è consentita la pubblicità nelle aree di servizio o di parcheggio solo se autorizzata dall’ente proprietario e sempre che non sia visibile dalle stesse. Sono consentiti i segnali indicanti servizi o indicazioni agli utenti purché autorizzati dall’ente proprietario delle strade. Sono altresì consentite le insegne di esercizio, con esclusione dei cartelli e delle insegne pubblicitarie e altri mezzi pubblicitari, purché autorizzate dall’ente proprietario della strada ed entro i limiti e alle condizioni stabilite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Sono inoltre consentiti, purché autorizzati dall’ente proprietario della strada, nei limiti e alle condizioni stabiliti con il decreto di cui al periodo precedente, cartelli di valorizzazione e promozione del territorio indicanti siti d’interesse turistico e culturale e cartelli indicanti servizi di pubblico interesse. Con il decreto di cui al quarto periodo sono altresì individuati i servizi di pubblico interesse ai quali si applicano le disposizioni del periodo precedente.
8.  E’ parimenti vietata la pubblicità, relativa ai veicoli sotto qualsiasi forma, che abbia un contenuto, significato o fine in contrasto con le norme di comportamento previste dal presente codice. La pubblicità fonica sulle strade è consentita agli utenti autorizzati e nelle forme stabilite dal regolamento. Nei centri abitati, per ragioni di pubblico interesse, i comuni possono limitarla a determinate ore od a particolari periodi dell’anno.
9.  Per l’adattamento alle presenti norme delle forme di pubblicità attuate all’atto dell’entrata in vigore del presente codice, provvede il regolamento di esecuzione.
10.  Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti può impartire agli enti proprietari delle strade direttive per l’applicazione delle disposizioni del presente articolo e di quelle attuative del regolamento, nonché disporre, a mezzo di propri organi, il controllo dell’osservanza delle disposizioni stesse.
11.  Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e quelle del regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 422 ad euro 1.697.
12.  Chiunque non osserva le prescrizioni indicate nelle autorizzazioni previste dal presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.389 ad euro 13.890 in via solidale con il soggetto pubblicizzato.
13.  Gli enti proprietari, per le strade di rispettiva competenza, assicurano il rispetto delle disposizioni del presente articolo. Per il raggiungimento di tale fine l’ufficio o comando da cui dipende l’agente accertatore, che ha redatto il verbale di contestazione delle violazioni di cui ai commi 11 e 12, trasmette copia dello stesso al competente ente proprietario della strada.
13-bis.  In caso di collocazione di cartelli, insegne di esercizio o altri mezzi pubblicitari privi di autorizzazione o comunque in contrasto con quanto disposto dal comma 1, l’ente proprietario della strada diffida l’autore della violazione e il proprietario o il possessore del suolo privato, nei modi di legge, a rimuovere il mezzo pubblicitario a loro spese entro e non oltre dieci giorni dalla data di comunicazione dell’atto. Decorso il suddetto termine, l’ente proprietario provvede ad effettuare la rimozione del mezzo pubblicitario e alla sua custodia ponendo i relativi oneri a carico dell’autore della violazione e, in via tra loro solidale, del proprietario o possessore del suolo; a tal fine tutti gli organi di polizia stradale di cui all’articolo 12 sono autorizzati ad accedere sul fondo privato ove è collocato il mezzo pubblicitario. Chiunque viola le prescrizioni indicate al presente comma e al comma 7 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 4.739 ad euro 18.954; nel caso in cui non sia possibile individuare l’autore della violazione, alla stessa sanzione amministrativa è soggetto chi utilizza gli spazi pubblicitari privi di autorizzazione.
13-ter.  In caso di inottemperanza al divieto, i cartelli, le insegne di esercizio e gli altri mezzi pubblicitari sono rimossi ai sensi del comma 13-bis. Le regioni possono individuare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione le strade di interesse panoramico ed ambientale nelle quali i cartelli, le insegne di esercizio ed altri mezzi pubblicitari provocano deturpamento del paesaggio. Entro sei mesi dal provvedimento di individuazione delle strade di interesse panoramico ed ambientale i comuni provvedono alle rimozioni ai sensi del comma 13-bis.
13-quater.  Nel caso in cui l’installazione dei cartelli, delle insegne di esercizio o di altri mezzi pubblicitari sia realizzata su suolo demaniale ovvero rientrante nel patrimonio degli enti proprietari delle strade, o nel caso in cui la loro ubicazione lungo le strade e le fasce di pertinenza costituisca pericolo per la circolazione, in quanto in contrasto con le disposizioni contenute nel regolamento, l’ente proprietario esegue senza indugio la rimozione del mezzo pubblicitario. Successivamente alla stessa, l’ente proprietario trasmette la nota delle spese sostenute al prefetto, che emette ordinanza – ingiunzione di pagamento. Tale ordinanza costituisce titolo esecutivo ai sensi di legge.
13-quater.1.  In ogni caso, l’ente proprietario può liberamente disporre dei mezzi pubblicitari rimossi in conformità al presente articolo, una volta che sia decorso il termine di sessanta giorni senza che l’autore della violazione, il proprietario o il possessore del terreno ne abbiano richiesto la restituzione. Il predetto termine decorre dalla data della diffida, nel caso di rimozione effettuata ai sensi del comma 13-bis, e dalla data di effettuazione della rimozione, nell’ipotesi prevista dal comma 13-quater.
13-quinquies. (comma abrogato dalla L. 27 dicembre 2006, n. 296)

Commento:

La norma su riportata si occupa in maniera specifica della pubblicità sulle strade. In particolare viene approfondita la questione che concerne la collocazione di cartelli e altri mezzi pubblicitari lungo le strade o vicino ad esse.

Tali segnali sono soggetti sempre ad autorizzazione da parte dell’ente proprietario della strada e ciò perché sono capaci di creare confusione con la segnaletica stradale e di rendere difficile la loro complessiva comprensione. Ma la pericolosità è data anche dal fatto che posizionare dei cartelli lungo le strade può comportare una riduzione della visibilità sulla strada stessa oltre che della segnaletica. È poi possibile che la vista di questi oggetti distragga i conducenti dei veicoli e il calo di attenzione arreca un certo pericolo per la sicurezza della circolazione.

Per tutte queste ragioni è vietato collocare insegne, cartelli, manifesti, impianti di pubblicità o propaganda, segni orizzontali reclamistici, sorgenti luminose che siano visibili dai veicoli che transitano sulle strade. Insomma tutto ciò che, per dimensioni, forma, colori, disegni e ubicazione, può causare disagi alla corretta usufruizione delle strade. Allo stesso modo, per la loro pericolosità intrinseca, sono vietati tutti i tipi di mezzi pubblicitari rifrangenti o luminosi che possono produrre abbagliamento.

Qualora tali insegne siano comunque autorizzate dagli enti proprietari, non devono in alcun modo costituire un ostacolo al transito veicolare o impedire la circolazione delle persone invalide.

Le intenzioni del legislatore, come si nota, non si riferiscono solo ai mezzi motorizzati, ma anche ai pedoni e in particolare alle persone che hanno un qualche genere di disabilità motoria. L’occupazione della sede stradale con tale segnaletica, non utile alla regolazione del traffico, non può assolutamente andare a discapito dei passaggi pedonali, viste anche le finalità dell’intero Codice della Strada, che non manca di provvedere a disincentivare l’uso di mezzi a motore.

Sono vietate, poi, per le stesse ragioni, le scritte o insegne pubblicitarie luminose sui veicoli. Sono invece consentite le scritte o insegne pubblicitarie rifrangenti, purchè nei limiti e alle condizioni stabiliti dal Regolamento di attuazione del codice della strada. Così come è consentita, previa autorizzazione e sempre entro i limiti stabiliti dal Regolamento, la pubblicità sonora sulle strade. Quest’ultima tipologia, per ragioni di ordine pubblico e di quiete, può però essere limitata, nei centri abitati, ad alcuni orari o in determinati giorni dell’anno.

In sostanza, come accade anche per altri articoli del codice, il Regolamento rappresenta il nucleo centrale della norma. In questo caso, infatti, prescrive nel dettaglio le dimensioni, le caratteristiche e l’ubicazione dei mezzi pubblicitari consentiti e l’articolo in commento non fa altro che stabilire i divieti generici e rimandare ad esso.

Ebbene, chiunque viola le disposizioni della norma in commento e quelle del regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma che va da € 422 a € 1.697. Chiunque, poi, non osserva le prescrizioni indicate nelle autorizzazioni eventuualment concesse è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma che va da € 1.389 ad € 13.890 e sarà responsabile assieme al soggetto pubblicizzato.

Qualora le insegne pubblicitarie vengano poste sulle strade senza autorizzazione o in contrasto con quanto disposto da esse, l’ente proprietario della strada, oltre a provvedere alla sanzione, diffida l’autore della violazione, oltre che il proprietario o il possessore del suolo privato, a rimuovere il mezzo pubblicitario a loro spese entro e non oltre dieci giorni dalla data della comunicazione della diffida. Se questi soggetti non provvedono alla rimozione, l’ente proprietario provvede ad effettuarla a spese dei trasgressori. In quest’ultimo caso la sanzione viene aumentata ed è comprese tra € 4.739 ed € 18.954.

La giurisprudenza si è occupata molto di questa disposizione e in particolare ha stabilito che si tratta di un illecito amministrativo contestabile in modo “permanente”, cioè per tutto il tempo in cui la pubblicità non viene rimossa. Ciò vuol dire che una volta posizionato lo strumento pubblicitario, l’illecito è rilevabile in qualunque momento in quanto non è solo il posizionamento del cartello a causare un danno, ma, essendo la sua continua esposizione alla vista a creare il pericolo, la multa potrà essere fatta in ogni istante e non solo quando il cartello viene posizionato. [1]

Ancora, la giurisprudenza si è occupata dell’animo che deve possedere il soggetto trasgressore per essere sanzionato. Per “animo” qui si intende la volontà di trasgredire o comunque la conoscenza del divieto. Ebbene, non rileva il fatto che il trasgressore non conoscesse la norma del codice o del regolamento [2] in quanto delle violazioni amministrative si risponde a prescindere dalla volontà o consapevolezza di commettere un illecito (cosiddetti dolo o colpa).

Tuttavia si segnala che, sempre in tema di sanzioni amministrative, la buona fede, cioè la convinzione di agire in modo corretto, esclude la responsabilità [3]. Si pensi al caso in cui qualcuno monti un segnale pubblicitario in un proprio terreno e molto distante dalla strada, anche se ben visibile; in questo caso certo un’eventuale multa sarà annullata se il trasgressore dimostra di aver agito credendo di essere nel giusto.

Una delle conseguenze più comuni derivanti dalla errata posizione delle insegne pubblicitarie, specie quelle di grandi dimensioni, è la copertura della visuale degli automobilisti. Lungo il tragitto di marcia, i segnali che indicano, ad esempio, le uscite autostradali o la presenza del controllo elettronico della velocità con sistema autovelox, sono posizionati tenendo in considerazione proprio la capacità di risposta dei conducenti. Sulle strade i segnali verticali di pericolo sono posti a 150 metri dal percicolo cui si riferiscono e un’insegna che li copra non permette agli utenti della strada, ad esempio, di regolare la velocità per mettersi in sicurezza. Così, la presenza di un cartello pubblicitario che impedisca di vedere un segnale stradale può portare al mancato rispetto degli obblighi imposti dalla segnaletica orizzontale e, conseguentemente, ad essere multati.

Si pensi ai limiti di velocità. Se non si è in grado di vedere il segnale relativo non si può certo richiedere che quel limite venga rispettato. Per tale ragione la presenza di una pubblicità mal posizionata, che sia o meno autorizzata, può essere utilizzata per difendersi da eventuali multe, portando all’annullamento delle sanzioni elevate al conducente.

[1] Corte di Cassazione, Sez. II, sentenza n. 29355 del 28/12/2011.

[2] Corte di Cassazione, Sez. II, sentenza n. 5426 del 13/03/2006.

[3] Corte di Cassazione, Sez. V, sentenza n. 23019 del 30/10/2009.



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