Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 231 codice della strada: Abrogazione di norme precedentemente in vigore

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1. Sono abrogate dalla data di entrata in vigore del presente codice, salvo quanto diversamente previsto dalle disposizioni del capo II del presente titolo, le seguenti disposizioni:

– regio decreto 8 dicembre 1933, n. 1740, nella parte rimasta in vigore ai sensi dell’art. 145 del decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393;

– regio decreto-legge 16 dicembre 1935, n. 2771, modificato dalla legge 24 dicembre 1951, n. 1583, articolo 3;

– legge 12 febbraio 1958, n. 126, ad eccezione dell’art. 14;

– decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393;

– decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1959, n. 420;

– legge 7 febbraio 1961, n. 59, art. 25, lettera n);

– legge 24 luglio 1961, n. 729, art. 9, sesto comma;

– legge 12 dicembre 1962, n. 1702;

– legge 3 febbraio 1963, n. 74;

– legge 11 febbraio 1963, n. 142;

– legge 26 giugno 1964, n. 434;

– legge 15 febbraio 1965, n. 106;

– legge 14 maggio 1965, n. 576;

– legge 4 maggio 1966, n. 263;

– legge 1° giugno 1966, n. 416;

– legge 20 giugno 1966, n. 599;

– legge 13 luglio 1966, n. 615, limitatamente al Capo VI;

– decreto-legge 21 dicembre 1966, n. 1090, convertito dalla legge 16 febbraio 1967, n. 14 (1);

– legge 9 luglio 1967, n. 572;

– legge 4 gennaio 1968, n. 14;

– legge 13 agosto 1969, n. 613;

– legge 24 dicembre 1969, n. 990, art. 32, limitatamente ai veicoli;

– legge 10 luglio 1970, n. 579;

– decreto del Presidente della Repubblica 22 febbraio 1971, n. 323;

– legge 31 marzo 1971, n. 201;

– legge 3 giugno 1971, n. 437;

– legge 22 febbraio 1973, n. 59;

– decreto-legge 23 novembre 1973, n. 741, convertito dalla legge 22 dicembre 1973, n. 842;

– legge 27 dicembre 1973, n. 942;

– legge 14 febbraio 1974, n. 62;

– legge 15 febbraio 1974, n. 38;

– legge 14 agosto 1974, n. 394;

– decreto-legge 11 agosto 1975, n. 367, convertito dalla legge 10 ottobre 1975, n. 486;

– legge 10 ottobre 1975, n. 486;

– legge 25 novembre 1975, n. 707;

– legge 7 aprile 1976, n. 125;

– legge 5 maggio 1976, n. 313;

– legge 8 agosto 1977, n. 631;

– legge 18 ottobre 1978, n. 625, art. 4, terzo comma;

– legge 24 marzo 1980, n. 85;

– legge 24 novembre 1981, n. 689, art. 16, secondo comma, per la parte relativa al testo unico delle norme sulla circolazione stradale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393;

– legge 10 febbraio 1982, n. 38;

– legge 16 ottobre 1984, n. 719;

– legge 11 gennaio 1986, n. 3;

– decreto-legge 6 febbraio 1987, n. 16, convertito dalla legge 30 marzo 1987, n. 132, articoli 8, 9, 14, 15 e 16;

– legge 14 febbraio 1987, n. 37;

– legge 18 marzo 1988, n. 111;

– legge 24 marzo 1988, n. 112;

– legge 24 marzo 1989, n. 122, titolo IV;

– legge 22 aprile 1989, n. 143;

– decreto-legge 24 giugno 1989, n. 238, convertito dalla legge 4 agosto 1989, n. 284;

– legge 23 marzo 1990, n. 67;

– legge 2 agosto 1990, n. 229;

– legge 15 dicembre 1990, n. 399;

– legge 8 agosto 1991, n. 264, art. 7, comma 3;

– legge 14 ottobre 1991, n. 336;

– legge 8 novembre 1991, n. 376;

– legge 5 febbraio 1992, n. 122, art. 12.

2. Sono inoltre abrogate tutte le disposizioni comunque contrarie o incompatibili con le norme del presente codice.

3. In deroga a quanto previsto dal capo I del titolo II, continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al libro quarto, titolo I, capo VI, del testo unico delle disposizioni legislative in materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156. Restano, comunque, in vigore le disposizioni di cui alla legge 24 gennaio 1978, n. 27.

(1) In riferimento agli artt. 2, 7 e 8, disciplinanti materie attinenti la circolazione stradale; così stabilito dall’art. 4 d. l. 1 luglio 1994 n. 428, conv. con modif. in legge 8 agosto 1994 n. 505.

Commento

L’articolo in commento contiene l’elencazione delle disposizioni espressamente abrogate a seguito dell’entrata in vigore del codice della strada.

Il 1° comma, infatti, prevede tutta una serie di vecchie normative, non più suscettibili di applicazione, perché definitivamente eliminate dal novero delle norme che regolano la circolazione stradale.

Ad esempio sono abrogati due regi – decreti risalenti agli anni 30 dello scorso secolo (nello specifico si tratta del regio – decreto 8 dicembre 1933 n. 1740 e del regio decreto – legge 16 dicembre 1935 n. 2771) oltre ad altrettanti decreti del Presidente della Repubblica (il primo, il n. 393, è datato 15 giugno 1959) e a numerose leggi emanate tra gli anni ’60 e ’90.

Pertanto, dall’entrata in vigore del codice della strada, ovvero del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, per la disciplina della circolazione stradale deve farsi esclusivo riferimento alle disposizioni ivi contenute.

Il 2° comma prevede che sono abrogate tutte le disposizioni comunque contrarie o incompatibili con le norme del codice della strada.

Tale disposto ha creato non pochi dubbi interpretativi in dottrina in quanto alcuni studiosi lo hanno caricato di un eccessivo significato totalizzante.

In realtà la sua portata applicativa va ridimensionata al di là del dato testuale, al fine di evitare una capacità espansiva incontrollata.

In ogni caso anche volendo ammettere che vada verificato se esiste un rapporto di abrogazione tacita con delle norme, non espressamente citate dal 1° comma, che attengono alla materia, la valutazione dovrà essere contenuta ai provvedimenti normativi approvati prima del 30 aprile 1992.

Il 3° comma da un lato dispone che si continuano comunque ad applicare le disposizioni di cui al capo V del titolo II del codice delle comunicazioni elettroniche, ex decreto legislativo n. 259/2003, dall'altro che rimangono in vigore le disposizioni di cui alla legge 24 gennaio 1978, n. 27.

L’art. 231 del codice della strada va letto congiuntamente all’art. 406 del regolamento di esecuzione, il quale prevede l’abrogazione delle disposizioni regolamentari precedentemente in vigore e il recepimento delle direttive comunitarie.

Più precisamente per effetto di tale articolo sono eliminate tutte le vigenti norme regolamentari riguardanti l’attuazione del codice della strada contrarie o incompatibili con le nuove.

Viceversa, rimangono in vigore a tempo determinato tutti i provvedimenti e le disposizioni tecniche emanati dai Ministri competenti, ciascuno in relazione alle materia di loro spettanza, in attuazione delle norme del regolamento abrogato, fino a quando non saranno promulgati i nuovi decreti.

Allo stesso modo rimangono validi ed efficaci i decreti ministeriali di recepimento delle direttive comunitarie nonché le disposizioni già vigenti all’entrata in vigore del codice della strada, volte ad assicurare l’accessibilità e ad eliminare le barriere architettoniche oltre a quelle che attribuiscono facilitazioni alle persone che presentano una ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.

Le direttive comunitarie che trattano le medesime materie disciplinate dal codice della strada, vanno applicate nella versione integrata e modificata in vigore al momento dell’applicazione delle direttive medesime.

Per quanto attiene al recepimento delle direttive comunitarie, lo stesso deve avvenire secondo i tempi e le modalità previsti dall’art. 229 del codice della strada.

Nel dettaglio le direttive comunitarie devono essere recepite con decreti dei Ministri, secondo le competenze loro attribuite, nei termini dalle stesse indicati o comunque, non oltre dodici mesi dalla loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Comunità europea.

L’art. 229 CdS, quindi, sancisce la prevalenza del diritto comunitario sulla legislazione italiana in materia di circolazione stradale.

C’è da dire, però, che, almeno inizialmente, il Governo italiano non ha avuto una particolare cura per l’azione di omogeneizzazione prevista dall’articolo sopra citato. Tuttavia, negli ultimi anni è stata attuata un’interazione tra diritto nazionale e diritto comunitario più che soddisfacente.

 



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