Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 28 codice della strada: Obblighi dei concessionari di determinati servizi

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1.  I concessionari di ferrovie, di tranvie, di filovie, di funivie, di teleferiche, di linee elettriche e telefoniche, sia aeree che sotterranee, quelli di servizi di oleodotti, di metanodotti, di distribuzione di acqua potabile o di gas, nonché quelli di servizi di fognature e quelli dei servizi che interessano comunque le strade, hanno l’obbligo di osservare le condizioni e le prescrizioni imposte dall’ente proprietario per la conservazione della strada e per la sicurezza della circolazione. Quando si tratta di impianti inerenti a servizi di trasporto, i relativi provvedimenti sono comunicati al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti o alla regione competente. Nel regolamento sono indicate le modalità di rilascio delle concessioni ed autorizzazioni all’esecuzione dei lavori ed i casi di deroga.
2.  Qualora per comprovate esigenze della viabilità si renda necessario modificare o spostare, su apposite sedi messe a disposizione dell’ente proprietario della strada, le opere e gli impianti eserciti dai soggetti indicati nel comma 1, l’onere relativo allo spostamento dell’impianto è a carico del gestore del pubblico servizio; i termini e le modalità per l’esecuzione dei lavori sono previamente concordati tra le parti, contemperando i rispettivi interessi pubblici perseguiti. In caso di ritardo ingiustificato, il gestore del pubblico servizio è tenuto a risarcire i danni e a corrispondere le eventuali penali fissate nelle specifiche convenzioni.

COMMENTO

L’art. 28 del codice della strada stabilisce come devono comportarsi i concessionari dei pubblici servizi quando la loro attività si svolge sulla sede stradale o i loro impianti occupano la sede stradale e, pertanto, interferiscono con la circolazione dei veicoli.

Chi sono i concessionari di pubblici servizi?

Quando la legge menziona i concessionari di pubblici servizi, si riferisce a quelle aziende pubbliche o private che si occupano di gestire i servizi pubblici per conto dello Stato, delle Regioni, delle Provincie e dei Comuni. In particolare, i concessionari di pubblici servizi considerati dall’art. 28 del codice della strada sono coloro che si occupano di sevizi pubblici che interessano le strade e, dunque, i concessionari di:

  • ferrovie;
  • tranvie;
  • filovie;
  • funivie;
  • teleferiche;
  • linee elettriche aeree e sotterranee;
  • linee telefoniche aeree e sotterranee;
  • servizi di oleodotti;
  • servizi di metanodotti;
  • servizi di distribuzione di acqua potabile;
  • servizi di distribuzione di gas;
  • servizi di fognature;
  • altri servizi che interessano le strade.

Per esempio, RFI (Rete Ferroviaria Italiana) è un’azienda che ha in concessione la gestione delle ferrovie. Tra i concessionari di tranvie, ci sono l’ATAC di Roma o l’ATM di Milano e le altre aziende che gestiscono i trasporti nella tua città. E- distribuzione è uno dei concessionari delle linee elettriche e TIM, invece, è uno dei concessionari delle linee telefoniche. 

Quali sono gli obblighi che devono essere osservati dai concessionari di pubblici servizi?

Quando i pubblici servizi interessano in qualsiasi modo le strade riservate alla circolazione dei veicoli, l’art. 28 del codice della strada non indica obblighi specifici che i concessionari di tali servizi devono rispettare. La legge, infatti, si limita a stabilire l’obbligo generale dei concessionari di osservare le condizioni e le prescrizioni imposte dall’ente proprietario della strada per la conservazione della stessa e per la sicurezza della circolazione. Il regolamento, che specifica le modalità di applicazione degli articoli del codice della strada, stabilisce in che modo gli enti proprietari delle strade possono ordinare ai concessionari di pubblici servizi di eseguire determinate attività per evitare che le strade si rovinino o che la viabilità sia messa in pericolo.

Se i concessionari dei pubblici servizi non rispettano queste prescrizioni potrebbero dover pagare delle penali. Inoltre, nel caso in cui nonostante le penali continuino a non voler eseguire le attività loro ordinate, gli enti proprietari della strada potrebbero svolgerle al loro posto per poi addossare ai concessionari i costi di realizzazione delle attività medesime.

Per esempio, supponiamo che lungo la strada comunale si trovi un palo della luce pericolante perchè ormai arrugginito. Ciò, ovviamente, potrebbe causare dei gravi disagi alla circolazione, qualora il palo si spezzasse finendo sulla sede stradale; inoltre, tale evenienza potrebbe seriamente mettere in pericolo la sicurezza dei conducenti dei veicoli e degli altri utenti della strada. In questo caso, dunque, il Comune, in quanto ente proprietario della strada, potrebbe ordinare al concessionario delle linee elettriche di sostituire il palo ormai arrugginito con un palo nuovo. Tuttavia, se il concessionario non dovesse rispettare l’obbligo formale di sostituire il palo entro i tempi stabiliti, il Comune potrebbe sostituirlo autonomamente per poi addossare tutti i costi sostenuti al concessionario che, nel frattempo, avrà dovuto pagare anche una penale. Qualora il Comune, oltre a chiederne la sostituzione, ordinasse al concessionario di spostare il palo per comprovate esigenze della viabilità, il Comune dovrà individuare e mettere a disposizione del concessionario del servizio di gestione delle linee elettriche appositi spazi su cui spostare il palo pericolante.

GIURISPRUDENZA

Il Tribunale di Pordenone ha chiarito che, tra l’interesse pubblico dell’ente proprietario della strada alla viabilità e l’interesse pubblico dei soggetti concessionari dei servizi pubblici che interferiscano con la strada all’ubicazione degli impianti, prevale sempre il primo. Tuttavia, è necessario che l’ente proprietario della strada metta a disposizione del gestore del pubblico servizio delle apposite sedi per lo spostamento degli impianti che interferiscono con la circolazione. Inoltre, la stessa giurisprudenza di merito ha ulteriormente stabilito che le spese per tali spostamenti sono sempre a carico delle aziende concessionarie dei pubblici servizi.

Trib. Pordenone sent. n. 82/2012

Il Consiglio di Stato ha stabilito che, se occorre eseguire dei lavori sulle tubazioni della rete di distribuzione idrica, anche quando si rende necessario spostare le tubazioni su terreni privati e anche se i lavori interessano la strada, le spese e gli oneri devono essere comunque a carico del concessionario del pubblico servizio relativo alla distribuzione dell’acqua potabile e non del privato o dell’ente proprietario del terreno.

Cons. St. sent. n. 5249/2004



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