Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 38 codice della strada: Segnaletica stradale

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



Art. 38 C.d.S. Segnaletica stradale

1.  La segnaletica stradale comprende i seguenti gruppi:
a)  segnali verticali;
b)  segnali orizzontali;
c)  segnali luminosi;
d)  segnali ed attrezzature complementari.
2.  Gli utenti della strada devono rispettare le prescrizioni rese note a mezzo della segnaletica stradale ancorché in difformità con le altre regole di circolazione. Le prescrizioni dei segnali semaforici, esclusa quella lampeggiante gialla di pericolo di cui all’art. 41, prevalgono su quelle date a mezzo dei segnali verticali e orizzontali che regolano la precedenza. Le prescrizioni dei segnali verticali prevalgono su quelle dei segnali orizzontali. In ogni caso prevalgono le segnalazioni degli agenti di cui all’art. 43.
3.  E’ ammessa la collocazione temporanea di segnali stradali per imporre prescrizioni in caso di emergenza, urgenza e necessità, ivi comprese le attività di ispezioni delle reti e degli impianti tecnologici posti al di sotto della piattaforma stradale in deroga a quanto disposto dagli articoli 6 e 7. Gli utenti della strada devono rispettare le prescrizioni rese note a mezzo di tali segnali, anche se appaiono in contrasto con altre regole della circolazione.
4.  Quanto stabilito dalle presenti norme, e dal regolamento per la segnaletica stradale fuori dai centri abitati, si applica anche nei centri abitati alle strade sulle quali sia fissato un limite massimo di velocità pari o superiore a 70 km/h.
5.  Nel regolamento sono stabiliti, per ciascun gruppo, i singoli segnali, i dispositivi o i mezzi segnaletici, nonché la loro denominazione, il significato, i tipi, le caratteristiche tecniche (forma, dimensioni, colori, materiali, rifrangenza, illuminazione), le modalità di tracciamento, apposizione ed applicazione (distanze ed altezze), le norme tecniche di impiego, i casi di obbligatorietà. Sono, inoltre, indicate le figure di ogni singolo segnale e le rispettive didascalie costituiscono esplicazione del significato anche ai fini del comportamento dell’utente della strada. I segnali sono, comunque, collocati in modo da non costituire ostacolo o impedimento alla circolazione delle persone invalide.
6.  La collocazione della segnaletica stradale risponde a criteri di uniformità sul territorio nazionale, fissati con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti nel rispetto della normativa comunitaria e internazionale vigente.
7.  La segnaletica stradale deve essere sempre mantenuta in perfetta efficienza da parte degli enti o esercenti obbligati alla sua posa in opera e deve essere sostituita o reintegrata o rimossa quando sia anche parzialmente inefficiente o non sia più rispondente allo scopo per il quale è stata collocata.
8.  E’ vietato apporre su un segnale di qualsiasi gruppo, nonché sul retro dello stesso e sul suo sostegno, tutto ciò che non è previsto dal regolamento.
9.  Il regolamento stabilisce gli spazi da riservare alla installazione dei complessi segnaletici di direzione, in corrispondenza o prossimità delle intersezioni stradali.
10.  Il campo di applicazione obbligatorio della segnaletica stradale comprende le strade di uso pubblico e tutte le strade di proprietà privata aperte all’uso pubblico. Nelle aree private non aperte all’uso pubblico, l’utilizzo e la posa in opera della segnaletica, ove adottata, devono essere conformi a quelli prescritti dal regolamento.
11. (comma abrogato dal D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66)
12.  I conducenti dei veicoli su rotaia quando marciano in sede promiscua sono tenuti a rispettare la segnaletica stradale, salvo che sia diversamente disposto dalle presenti norme.
13.  I soggetti diversi dagli enti proprietari che violano le disposizioni di cui ai commi 7, 8, 9 e 10 sono soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 413 ad euro 1.658.
14.  Nei confronti degli enti proprietari della strada che non adempiono agli obblighi di cui al presente articolo o al regolamento o che ne facciano uso improprio delle segnaletiche previste, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ingiunge di adempiere a quanto dovuto. In caso di inottemperanza nel termine di quindici giorni dall’ingiunzione, provvede il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ponendo a carico dell’ente proprietario della strada le spese relative, con ordinanza-ingiunzione che costituisce titolo esecutivo.
15.  Le violazioni da parte degli utenti della strada delle disposizioni del presente articolo sono regolate dall’art. 146.

Commento:

L’articolo in commento si occupa di suddividere ed elencare le tipologie di segnali stradali, ma anche di fissare una gerarchia fra questi in caso di loro contrasto.

In ordine di prevalenza la norma richiama:

– la segnalazione manuale degli agenti del traffico;

– i segnali luminosi e semaforici (ad eccezione della sola luce lampeggiante di colore giallo, che indica il malfunzionamento del semaforo e perciò non può prevalere su altra segnaletica);

– i segnali verticali, sono tutti quei cartelli che spiccano in verticale ai bordi delle strade;

– i segnali orizzontali, sono tutte quelle indicazioni che troviamo disegnati in bianco sulla carreggiata;

– la segnaletica complementare (rappresentata, ad esempio, dai segnali posti sul retro dei macchinari di servizio durante i lavori sulle strade);

Questa elencazione rappresenta l’ordine con cui devono esser rispettati i segnali in caso vi sia confusione o contrasto tra loro. Ad esempio il gesto di un vigile che ci indica di svoltare a destra (segnale manuale) prevarrà su un segnale verticale che indica l’obbligo di svolta a sinistra o il divieto di svoltare a destra. Allo stesso modo prevarrà un segnale verticale di divieto di sosta qualora siano comunque presenti le strisce bianche che indicano un parcheggio gratuito. Un semaforo rosso ci obbliga a fermarci anche in presenza di un cartello che indica un diritto di precedenza ad un incrocio.

Su tutto prevale sempre la segnalazione manuale degli agenti del traffico o degli organi di polizia.

Tutti devono rispettare le regole poste dai segnali stradali, che sono il modo di far conoscere agli utenti le prescrizioni e i divieti che gli enti proprietari hanno stabilito per la circolazione. L’art. 177 del codice consente, tuttavia, ai conducenti di autoveicoli e motoveicoli adibiti a servizi di polizia, di disattendere obblighi, divieti e limitazioni relativi alla circolazione. Tale deroga generale opera, però, solo in caso di espletamento di servizi urgenti e qualora vengano usati insieme il dispositivo acustico e quello di segnalazione visiva blu (sirene e lampeggianti). Tuttavia, tale eccezione vale anche per gli altri utenti quando vi siano delle segnalazioni di tipo manuale da parte degli agenti del traffico e anche in caso di pericolo per l’incolumità propria e degli altri [1]. Ad esempio, sarà consentito non rispettare un segnale di divieto di sosta e di fermata o un divieto di transito per consentire ad un’autoambulanza di procedere spedita.

La segnaletica, proprio perché rappresenta in modo simbolico le “leggi” della strada, deve essere sempre mantenuta in perfetta efficienza da parte dei soggetti obbligati al suo posizionamento e deve essere sostituita o rimossa quando non sia più utile.

Altro compito fondamentale svolto dall’articolo in trattazione è quello di stabilire la valenza dei segnali su tutte le strade, che siano di uso pubblico o di proprietà privata ma aperte al pubblico. In sostanza è possibile trovare i segnali stradali, con il conseguente obbligo di rispettarli, su ogni genere di strada, anche su quelle private che siano aperte al pubblico. In quest’ultimo caso, infatti, il proprietario è libero di disciplinare la circolazione interna utilizzando i segnali previsti dal codice della strada e dal regolamento di esecuzione.

In caso di area privata non aperta al pubblico, invece, si ritiene lo stesso che il proprietario possa utilizzare la segnaletica stradale, tuttavia le eventuali sanzioni non saranno quelle disposte dal codice, ma, se previste, saranno di tipo privato e andranno pagate al proprietario.

Chiunque non osserva i comportamenti indicati dai segnali posti lungo le strade, o le prescrizioni imposte dagli agenti del traffico, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma che va da € 41 a € 168.

Non agire in modo conforme a quanto stabilito dai segnali stradali equivale a non rispettare una legge o un ordine imposto dalle autorità, in definitiva, come si è già segnalato, i cartelli stradali, le strisce e i semafori rappresentano il modo scelto dal legislatore per rendere noti gli atti amministrativi che disciplinano le regole di comportamento su una determinata strada. I segnali rappresentano un sistema di comunicazione dei provvedimenti che stabiliscono divieti o prescrizioni. Deriva da questa considerazione la conseguenza della radicale inesistenza del divieto o della prescrizione qualora non sia stato adottato l’atto amministrativo che ne costituisce il presupposto.

Detto in modo semplice: per ogni insieme di segnali posti su un determinato tratto di strada deve esistere un atto della pubblica amministrazione competente, che stabilisce le regole della circolazione. Il legislatore ha previsto, allora, l’apposizione, sul retro dei segnali verticali, del numero e dell’anno del provvedimento amministrativo che regola il traffico sulla strada su cui quel segnale è posto. Così, se non esiste il provvedimento non può certo dirsi che il segnale sia legittimo [2].

È necessario, quindi, emettere un’ordinanza che legittima quell’insieme specifico di segnali.

Inoltre, la parte posteriore dei segnali deve essere di colore neutro e deve indicare in modo chiaro chi è l’ente proprietario della strada, il marchio della ditta che ha fabbricato quel segnale, l’anno di fabbricazione, il numero di autorizzazione concessa dal Ministero dei lavori pubblici a quella stessa ditta. Ma ancora, i segnali di prescrizione (quelli di forma rotonda, che rappresentano un obbligo o un divieto, quelli che ci impongono un certo comportamento da rispettare o da non tenere: si pensi allo stop o ai limiti di velocità ), devono riportare gli estremi dell’ordinanza di apposizione (ad eccezione dei cartelli nei cantieri stradali che possono anche farne a meno).

Ma è stato stabilito che non annotare le informazioni del provvedimento amministrativo sul retro del segnale costituisce solo un’irregolarità della procedura amministrativa che comunque obbliga a rispettare il segnale stesso. [3]

La giurisprudenza ha concluso che anche se sul retro del segnale stradale verticale di prescrizione non è stato inserito il numero della relativa ordinanza, quel segnale è valido comunque. Così come è valida qualsiasi multa fatta al guidatore che non lo ha rispettato. [4]

Vista l’importanza data ai provvedimenti amministrativi che si occupano della segnaletica stradale, il regolamento stabilisce che contro di essi è possibile ricorrere al Ministero dei Trasporti (si tratta di un cosiddetto ricorso “gerarchico” in quanto il Ministero rappresenta l’ente sovraordinato all’ente proprietario in materia stradale). Tale ricorso può essere presentato, da chi abbia interesse alla apposizione della segnaletica, entro sessanta giorni con raccomandata con avviso di ricevimento. Il ricorso gerarchico non sostituisce tuttavia il ricorso amministrativo classico, quello che si può essere intentare dinanzi al T.A.R. (il Tribunale Amministrativo Regionale) sempre entro sessanta giorni per motivi di incompetenza, eccesso di potere o violazione di legge.

Il ricorso deve contenere, oltre all’indicazione dell’interesse di chi lo propone, le ragioni dettagliate che spingono il ricorrente ad opporsi all’ordinanza o al provvedimento, con l’eventuale possibilità di proporre modifiche a questi atti.

Il ricorso è deciso dal Ministro dei lavori pubblici entro sessanta giorni dalla ricezione e la decisione è comunicata dal Ministro al ricorrente e all’ente competente, che è tenuto a seguirla. [5]

[1] Corte di Cassazione, sentenza n. 37263 del 2002.

[2] Vedi articolo 5 codice della strada.

[3] Vedi risoluzione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, n. 2321/SEGR/3427 del 10/12/2002 e del 2004.

[4] Corte di Cassazione, sentenza n. 6474 del 18/05/2000; Corte di Cassazione, sentenza n. 22674 del 2009; Corte di Cassazione, sentenza n. 7709 del 2016.

[5] Vedi articolo 74 regolamento di esecuzione del codice della strada.



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