Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 4 codice della strada: Delimitazione del centro abitato

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1.  Ai fini dell’attuazione della disciplina della circolazione stradale, il comune, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente codice, provvede con deliberazione della Giunta alla delimitazione del centro abitato.

2.  La deliberazione di delimitazione del centro abitato come definito dall’art. 3 è pubblicata all’albo pretorio per trenta giorni consecutivi; ad essa viene allegata idonea cartografia nella quale sono evidenziati i confini sulle strade di accesso.

COMMENTO

L’Art. 4 del Codice della Strada disciplina la materia della delimitazione del centro abitato. La tematica, di estrema importanza, evidenzia il comportamento che l’automobilista deve tenere in queste particolari aree per non mettere in pericolo la propria incolumità, degli altri automobilisti e dei pedoni.

Cos’è il centro abitato

La definizione di centro abitato viene fornita dall’art. 3 del Codice della Strada, inteso come insieme di edifici, delimitato lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e fine. Per insieme di edifici si intende un raggruppamento continuo, ancorché intervallato da strade, piazze, giardini o simili, costituito da non meno di venticinque fabbricati e da aree di uso pubblico con accessi veicolari o pedonali sulla strada.

Interpretando la norma è possibile affermare che il centro abitato rappresenta un agglomerato, ben delimitato con appositi segnali, di edifici, strade e giardini nel quale circolano e stazionano veicoli e pedoni. L’indicazione numerica dell’articolo di venticinque fabbricati è utile ai fini dell’individuazione della dimensione dell’area considerata. In altri termini, il centro abitato è quella particolare zona geografica in cui le persone vivono, lavorano e circolano liberamente, sia a piedi che attraverso i diversi veicoli, sono presenti abitazioni private, uffici pubblici, esercizi commerciali, parchi  e ogni altro punto di incontro della collettività. Si tratta pertanto di un’entità opportunamente delimitata in cui si svolge la quotidianità di un numero più o meno ampio di cittadini e, per la presenza di persone e mezzi di locomozione, richiede il rispetto di determinate norme comportamentali. A differenza, ad esempio, delle strade extraurbane, che si sviluppano al di fuori dei centri abitati, le strade urbane prevedono una viabilità che scorre proprio all’interno di queste aree residenziali, pertanto è interesse primario delle Amministrazioni Comunali indicarne i confini con apposita cartellonistica stradale in modo che gli automobilisti possano esserne informati e adeguarsi di conseguenza.

Perché i Comuni provvedono alla delimitazione del centro abitato

I Comuni, generalmente, si sviluppano lungo una superficie contraddistinta dalla presenza di edifici ed abitazioni oltre ovviamente da strade urbane o strade vicinali che consentono la regolare circolazione del traffico all’interno della città o del paese o attraverso i diversi quartieri e frazioni. L’organizzazione interna di un Comune dipende dalla sua estensione, ad esempio, i centri più piccoli sono caratterizzati, generalmente, da un unico nucleo abitativo intorno al quale si sviluppa l’intera cittadinanza mentre, al contrario, quelli più ampi prevedono diversi quartieri messi in collegamento tra loro da una fitta rete stradale e dal trasporto urbano.

Ai sensi dell’art. 4 del Codice della Strada in commento, con una deliberazione giuntale, il Comune delimita formalmente il centro abitato e ne fa comunicazione ufficiale mediante la pubblicazione nell’albo pretorio, spazio presso il quale le pubbliche amministrazioni italiane affiggono per legge notizie ed avvisi di interesse pubblico per la collettività. Inoltre, la demarcazione deve essere indicata con appositi segnali stradali che evidenziano l’inizio e la fine della zona abitata. Si tratta di adempimenti molto importanti in quanto svolgono una funzione duplice: informare gli automobilisti di passaggio nell’area in questione e tutelare gli abitanti. L’automobilista che viene informato dell’inizio di un centro abitato deve porre in essere dei comportamenti tali da non contravvenire al Codice della Strada.

Cosa fare in prossimità del centro abitato

L’automobilista che si trova in prossimità del centro abitato deve innanzitutto moderare la velocità e prestare molta attenzione in quanto l’area in questione, proprio perché popolata, può essere ricca di attraversamenti pedonali, persone che camminano sul ciglio della strada o aspettano i mezzi pubblici lungo le fermate, veicoli che spuntano improvvisamente da stradine secondarie e così via.

Nello specifico, il Codice della Strada all’art. 142, in cui disciplina la materia dei limiti di velocità, stabilisce che ai fini della sicurezza della circolazione e della tutela della vita umana la velocità massima non può superare i 50 km/h per le strade nei centri abitati. L’indicazione di questo limite 50 km/h deve essere ben visibile attraverso il tipico cartello rotondo barrato contornato di rosso, segnale di divieto che rende nota la velocità massima consentita per tutti i veicoli nello spazio immediatamente successivo al segnale stesso. In altre parole, l’automobilista che legge l’indicazione relativa ad un centro abitato con relativo limite di velocità sa bene di essere obbligato al rispetto di queste norme onde non incorrere, in caso di violazione, in una sanzione.

In molti Comuni, per fare rispettare questo obbligo, vengono adottate delle strategie apposite, come ad esempio l’installazione di rallentatori, dispositivi fissati lungo il manto stradale che hanno il compito di dissuadere l’automobilista dal tenere velocità elevate, o anche l’installazione di apparecchi autovelox che, rilevando la velocità del mezzo in transito, sanzionano i trasgressori, o ancora la presenza di pattuglie della Polizia Municipale.

Giurisprudenza

I provvedimenti limitativi della circolazione veicolare all’interno dei centri abitati, sono espressione di scelte latamente discrezionali che coprono un arco molto esteso di soluzioni possibili, incidenti su valori costituzionali spesso contrapposti, che devono essere contemperati, secondo criteri di ragionevolezza. L’uso delle strade, specie con mezzi di trasporto, può essere regolato sulla base di esigenze che, sebbene trascendano il campo della sicurezza e della sanità, attengono al buon regime della cosa pubblica, alla sua conservazione, alla disciplina che gli utenti debbono osservare e alle eventuali prestazioni che essi sono tenuti a compiere; pertanto, la tipologia dei limiti (divieti, diversità temporali o di utilizzazioni, subordinazione a certe condizioni) deve essere articolata dalla pubblica autorità tenendo conto dei vari elementi in gioco: diversità dei mezzi impiegati, impatto ambientale, situazione topografica o dei servizi pubblici, conseguenze pregiudizievoli derivanti dall’uso indiscriminato del mezzo privato.  Tribunale Amministrativo Regionale Lazio – Roma, Sezione 2, Sentenza 17 marzo 2015, n. 4234



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