Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 52 codice della strada: Ciclomotori

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1.  I ciclomotori sono veicoli a motore a due o tre ruote aventi le seguenti caratteristiche: 
a)  motore di cilindrata non superiore a 50 cc, se termico; 
b)  capacità di sviluppare su strada orizzontale una velocità fino a 45 km/h;
2.  I ciclomotori a tre ruote possono, per costruzione, essere destinati al trasporto di merci. La massa e le dimensioni sono stabilite in adempimento delle direttive comunitarie a riguardo, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, o, in alternativa, in applicazione delle corrispondenti prescrizioni tecniche contenute nelle raccomandazioni o nei regolamenti emanati dall’ufficio europeo per le Nazioni Unite – Commissione economica per l’Europa, recepiti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ove a ciò non osti il diritto comunitario.
3.  Le caratteristiche dei veicoli di cui ai commi 1 e 2 devono risultare per costruzione. Nel regolamento sono stabiliti i criteri per la determinazione delle caratteristiche suindicate e le modalità per il controllo delle medesime, nonché le prescrizioni tecniche atte ad evitare l’agevole manomissione degli organi di propulsione.
4.  Detti veicoli, qualora superino il limite stabilito per una delle caratteristiche indicate nei commi 1 e 2, sono considerati motoveicoli.

COMMENTO 1289

Cos’è un ciclomotore

I ciclomotori sono veicoli che possono circolare alla velocità massima di 45 km/h e possiedono due, tre, o quattro ruote (minicar). I ciclomotori a due ruote sono omologati per uno o due passeggeri in base al modello, mentre quelli a tre ruote possiedono due posti a sedere in cabina e hanno un pianale posteriore adibito al trasporto merci (esempio Ape Car). Anche le minicar fanno parte della categoria dei ciclomotori in quanto possiedono un motore depotenziato. Queste ultime sono solitamente a due posti.

Per guidare i ciclomotori a due ruote è obbligatorio l’uso del casco per entrambi i passeggeri.

Se il veicolo è omologato al trasporto del secondo passeggero (informazione presente sul libretto di circolazione) il guidatore deve aver compito 16 anni (fino al 2015 il limite era di 18 anni).

Sui veicoli a due ruote è vietato trasportare oggetti non solidamente assicurati o che sporgano lateralmente più di 50 centimetri per lato.

I ciclomotori non possono circolare su superstrade (strade extraurbane principali), autostrade e strade su cui sia espressa una limitazione di cilindrata. Inoltre, non possono accedere ad aree pedonali e piste ciclabili.

Dopo 4 anni dall’acquisto il ciclomotore deve essere sottoposto a revisione, successivamente la revisione va ripetuta ogni 2 anni.

Differenze tra ciclomotori e motocicli

I motocicli hanno cilindrata superiore ai 50 cc.

I motocicli possono circolare con una velocità superiore ai 45 km/h.

Per i motocicli di cilindrata superiore ai 125 cc è necessaria la patente A.

I motocicli di cilindrata 125 cc possono circolare su strade extraurbane e quelli di cilindrata 150 cc anche sulle autostrade.

Patente necessaria per guidare un ciclomotore

Chi ha compito 14 anni ma non ne ha ancora compiuti 18 per guidare un ciclomotore deve essere titolare di un certificato d’idoneità alla guida, denominato patente AM, previsto dall’articolo 116 CDS. Dal 1° ottobre 2005 anche i maggiorenni che non possiedono la patente devono avere tale certificato. Per chi invece è in possesso di una patente di guida possiede già l’abilitazione per guidare un ciclomotore.

Multe a seguito di un’alterazione di un ciclomotore

Un ciclomotore non è a norma di legge e si definisce “truccato” quando viene modificato nelle sue caratteristiche meccaniche per quanto riguarda il motore e/o la marmitta. Anche la rimozione dei “fermi” (anche chiamati “tappi”) presenti nel motore fa sì che il veicolo non sia a norma. Questi fermi hanno lo scopo di tenere i ciclomotori al di sotto dei 45 km/h di velocità massima.

Le sanzioni per i ciclomotori truccati possono essere a carico di chi li fabbrica, di chi li vende, di chi li possiede, di chi li guida e di chi effettua la modifica. Le sanzioni per la circolazione di un ciclomotore alterato sono previste dall’articolo 97 CDS.

Per chi produce, fabbrica o pone in commercio ciclomotori alterati ci sono da 1054 a 4216 euro di sanzione. Per chi effettua le modifiche le multe passano da 821 a 3287 euro. Chi guida un ciclomotore alterato rischia invece una sanzione amministrativa di 410 euro (287 euro se la si paga entro 5 giorni dalla contestazione). In aggiunta alla multa si ha il fermo amministrativo del veicolo per 60 giorni.

Se il guidatore è minorenne a rispondere delle sanzioni saranno i genitori, che devono essere al corrente delle condizioni del veicolo che viene guidato dal figlio o dalla figlia minorenne.

Si può richiedere la rateizzazione dell’importo della multa se questa supera i 200 euro, come previsto dall’articolo 202 bis. Questa procedura può essere richiesta a patto che il reddito del titolare non sia superiore a 10.628,16 euro, elevato di 1.032,91 euro per ognuno dei familiari conviventi.

Nel caso di verbali rilasciati da Polizia Stradale, Carabinieri, Guardia di Finanza la richiesta di rateizzazione va inoltrata alla Prefettura, mentre per quelli rilasciati dai dalla Polizia Municipale la richiesta va inoltrata al comune di appartenenza dell’organo accertatore.

In ogni caso la richiesta deve pervenire entro 30 giorni dalla contestazione o notificazione.

Differenza tra fermo amministrativo e sequestro amministrativo

Il sequestro amministrativo è una misura cautelare, cioè è un provvedimento che ha lo scopo di impedire la circolazione di un veicolo. Il fermo amministrativo invece è una vera e propria sanzione accessoria (che si va ad aggiungere alla sanzione principale) e con esso si intende un provvedimento che impedisce di usare un mezzo per un periodo determinato di tempo.

Cosa succede a seguito del sequestro del ciclomotore

In caso di sequestro il veicolo viene affidato in custodia al proprietario, o in sua assenza al conducente. Il veicolo sequestrato deve essere custodito in area non soggetta a pubblico passaggio, quindi in una depositeria convenzionata. Le spese sono a carico del trasgressore. Dopo 30 giorni dalla data del sequestro il proprietario può chiedere l’affidamento del mezzo. Contro il sequestro è possibile fare ricorso al Prefetto.

Cosa succede a seguito del fermo del ciclomotore

A seguito del fermo il veicolo interessato sarà trasportato e custodito un deposito comunale a spese del trasgressore. Le spese sono a carico del conducente o proprietario. Trascorsi i primi 30 giorni il ciclomotore potrà essere riaffidato al proprietario per essere custodito in un luogo privato (ad esempio un garage privato). Il proprietario viene notificato di questa scadenza con un avviso scritto.

Alla fine del periodo di fermo il proprietario deve contattare l’ufficio Sanzioni Accessorie il quale provvede a rilasciare i documenti di circolazione. Vengono rimossi i sigilli da parte di un organo della polizia stradale. Se entro 10 giorni dalla notifica dell’obbligo del ritiro il proprietario non provvede a riprendere possesso del veicolo, questo viene considerato abbandonato.

Come si accerta l’alterazione di un ciclomotore

Per accertare le modifiche apportate al ciclomotore è concessa la possibilità di ispezionare il veicolo, come espresso dall’articolo 192 CDS. Tutti gli organi di polizia stradale possono procedere al controllo. Questa è un’attività pre-procedimentale, cioè che avviene prima del processo e non comporta alterazioni del veicolo. Anche per questo è un accertamento ripetibile.

Per prima cosa si procede nel verificare le caratteristiche costruttive del ciclomotore: avviene un controllo formale confrontando la corrispondenza dei codici presenti sulle parti essenziali del veicolo, come carburatore, collettore di aspirazione e di scarico. Se i codici non corrispondono probabilmente il ciclomotore è stato modificato.

Successivamente si effettuano dei controlli tecnici presso officine specializzate attraverso smontaggio e ispezione, che sono consentite dall’articolo 192 del CDS. Da questi si possono evincere indicazioni su eventuali maggiorazioni illecite. A seguito dei controlli viene redatto un verbale. Se il ciclomotore risulta modificato le spese di verifica sono a carico del trasgressore.

Si effettuano poi prove tecniche di velocità in alternativa o in sostituzione alle prove precedenti. Si usa un rilevatore omologato e la prova si esegue su strade piane e in assenza di vento in entrambi i sensi di marcia. L’operazione viene compiuta da appartenenti all’organo di polizia. Alla fine della prova viene redatto un verbale che si affianca a quello di contestazione.

Infine, gli accertamenti tecnici dell’UMC (Uffici Motorizzazione Civile) hanno valore definitivo.

Come effettuare un ricorso

Il ricorso può essere presentato dal proprietario o dal conducente entro 60 giorni dalla contestazione della violazione al Prefetto. Quest’ultimo prende una decisione entro 60 giorni dalla ricezione della pratica.

Se il fermo amministrativo è in conseguenza di ipotesi di reato è ammesso il ricorso al Prefetto entro 60 giorni dalla contestazione oppure si deve effettuare opposizione al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla contestazione.

Quando il ricorso al Prefetto viene accolto e la violazione viene dichiarata infondata, la sanzione viene estinta e il veicolo viene restituito all’avente diritto. Quando, invece, è stata presentata opposizione la restituzione non può avvenire se non dopo il provvedimento dell’Autorità giudiziaria.

Se il ricorso viene rigettato si deve saldare un pagamento di una somma determinata entro 30 giorni dalla notifica della procedura esecutiva. 

Giurisprudenza

[…] si denunciano plurime violazioni di legge per avere il Giudice di Pace ritenuto non provato il superamento dei limiti di velocità disattendendo sia il verbale di accertamento dotato di fede privilegiata sia la successiva verifica eseguita sul ciclomotore dall’Ufficio della Motorizzazione Civile che era, invece, idonea a dimostrare l’avvenuta alterazione delle caratteristiche del ciclomotore. […]

Cassazione civile, sez. II, 22 giugno 2007, n. 14656

L’accertamento dell’illecito non deve riguardare la velocità tenuta dal ciclomotore nel caso esaminato, ma deve tener conto dell’accertamento dell’alterazione delle caratteristiche del mezzo individuate dalle verifiche della Motorizzazione Civile. Infatti, la contestazione può avvenire anche se il ciclomotore è fermo e non in movimento, in quanto l’applicabilità delle disposizioni del Codice della Strada riguarda la “circolazione” che comprende non solo il movimento, ma anche la sosta e la fermata. (art. 3 C.d.S., n. 9).

[…]“In ordine alla responsabilità dell’esercente la potestà, qualora il fatto sia commesso da minorenne, questa corte ha già avuto modo di affermare che la dimostrazione del genitore di non aver potuto impedire il fatto va fornita attraverso la prova di aver esercitato la massima vigilanza sul minore e di aver fatto il possibile per evitare che il medesimo circolasse su strada con un veicolo capace di sviluppare una velocità superiore a quella consentita e di aver controllato che il veicolo non venisse a tali fini modificato (cfr. Cassazione 10282/97). Peraltro, il tipo di violazione in discorso non è inquadrabile in una condotta episodica che può sfuggire al controllo di un genitore, ma comporta una modifica stabile della meccanica dei motoveicolo, che l’esercente la potestà avrebbe potuto e dovuto verificare, tenuto anche conto che trattasi di una operazione non inusuale e la cui facile realizzabilità è notoria. Né può il genitore esercente la potestà eludere i propri obblighi di vigilanza adducendo la non coabitazione con il minore, peraltro dimorante nella medesima città”.  […]

Corte di Cassazione n° 6685/07 

Il proprietario del ciclomotore in questo caso deve rispondere anche come genitore del figlio minorenne. Il tipo di violazione in esame non può essere catalogato come un caso isolato in quanto è subordinato a una modifica stabile della meccanica del veicolo. Pertanto il genitore doveva essere al corrente della modifica effettuata e avrebbe dovuto impedirla. L’unica maniera di opporsi a questa accusa da parte di un genitore è attestare di non essere stati in grado di opporsi al fatto, cosa quasi impossibile da dimostrare.

Inoltre, i ciclomotori non possono essere sottoposti a confisca, mentre i motocicli sì, come disposto dall’articolo 97 CDS. Il ciclomotore modificato però, superando la possibilità di raggiungere una velocità massima di 45 km/h, passa automaticamente alla categoria dei motocicli. Da qui la confisca risulta applicabile. 



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