Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 56 codice della strada: Rimorchi

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1. Ad eccezione di quanto stabilito dal comma 1, lettera e) e dal comma 2 dell’articolo 53, I rimorchi sono veicoli destinati ad
essere trainati dagli autoveicoli di cui al comma 1 dell’art. 54 e
dai filoveicoli di cui all’art. 55, con esclusione degli autosnodati. 2. I rimorchi si distinguono in:
a) rimorchi per trasporto di persone, limitatamente ai rimorchi con almeno due assi ed ai semirimorchi;
b) rimorchi per trasporto di cose;
c) rimorchi per trasporti specifici, caratterizzati ai sensi della lettera f) dell’art. 54;
d) rimorchi ad uso speciale, caratterizzati ai sensi delle lettere g) e h) dell’art. 54;
e) caravan: rimorchi ad un asse o a due assi posti a distanza non superiore ad un metro, aventi speciale carrozzeria ed attrezzati per essere adibiti ad alloggio esclusivamente a veicolo fermo;
f) rimorchi per trasporto di attrezzature turistiche e sportive: rimorchi ad un asse o a due assi posti a distanza non superiore ad un metro, muniti di specifica attrezzatura atta al trasporto di attrezzature turistiche e sportive, quali imbarcazioni, alianti od altre.
3. I semirimorchi sono veicoli costruiti in modo tale che una parte di essi si sovrapponga all’unità motrice e che una parte notevole della sua massa o del suo carico sia sopportata da detta motrice.
4. I carrelli appendice a non più di due ruote destinati al trasporto di bagagli, attrezzi e simili, e trainabili da autoveicoli di cui all’art. 54, comma 1, esclusi quelli indicati nelle lettere h), i) ed l), si considerano parti integranti di questi purchè rientranti nei limiti di sagoma e di massa previsti dagli articoli 61 e 62 e dal regolamento.

COMMENTO

L’art. 56 del codice della strada si occupa di stabilire che cosa sono i rimorchi. In particolare, la norma distingue i rimorchi in base al rapporto con il veicolo che li traina e in base all’uso a cui sono destinati.

Che cosa sono i rimorchi?

Innanzitutto, dobbiamo chiarire a cosa si riferisce il codice della strada quando parla di rimorchi. In particolare, l’art. 56 del codice della strada individua tre diverse categorie di rimorchi, in base al loro rapporto con il veicolo che li traina:

  1. rimorchi in senso stretto, che sono i veicoli destinati ad essere trainati dagli autoveicoli e dai filoveicoli, con esclusione degli autosnodati. I rimorchi in senso stretto formano con i veicoli a cui sono agganciati un autotreno;
  2. semirimorchi, che sono veicoli costruiti in modo tale che una parte di essi si sovrapponga all’unità motrice e che una parte notevole della loro massa o del loro carico sia sopportata da detta motrice. Nello specifico, si tratta di veicoli destinati ad essere trainati da un trattore stradale con cui formano un autoarticolato;
  3. carrelli appendice a non più di due ruote destinati al trasporto di bagagli, attrezzi e simili, e trainabili da autoveicoli (con esclusione degli autotreni, degli autoarticolati e degli autosnodati). Nel caso in cui il carrello appendice e il veicolo che li traina, considerati insieme, non superano i i limiti di sagoma e di massa previsti dalla legge, il carrello appendice non formerà un autotreno con il veicolo trainante ma si considererà parte integrante dell’autoveicolo. Nello specifico, la massa e le dimensioni massime del carrello appendice devono essere calcolate in base alla massa a vuoto dell’autoveicolo: per esempio, se l’autoveicolo ha una massa a vuoto pari ad 1 tonnellata, il carrello appendice non potrà superare i 2 metri di lunghezza, 1,2 metri di larghezza e i 300 chilogrammi di massa complessiva a pieno carico. In ogni caso, la larghezza del carrello appendice non potrà superare quella dell’autoveicolo e non dovrà superare l’altezza massima di 2,5 metri. 

Quali sono le differenze tra le diverse categorie di rimorchi?

Rimorchi in senso stretto, semirimorchi e carrelli appendice hanno in comune la caratteristica di essere veicoli che, per muoversi, necessitano di essere trainati da un altro veicolo. Tuttavia, occorre prestare attenzione alle differenze che sussistono tra rimorchi in senso stretto e semirimorchi, da un lato, e carrelli appendice, dall’altro.

I rimorchi in senso stretto e i semirimorchi rientrano a tutti gli effetti tra i veicoli, ossia tra le macchine di qualsiasi specie, che circolano sulle strade e che sono guidate dall’uomo. Per questo motivo, essi devono essere muniti di targa, immatricolati e iscritti al Pubblico Registro automobilistico. Inoltre, siccome i rimorchi in senso stretto formano con l’autoveicolo che li traina un autotreno, mentre i semirimorchi agganciati al trattore stradale formano un autoarticolato, questi complessi di veicoli devono rispettare specifici limiti di velocità: essi, infatti non possono superare i 70 km/h fuori dei centri abitati e gli 80 km/h sulle autostrade.

I carrelli appendice, invece, nei limiti di massa e dimensioni massimi consentiti, costituiscono parte integrante degli autoveicoli a cui sono agganciati. Per questa ragione, essi non devono essere immatricolati, non devono possedere una targa propria e non devono essere iscritti al Pubblico Registro Automobilistico. Inoltre, i carrelli appendici non sono soggetti ai limiti di velocità previsti per gli autotreni e per gli autoarticolati: essendo parte integrante dell’autoveicolo che li traina, essi sono soggetti ai limiti previsti per il veicolo trainante. Per esempio, se il veicolo trainante è un’automobile, anche se vi è agganciato un rimorchio costituito da un carrello appendice, i limiti da rispettare saranno quelli generali, ossia 130 km/h per le autostrade, 110 km/h per le strade extraurbane principali, 90 km/h per le strade extraurbane secondarie e per le strade extraurbane locali ed 50 km/h per le strade nei centri abitati.   

Come si distinguono i rimorchi?

L’art. 56 del codice del codice della strada, oltre a distinguere i rimorchi in tre diverse categorie in base al loro rapporto con il veicolo che li traina, distingue i rimorchi anche in base all’uso a cui sono destinati. In base al loro utilizzo, infatti, i rimorchi possono distinguersi in:

  • rimorchi per trasporto di persone. Deve trattarsi, tuttavia, o di rimorchi in senso stretto con almeno due assi o di semirimorchi;
  • rimorchi per trasporto di cose;
  • rimorchi per trasporti specifici. In questa categoria rientrano i rimorchi in senso stretto e i semirimorchi che sono dotati di specifiche caratteristiche relative alla carrozzeria che, per esempio, li rendono idonei per il trasporto di liquami, di imbarcazioni, di materie pericolose, di container o di rifiuti;
  • rimorchi ad uso speciale. In questa categoria, invece, rientrano, per esempio, i rimorchi attrezzati con pompe, con scale, con gru, con saldatrici o con perforatrice, così come i rimorchi attrezzati per uso ufficio, per uso officina o per uso negozio;
  • caravan. Si tratta di rimorchi ad un asse o a due assi posti a distanza non superiore ad un metro, che sono dotati di una speciale carrozzeria e che sono attrezzati per essere adibiti ad alloggio, ma solo nel caso in cui il veicolo sia fermo; 
  • rimorchi per trasporto di attrezzature turistiche e sportive. Anche questi sono rimorchi ad un asse o a due assi posti a distanza non superiore ad un metro, che hanno caratteristiche tali da renderli idonei al trasporto di attrezzature turistiche e sportive, come imbarcazioni, alianti od altre.

GIURISPRUDENZA

La Corte di Cassazione ha stabilito che le abitazioni prefabbricate, posizionate su ruote e non collegate alla rete idrica o fognaria, anche se non possiedono i requisiti previsti dall’art. 56 del codice della strada, sono comuqnue classificati come veicoli. Pertanto, se esse sono parcheggiate all’intenro del parcheggio di uno stabilimento balneare debitamente autorizzato, non può ritenersi integrato il reato di abusiva occupazione di spazio demaniale previsto dall’art. 1161 del codice della navigazione.

Cass. sent. n. 224/2006



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