Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 6 codice della strada: Regolamentazione della circolazione fuori dei centri abitati

codice-della-strada

Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



Art. 6 C.d.S. Regolamentazione della circolazione fuori dei centri abitati

1. Il prefetto, per motivi di sicurezza pubblica o inerenti alla sicurezza della circolazione, di tutela della salute, nonché per esigenze di carattere militare può, conformemente alle direttive del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sospendere temporaneamente la circolazione di tutte o di alcune categorie di utenti sulle strade o su tratti di esse. Il prefetto, inoltre, nei giorni festivi o in particolari altri giorni fissati con apposito calendario, da emanarsi con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, può vietare la circolazione di veicoli adibiti al trasporto di cose. Nel regolamento sono stabilite le condizioni e le eventuali deroghe.
2. Il prefetto stabilisce, anno per anno, le opportune prescrizioni per il transito periodico di armenti e di greggi determinando, quando occorra, gli itinerari e gli intervalli di tempo e di spazio.
3. (comma abrogato dal D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66.)
4. L’ente proprietario della strada può, con l’ordinanza di cui all’art. 5, comma 3:
a) disporre, per il tempo strettamente necessario, la sospensione della circolazione di tutte o di alcune categorie di utenti per motivi di incolumità pubblica ovvero per urgenti e improrogabili motivi attinenti alla tutela del patrimonio stradale o ad esigenze di carattere tecnico;
b) stabilire obblighi, divieti e limitazioni di carattere temporaneo o permanente per ciascuna strada o tratto di essa, o per determinate categorie di utenti, in relazione alle esigenze della circolazione o alle caratteristiche strutturali delle strade;
c) riservare corsie, anche protette, a determinate categorie di veicoli, anche con guida di rotaie, o a veicoli destinati a determinati usi;
d) vietare o limitare o subordinare al pagamento di una somma il parcheggio o la sosta dei veicoli;
e) prescrivere che i veicoli siano muniti ovvero abbiano a bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia su neve o su ghiaccio;
f) vietare temporaneamente la sosta su strade o tratti di strade per esigenze di carattere tecnico o di pulizia, rendendo noto tale divieto con i prescritti segnali non meno di quarantotto ore prima ed eventualmente con altri mezzi appropriati;
5. Le ordinanze di cui al comma 4 sono emanate:
a) per le strade e le autostrade statali, dal capo dell’ufficio periferico dell’A.N.A.S. competente per territorio;
b) per le strade regionali, dal Presidente della Giunta;
c) per le strade provinciali, dal Presidente della provincia;
d) per le strade comunali e le strade vicinali, dal Sindaco;
e) (lettera abrogata dal D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66)
6. Per le strade e le autostrade in concessione, i poteri dell’ente proprietario della strada sono esercitati dal concessionario, previa comunicazione dall’ente concedente. In caso di urgenza, i relativi provvedimenti possono essere adottati anche senza la preventiva comunicazione al concedente, che può revocare gli stessi.
7. Nell’ambito degli aeroporti aperti al traffico aereo civile e nelle aree portuali, la competenza a disciplinare la circolazione delle strade interne aperte all’uso pubblico è riservata rispettivamente al direttore della circoscrizione aeroportuale competente per territorio e al comandante di porto capo di circondario, i quali vi provvedono a mezzo di ordinanze, in conformità alle norme del presente codice. Nell’ambito degli aeroporti ove le aerostazioni siano affidate in gestione a enti o società, il potere di ordinanza viene esercitato dal direttore della circoscrizione aeroportuale competente per territorio, sentiti gli enti e le società interessati.
8. Le autorità che hanno disposto la sospensione della circolazione di cui ai commi 1 e 4, lettere a) e b), possono accordare, per esigenze gravi e indifferibili o per accertate necessità, deroghe o permessi, subordinati a speciali condizioni e cautele.
9. Tutte le strade statali sono a precedenza, salvo che l’autorità competente disponga diversamente in particolari intersezioni in relazione alla classifica di cui all’art. 2, comma 2. Sulle altre strade o tratti di strade la precedenza è stabilita dagli enti proprietari sulla base della classificazione di cui all’art. 2, comma 2. In caso di controversia decide, con proprio decreto, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. La precedenza deve essere resa nota con i prescritti segnali da installare a cura e spese dell’ente proprietario della strada che ha la precedenza.
10. L’ente proprietario della strada a precedenza, quando la intensità o la sicurezza del traffico lo richiedano, può, con ordinanza, prescrivere ai conducenti l’obbligo di fermarsi prima di immettersi sulla strada a precedenza.
11. Quando si tratti di due strade entrambe a precedenza, appartenenti allo stesso ente, l’ente deve stabilire l’obbligo di dare la precedenza ovvero anche l’obbligo di arrestarsi all’intersezione; quando si tratti di due strade a precedenza appartenenti a enti diversi, gli obblighi suddetti devono essere stabiliti di intesa fra gli enti stessi. Qualora l’accordo non venga raggiunto, decide con proprio decreto il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
12. Chiunque non ottempera ai provvedimenti di sospensione della circolazione emanati a norma dei commi 1 e 3 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 169 ad euro 680. Se la violazione è commessa dal conducente di un veicolo adibito al trasporto di cose, la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da euro 422 ad euro 1.697. In questa ultima ipotesi dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da uno a quattro mesi, nonché della sospensione della carta di circolazione del veicolo per lo stesso periodo ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.
13. Chiunque viola le prescrizioni di cui al comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 25 ad euro 100.
14. Chiunque viola gli altri obblighi, divieti e limitazioni previsti nel presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 85 ad euro 338. Nei casi di sosta vietata la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da euro 41 ad euro 169; qualora la violazione si prolunghi oltre le ventiquattro ore, la sanzione amministrativa pecuniaria è applicata per ogni periodo di ventiquattro ore per il quale si protrae la violazione.
15. Nelle ipotesi di violazione del comma 12 l’agente accertatore intima al conducente di non proseguire il viaggio finché non spiri il termine del divieto di circolazione; egli deve, quando la sosta nel luogo in cui è stata accertata la violazione costituisce intralcio alla circolazione, provvedere a che il veicolo sia condotto in un luogo vicino in cui effettuare la sosta. Di quanto sopra è fatta menzione nel verbale di contestazione. Durante la sosta la responsabilità del veicolo e del relativo carico rimane al conducente. Se le disposizioni come sopra impartite non sono osservate, la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente è da due a sei mesi.

Commento:

L’articolo 6 del Codice della Strada si occupa delle strade che non si trovano nei centri abitati. La definizione non deve trarre in inganno: non si tratta delle strade non comunali, ma solo di quelle che non passano nei centri abitati, che non li attraversano. La competenza su tali strade è suddivisa, dall’articolo stesso, tra il Prefetto e l’ente gestore della strada. Quest’ultimo può essere il Comune, l’ANAS, la Provincia, lo Stato o qualsiasi società che abbia la strada in concessione.

I poteri, tra Prefetto ed ente gestore, si dividono in base alle competenze: pubblica sicurezza per il primo e difesa dell’incolumità pubblica e del patrimonio pubblico per il secondo, Potendo entrambi disporre dei regolamenti molto dettagliati che vanno ad integrare, per il determinato tratto stradale, il Codice della Strada.

La regolamentazione della circolazione stradale spetta, innanzitutto, e come regola generale, al dirigente competente. Infatti il codice della strada, all’articolo 5, dedicato alla regolamentazione generale della circolazione, stabilisce che i provvedimenti per la regolamentazione della circolazione sono emessi dagli enti proprietari (che rappresentano i gestori delle strade), attraverso gli organi competenti a norma degli articoli 6 e 7, ovvero Prefetto, Sindaci e Consigli Comunali. Le regole per la circolazione sono stabilite con ordinanze che devono essere motivate, per essere valutate nella loro logicità, e rese note al pubblico mediante la segnaletica stradale. In sostanza chiunque deve poter comprendere cosa può fare o non fare su una determinata strada e tali regole devono essere anche logiche. In conseguenza di ciò è plausibile credere che in caso di sanzione per non aver rispettato, ad esempio, un divieto di fermata palesemente incongruente, perché magari posto su una strada che serve numerose scuole poste all’esterno del centro abitato, in caso di ricorso al Giudice di Pace o al Prefetto, questi annulleranno la multa in quanto in contrasto con il senso generale del Codice della Strada e con le sue finalità.

Ai sensi dell’articolo in commento e del successivo articolo 7, il Sindaco è il principale attore della regolamentazione. Questi ha il potere di disciplinare il traffico in virtù delle finalità di pubblico interesse che gli competono sia politicamente che in quanto rappresentante del Governo sul territorio.

Le competenze possono essere così riassunte:

– Il Prefetto è competente per la sospensione temporanea della circolazione per motivi di sicurezza pubblica o inerenti alla sicurezza della circolazione, di tutela della salute, per esigenze di carattere militare; può anche disporre il divieto di circolazione di veicoli adibiti al trasporto di cose in giorni festivi o in altri giorni.

–L’ente proprietario della strada è competente per tutti gli altri tipi di provvedimenti.

–Il Comune quando non sia ente gestore, previo parere positivo dell’ente proprietario della strada, può disporre provvedimenti relativi a obblighi, divieti, limitazioni riserva di corsie a determinate categorie di veicoli, istituzione della sosta a pagamento, previsione di obblighi particolari per i veicoli, istituzione del divieto di sosta per esigenze di carattere tecnico o di pulizia.

– La Giunta comunale: individuazione di aree pedonali e zone a traffico limitato; individuazione aree destinate a parcheggio a pagamento; atti di pianificazione; delimitazione del centro abitato.

– Il Sindaco è competente anche per l’adozione di ordinanze contingibili ed urgenti che interessino le strade.

In tema di disciplina della circolazione stradale, precisamente per le strade comunali, rientrano nelle competenze della dirigenza comunale tutti quei provvedimenti che regolamentano la circolazione, anche nei suoi aspetti più specifici e particolari, sulle strade dei centri abitati e non. La Giurisprudenza ha chiarito che il Comune, in quanto titolare delle strade comunali ha il potere di regolare il traffico per motivi di sicurezza e incolumità pubblica purché l’atto regolamentare sia conseguenza di un percorso logico e coerente: sono quindi esclusi tutti gli atti che siano totalmente privi di senso. Con ciò si ribadisce il concetto già formulato sopra: un divieto di fermata su una strada o su un’intera zona non può essere giustificato dall’esigenza, ad esempio, di ostacolare le prestazioni sessuali a pagamento, in quanto ciò non rientra tra le finalità di regolamentazione della circolazione [1].

Sono previste sanzioni specifiche per le violazioni delle prescrizioni regolamentari. In particolare chiunque violi le regole sulla sospensione della circolazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 169 a 680. Se la violazione è commessa dal conducente di un veicolo adibito al trasporto di cose, la sanzione amministrativa va da € 422 a 1.697. In questo caso, inoltre, è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da uno a quattro mesi, oltre la sospensione della carta di circolazione del veicolo per lo stesso periodo.
Chiunque viola gli altri obblighi, divieti e limitazioni previsti dai regolamenti è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 85 a 338. In particolare, poi, nei casi di sosta vietata la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da € 41 a 169; qualora la violazione si prolunghi oltre le ventiquattro ore, la sanzione viene applicata per ogni periodo di ventiquattro ore per il quale si protrae la violazione.

[1] cassazione civile, sezione I, del 5/10/2006, n. 21432.



Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA