Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 60 codice della strada: Motoveicoli e autoveicoli d’epoca e di interesse storico e collezionistico

codice-della-strada

Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1.  Sono considerati appartenenti alla categoria di veicoli con caratteristiche atipiche i motoveicoli e gli autoveicoli d’epoca, nonché i motoveicoli e gli autoveicoli di interesse storico e collezionistico.
2.  Rientrano nella categoria dei veicoli d’epoca i motoveicoli e gli autoveicoli cancellati dal P.R.A. perché destinati alla loro conservazione in musei o locali pubblici e privati, ai fini della salvaguardia delle originarie caratteristiche tecniche specifiche della casa costruttrice, e che non siano adeguati nei requisiti, nei dispositivi e negli equipaggiamenti alle vigenti prescrizioni stabilite per l’ammissione alla circolazione. Tali veicoli sono iscritti in apposito elenco presso il Centro storico del Dipartimento per i trasporti terrestri.
3.  I veicoli d’epoca sono soggetti alle seguenti disposizioni: 
a)  la loro circolazione può essere consentita soltanto in occasione di apposite manifestazioni o raduni autorizzati, limitatamente all’ambito della località e degli itinerari di svolgimento delle manifestazioni o raduni. All’uopo i veicoli, per poter circolare, devono essere provvisti di una particolare autorizzazione rilasciata dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri nella cui circoscrizione è compresa la località sede della manifestazione o del raduno ed al quale sia stato preventivamente presentato, da parte dell’ente organizzatore, l’elenco particolareggiato dei veicoli partecipanti. Nella autorizzazione sono indicati la validità della stessa, i percorsi stabiliti e la velocità massima consentita in relazione alla garanzia di sicurezza offerta dal tipo di veicolo; 
b)  il trasferimento di proprietà degli stessi deve essere comunicato al Dipartimento per i trasporti terrestri, per l’aggiornamento dell’elenco di cui al comma 2.
4.  Rientrano nella categoria dei motoveicoli e autoveicoli di interesse storico e collezionistico tutti quelli di cui risulti l’iscrizione in uno dei seguenti registri: ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI.
5.  I veicoli di interesse storico o collezionistico possono circolare sulle strade purché posseggano i requisiti previsti per questo tipo di veicoli, determinati dal regolamento.
6.  Chiunque circola con veicoli d’epoca senza l’autorizzazione prevista dal comma 3, ovvero con veicoli di cui al comma 5 sprovvisti dei requisiti previsti per questo tipo di veicoli dal regolamento, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 85 ad euro 338 se si tratta di autoveicoli, o da euro 41 ad euro 169 se si tratta di motoveicoli.

COMMENTO

L’art. 60 del codice della strada si occupa di indicare le regole per la circolazione dei veicoli d’epoca e dei veicoli di interesse storico o collezionistico, prescrivento l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria di importo compreso tra gli 85 euro e i 338 euro,per le auto, e tra i 41 euro e i 169 euro, per le moto,nel caso in cui si violino le disposizioni previste dalla norma medesima. Attenzione: parlare di veicoli d’epoca e di veicoli di interesse storico o collezionistico, anche se ricadono tutti nella categoria dei veicoli con caratteristiche atipiche, non è affatto la stessa cosa. Cerchiamo, dunque, di capire quali sono le differenze. 

Che cosa si intende per veicoli d’epoca?

Il codice della strada identifica i veicoli d’epoca in quella categoria di veicoli che non presentano le caratteristiche che la legge prescrive per essere ammessi alla circolazione perché, per esempio, non rispettano le attuali normative in fatto di freni o perché inquinano troppo, anche se funzionano perfettamente. In particolare, si tratta di veicoli che conservano intatte le originarie caratteristiche tecniche specifiche della casa costruttrice: essi risultano, dunque, fedeli all’originale e, proprio per la loro inidoneità alla circolazione, sono destinati ad essere conservati nei musei o ad occupare i garage dei collezionisti.  

Essendo privi dei requisiti previsti dalla legge per poter circolare, pertanto, questi veicoli dovranno essere cancellati dal Pubblico Registro Automobilistico, per essere iscritti in un apposito elenco tenuto dal Centro storico della Direzione generale della Motorizzazione Civile.

Ai veicoli d’epoca, dunque, la circolazione è vietata. Tuttavia, ti sarà certamente capitato di trovarti nel bel mezzo di un raduno di automobili d’epoca e ti starai domandando perché alle stesse fosse consentito, invece, circolare. In proposito, il codice della strada prevede un’eccezione in occasione di apposite manifestazioni o raduni autorizzati. In questi casi, gli organizzatori devono inviare una richiesta di autorizzazione alla circolazione all’ufficio provinciale della Direzione generale della Motorizzazione Civile nella cui circoscrizione si svolge il raduno o la manifestazione. Nella richiesta, per ognuna delle auto che ha presentato la domanda di partecipazione, devono essere indicati il nome del proprietario del veicolo, la fabbrica, il tipo ed il numero di telaio o di motore del veicolo stesso, il percorso e la durata della manifestazione o del raduno. Per l’autorizzazione, inoltre, occorre che i partecipanti siano almeno 15, che l’ente proprietario della strada conceda l’utilizzo della stessa e che gli organi di Polizia abbiano rilasciato il nulla osta alla scorta.

Se l’ufficio provinciale della Direzione generale della Motorizzazione Civile ritiene che ricorrano i presupposti per autorizzare la circolazione, emetterà per ognuno dei veicoli autorizzati un foglio di via, in cui sono indicati la validità temporale dell’autorizzazione, il tragitto che si può percorrere e i limiti di velocità che devono essere consegnati, e consegnerà la relativa targa prova.  

Che cosa si intende per veicoli di interesse storico o collezionistico?

I veicoli di interesse storico o collezionistico, innanzitutto,sono veicoli che possono ancora circolare: a differenza delle auto d’epoca, dunque, la loro circolazione non è vietata. Essi, pertanto,devono essere iscritti al Pubblico Registro Automobilistico ed essere immatricolati esattamente come l’auto o la moto che guidi tutti i giorni. E’ necessario, inoltre, ottenere il certificato di rilevanza storica o collezionistica a seguito dell’iscrizione in uno dei registri ASI, Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo. Per il rilascio del certificato di rilevanza storica o collezionistica è indispensabile, anche in questo caso, che i veicoli conservino ancora le caratteristiche originarie di fabbricazione: sono ammesse, tuttavia, delle modifiche derivanti dall’impossibilità di reperire i componenti originari o di reperirli ad un costo ragionevole, oppure derivanti dall’esigenza di ripristinare le condizioni originarie del veicolo risultanti all’atto della sua prima immatricolazione. 

Per poter circolare occorre, comunque, che i veicoli di interesse storico e collezionistico possiedano tutti i requisiti previsti dalla legge: in particolare, occorre che i sistemi di frenatura,i dispositivi di segnalazione acustica, i silenziatori e tubi di scarico, la segnalazione visiva e d’illuminazione, i pneumatici e i sistemi equivalenti sulle sospensioni, i vetri e specchi retrovisori e il campo di visibilità del conducente siano conformi alle norme contenute nel Regolamento di attuazione del codice della strada. E’ vietato circolare con veicoli di interesse storico e collezionistico per scopi imprenditoriali, come il trasporto di merci o di persone.

Per sapere quali sono le regole previste per l’esenzione dal bollo auto per i veicoli d’epoca e i veicoli di intresse storico e collezionistico, clicca qui: https://www.laleggepertutti.it/188153_bollo-auto-veicoli-depoca

GIURISPRUDENZA

La Corte di Cassazione ha stabilito che l’art. 60 del codice della strada individua i veicoli di interesse storico e collezionistico al solo fine di regolarne la circolazione stradale, subordinandola, appunto, a pena di sanzioni amministrative pecuniarie, al possesso dei requisiti indicati nel Regolamento di attuazione per tale tipo di veicoli (in particolare, è necessario che i veicoli di interesse storico e collezionistico possiedano i requisiti previsti dai commi 5 e 6 dell’art. 25i del Regolamento di attuazione del codice della strada). Le indicazioni contenute nell’art. 60 del codice della strada, pertanto, non possono estendersi al diverso ambito settoriale dell’esenzione dalla tassa automobilistica, ossia del bollo auto:tale esenzione, infatti, trova una compiuta e specifica disciplina nell’art. 63 della L. 21 novembre 2000, n. 342 che, tra l’altro,  fa riferimento ai veicoli di “particolare” interesse storico e collezionistico e non a quelli di mero interesse storico e collezionistico.

Cass. sent. n. 445/2005



Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA